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Le sigarette elettroniche riprendono a volare

Nei primi mesi del 2016 la sigaretta elettronica è stata utilizzata dal 4% degli italiani, una percentuale che sfiora il dato record del 2013 (4,2%). Nel 2016 si è registrato, per la prima volta dopo 3 anni, un sensibile incremento dell’uso della sigaretta elettronica: gli utilizzatori di ecig sono passati dall’1,1% del 2015 al 3,9% del 2016 (nel 2014 erano l’ 1,6%). Coloro che la usano abitualmente nel 2016 sono il 2,3% (nel 2015 erano lo 0,7%), mentre coloro che la usano occasionalmente sono l’1,6% ( nel 2015 erano lo 0,4%).

La notizia è riportata dal Corriere della Sera che cita i dati di un’indagine Doxa realizzata per l’Istituto Superiore di Sanità.

 

Gran Bretagna: perché gli svapatori sostengono la Brexit

Tra le tante ragioni portate avanti dai sostenitori dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, ce n’è una che è passata sotto silenzio e che invece ci riguarda da vicino: la possibilità per i britannici di sfilarsi dall’attuazione della direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) che entrerà in vigore il 20 maggio (e che l’Italia ha prontamente adottato senza battere ciglio).

vapersforbritain

Il sito web Vapers for Britain ha lanciato una campagna di denuncia che chiarisce quello che tutto il settore delle ecigs sta dicendo da tempo. Con l’entrata in vigore della direttiva “le imprese dovranno spendere una fortuna per compilare documenti senza senso, cambiare la dimensione dei serbatoi e delle bottigliette di liquido”. Il Governo inglese dice che l’adeguamento al TPD avrà un costo di 1,3 milioni di sterline per le aziende, mentre le aziende denunciano che il costo sarà invece di 988 milioni di sterline, “soldi che pagherai tu” come si legge nella petizione di Vapers for Britain.

A dicembre scorso il primo ministro inglese aveva affermato alla Camera dei Comuni che le sigarette elettroniche avevano aiutato un milione di persone a smettere di fumare le sigarette tradizionali. Eppure, denuncia ancora Vapers for Britain citando una ricerca condotta a gennaio 2016, se il TPD dovesse avere piena attuazione, più della metà dei negozi di sigarette elettroniche sarà costretto a chiudere (53%) e il 56% degli aromi di liquidi non sarebbe più disponibile. L’83% dei dispositivi verrebbe ritirato dal mercato e le imprese si ridurrebbero della metà (-48%).

“La direttiva europea in materia di sigarette elettroniche rappresenta una serie di misure mal progettate, sproporzionate e discriminatorie finalizzate a non ottenere nulla di utile ma fare, al contrario, una gran quantità di danni” commenta Clive Bates, ex direttore di Action on Smoking and Health.

Ecco perché Vapers for Britain invita i tre milioni di svapatori britannici ad approfittare del voto del  referendum Ue e scegliere l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa. “Noi abbiamo la risposta! Se vinciamo, il TPD sarà del tutto inapplicabile e se anche non dovessimo vincere avremmo comunque mostrato a tutta la Gran Bretagna la forza del mondo vapers. Inizieranno a rispettarci”.

 

Nemmeno un passo indietro

La resilienza è la capacità di un sistema di superare il cambiamento.

In ingegneria, la resilienza è la capacità di un materiale di assorbire energia di deformazione elastica.
In informatica, è la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura in modo da garantire la disponibilità dei servizi erogati.
In ecologia e biologia è la capacità di un materiale di autoripararsi dopo un danno, o di una comunità (o sistema ecologico) di ritornare al suo stato iniziale dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che l’ha allontanata da quello stato.
In psicologia, è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.         (fonte wikipedia)

 

Per noi, resilienza significa essere ancora qui, nonostante tutto. A disposizione di chi ha scelto di smettere di fumare. La legge ci equipara al tabacco ma sappiamo tutti che non è così. Sappiamo tutti che il vapore emesso dalle sigarette elettroniche non è fumo e che le sigarette elettroniche non hanno niente a che fare con le sigarette, se non nel richiamo alla gestualità e all’utilizzo eventuale della nicotina.logo-bianco.jpg

La legge ci costringe a tasse quasi insostenibili, ma come dicevamo all’inizio di questa avventura non si può fermare il progresso. Per questo stiamo studiando nuove tecnologie, per poter andare incontro alle esigenze e alle richieste degli utenti, per continuare ad aiutarli a dire basta al fumo da sigaretta.

Lo Stato tassa i nostri liquidi anche allo scopo di fare cassa, senza fare distinzione tra liquidi con e senza nicotina; senza fare distinzione tra noi, che li abbiamo fatti analizzare da Università e laboratori accreditati, e chi importa o produce senza alcun controllo.

Ma teneteci d’occhio, visitate i nostri store. Presto ci saranno anche delle nuove aperture che potrete controllare sul nostro sito, quindi restate in contatto!

Ovale resiste.

Corte d’Appello di Parigi, le sigarette elettroniche non sono fumo

elips-3.jpgLe sigarette elettroniche non sono fumo e non possono essere assoggettate alla regolamentazione prevista per i prodotti derivati dal tabacco. Lo stabilisce una sentenza della Corte d’Appello di Parigi che ha respinto le istanze della Confederazione Nazionale dei Tabaccai Francesi (CNBF) che, dietro richiesta di due tabaccai, pretendeva l’interdizione di un marchio di ecigs. Ma non solo: la richiesta riguardava anche il divieto di fare pubblicità e, soprattutto, lo stop alla commercializzazione delle sigarette elettroniche in negozi che si trovano in prossimità delle loro tabaccherie a Caen e a Parigi.

La Francia mette così un punto al tira e molla fomentato dai tabaccai che, nel tentativo di tutelare i loro esclusivi interessi, hanno cercato di minare lo sviluppo di un prodotto che invece è strategico per la lotta al fumo e al tabagismo. Un’azione, quella messa in campo dalle potenti lobby del tabacco, che di fatto ha messo in pericolo migliaia di posti di lavoro creati nel settore della produzione, ricerca, formazione e commercializzazione delle sigarette elettroniche.

La Corte ha finalmente chiarito alcuni punti fondamentali. Innanzitutto stabilisce che per le dogane la sigaretta elettronica non costituisce un prodotto del tabacco sotto il profilo fiscale. Ha poi fatto suo quanto rilevato dall’Ufficio Francese per la Lotta al Tabagismo che in un rapporto affermava che “nessun paese europeo ha classificato il prodotto sigaretta elettronica come un derivato del tabacco”.

Il risvolto economico di questa partita è importante. Secondo un rapporto del 2013 effettuato dall’OFDT (Observatoire Francais des Drogues et des Toxicomanies) sono ormai un milione gli svapatori in Francia, per un giro d’affari che si aggira intorno ai 100 milioni di euro, con una crescita mensile del 15%.

Ma il vantaggio più importante dello sviluppo del mercato della sigaretta elettronica è un altro: la maggior parte degli svapatori, in genere fumatori incalliti di tabacco, ha smesso o ridotto notevolmente l’utilizzo delle sigarette tradizionali, con una conseguente riduzione del rischio di malattie derivanti dal fumo e quindi un decremento delle spese sanitarie.

Intervista a Konstantinos Farsalinos

Pubblichiamo la traduzione di alcuni stralci di una lunga intervista che il dottor Konstantinos Farsalinos ha concesso al sito di informazione sulle sigarette elettroniche “E-Cigarette Forum”. Il dr. Farsalinos è un medico cardiologo, da anni impegnato a studiare le sigarette elettroniche.

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“Se tu stai esprimendo la tua opinione circa le e-cig, dovresti sapere di che stai parlando ….”

Il Dr Konstantinos Farsalinos è uno specialista cardiovascolare greco che recentemente è diventato un referente internazionale di alto profilo sull’innovativa ricerca clinica nelle e-cig e sugli effetti del loro uso. 

Egli ha parlato all’ECF poiché si mise a studiare gli ingredienti dei liquidi per e-cig che sono prodotti artigianalmente dagli svapatori e dalle compagnie di sigarette elettroniche.

Noi abbiamo parlato con lui a proposito del suo lavoro, il futuro dello svapo e come mai tutti gli esperti non stanno dicendo la verità.

(…) Un grande numero di persone nel campo medicale sembrano aver preso una posizione automatica contro l’e-cig. Cosa le sembra e a quale metodo di indagine la sua squadra sta guardando?

Lo scorso anno, mi sentivo abbastanza solitario. C’erano appena pochi di noi che conducevano ricerche ed eravamo probabilmente considerati pazzi da molti dei nostri colleghi. Ma stavamo diventando numerosi. Le e-cig ottenevano sempre più successo. Negli ultimi mesi, avevamo avuto sempre più persone disposte a supportarci dal campo scientifico e medicale.

Perché queste persone si stanno occupando di questo adesso?

Non ci sono ancora abbastanza dati dalla ricerca, ma c’è molto di più rispetto a quanto disponibile negli anni precedenti. Durante questo periodo, il pubblico ha realmente adottato la e-cig, nonostante la pubblicità negativa. Io penso che questi fattori hanno convinto le persone a guardarsi attorno. Io credo che molti delle persone che esprimono opinioni negative circa le e-cig, realmente non hanno una profonda conoscenza circa il prodotto. Se esprimete la vostra opinione in pubblico circa le e-cig , dovreste sapere di che cosa state parlando, perché le cose che diciamo in qualità di ricercatori, influenzano molte persone. So di molti fumatori che erano contrari a provare le e-cig. Perfino peggio, ho visto molti svapatori ritornare a fumare dopo aver ascoltato le discussioni scientifiche sui potenziali problemi delle e-cig, problemi che spesso si dimenticano quando si parla di danni da fumo.

(…) E’ importante essere chiari che non stiamo dicendo che le e-cig siano una buona cosa a prescindere. Sono buone per un fumatore, non per qualsiasi persona. Non suggerirei mai ad un non fumatore di svapare. Ma per i fumatori, considerando i devastanti effetti del tabacco, non c’è paragone. E’ una completa rivoluzione nella riduzione dei danni da tabacco. La cosa ideale sarebbe svapare per essere appena a metà del guado per smettere di fumare, dove poi al termine si smette di fumare.

La più grande differenza tra il fumare e lo svapare è che le sigarette di tabacco sono state fatte per far passare le persone da non fumatrici a fumatrici. Dall’inizio, le e-cig sono state pensate per i fumatori al fine di farli diventa svapatori, non per i non fumatori a diventare svapatori. Le compagnie di e-cig non hanno bisogno di trovare giovani o non fumatori, e questa è la grande differenza che chi controlla il tabacco rifiuta di accettare.

Ancora la stampa spesso racconta storie a proposito di bambini che svapano, o quanto svapare è considerato “figo” tra i loro coetanei, come il fumare. C’è qualcosa di vero in questo?

Noi abbiamo dati dagli USA e dal Regno Unito a questo proposito, ma le linee guida non trovano i risultati quando li si vede chiaramente – il miglior esempio è l’ultimo studio CDC. Alcune indiscrezioni del CDC, stanno dicendo che noi stiamo avvalorando una nuova epidemia di nicotina da e-cig. Ma loro stavano chiedendo ai giovani se erano dei regolari utilizzatori. I risultati si sono basati su domande tipo “Hai provato una e-cig negli ultimi 10 giorni?” Secondo il CDC, sei considerato un utilizzatore se hai fatto un tiro negli ultimi 30 giorni. Inoltre, se tu prendi il numero di giovani persone che non sono state fumatrici, ma hanno provato un e-cig negli ultimi 30 giorni, la percentuale è dello 0,5%. Sono stati presentati risultati come un problema, che in verità non c’è. Secondo il senso comune, lo 0,5% è quasi inesistente. Altri hanno perfino esagerato i risultati. Io non ho nominato nessuno perché non voglio dargli visibilità, ma ci sono professori di medicina negli Stati Uniti che dicono queste cose ridicole. Sfortunatamente stanno usando i siti internet delle Università per farlo, così stanno ridicolizzando anche il mondo accademico. E’ qualcosa che non si può capire, mi fa sentire male. Abbiamo bisogno di controllare i numeri per vedere che gli annunci pubblici che fanno dopo i loro studi non hanno senso.

(…) Ho fatto 2 studi sull’assunzione di nicotina da e-cig, includendo il solo studio che ha indagado la terza generazione di apparati a 9w con clearomizer. Sebbene sono stati utilizzati svapatori esperti, i livelli di assunzione furono intorno ad un 1/3 rispetto al tabacco – si ha bisogno di svapare per 35 minuti per ottenere livelli simili di nicotina nel sangue pari a fumare una sigaretta di tabacco in 5 minuti. Questo mostra che le e-cig sono inefficienti nel fornire nicotina nello stesso livello, specialmente alla stessa velocità, come nelle sigarette tradizionali.

(…) Gli ultimi studi mostrano che la nicotina ha bisogno di altri componenti chimici nel tabacco per dare realmente assuefazione. Non è come un additivo come noi pensiamo. Non sto dicendo che non è un additivo in generale naturalmente, ma sembra che altri alcaloidi potenziano di gran lunga le proprietà additive della nicotina. Queste sostanze non sono presenti nelle e-cig. Dubito che un non-fumatore potrebbe essere attirato dalle e-cig. Non sto dicendo che è impossibile, ma penso che sia molto difficile.

(Potete leggere l’intera intervista a questo link)

Governo Letta schiavo delle lobby. Più ammalati, più business?

Un Governo che pensa soltanto a come fare cassa, ignorando completamente la salute dei cittadini, è indegno di un Paese civile. Le notizie diffuse stamattina dalla stampa riguardo una possibile diminuzione delle accise sui tabacchi a fronte dell’introduzione del divieto di svapo e pubblicità per le sigarette elettroniche, se confermate, sarebbero soltanto il segno del servilismo del Governo Letta nei confronti della lobby dei tabacchi. Negli ultimi mesi si è assistito ad un continuo balletto normativo, con provvedimenti proposti, approvati, ritirati, cancellati, riproposti ancora. Tutto questo invece di regolamentare con senno il settore ed incoraggiare la ricerca. Non è possibile che si continuino ad ignorare gli appelli del mondo medico, che ha più volte sottolineato come con le sigarette elettroniche si andrebbero a risparmiare milioni di euro in spesa sanitaria.
Ci auguriamo di leggere nel provvedimento “Milleproroghe” la cancellazione della tassa al 58,5% sulle sigarette elettroniche che, per usare le parole dell’oncologo Umberto Veronesi ‘potrebbero salvare 30mila vite all’anno in Italia e 500 milioni nel mondo’. Un Governo che ha a cuore i suoi cittadini dovrebbe pensare esclusivamente alla loro salute e non a come aumentare gli introiti, incoraggiando la gente a fumare.

Perché è in questi momenti che nascono i veri rivoluzionari

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere ‘superato’. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.

Albert Einstein (“Il mondo come io lo vedo”)

Quel confronto che “non s’ha da fare”

Le sigarette elettroniche, questo oggetto incredibile su cui, in Italia, si sono concentrati gli interessi di tutte le lobby possibili (da quelle del tabacco a quelle farmaceutiche a quelle di governo ed economiche)….

In questi mesi abbiamo assistito (e purtroppo continuiamo ad assistere) ad un sistematico e costante attacco, talmente studiato da rendere evidente la regia di qualcuno che ha interesse a denigrare questo rivoluzionario prodotto.

Comunque, noi di Ovale abbiamo una domanda da fare a tutti quelli che non si sono stancati di buttare fango sulle sigarette elettroniche. Le avete confrontate con l’acqua potabile (come se a qualcuno potesse venire in mente di berne un flaconcino a colazione); le avete confrontate con il sangue (chissà poi secondo quale logica); le avete confrontate con i cerotti alla nicotina e i farmaci per smettere di fumare (tralasciando sempre volutamente il fatto che questo è un prodotto esclusivamente hi-tech). Com’è che a nessuno di questi “studiosi” è mai venuto in mente di mettere i liquidi per ecigs a confronto con le 4mila sostanze contenute in una sola sigaretta tradizionale?

Censura di Stato

Censura.
Perchè è di censura che parliamo. Censura. E’ ciò che chi produce e commercializza, o semplicemente utilizza sigarette elettroniche, sta subendo. L’incomprensibile decreto che vorrebbe far slittare l’aumento dell’Iva pensando di coprirlo con il ricavato di una tassazione spropositata sulle e cigs, contiene una postilla che di fatto equipara le censoredsigarette elettroniche al tabacco e quindi, di conseguenza, vieta ogni forma di pubblicità o promozione.

Cosa significa? Che quel provvedimento, che sembra un vero regalo alla lobby del tabacco, non solo prova ad annientare il settore della sigaretta elettronica attraverso dei dazi che producono costi insostenibili, ma vieta la possibilità di parlare dei nostri prodotti, di spiegare come si usano e quindi il motivo per cui sono in completa e assoluta antitesi rispetto alle sigarette tradizionali. Ci vieta di comunicare le nuove tecnologie, i progressi che si stanno facendo nel settore, gli studi. Perché è questo quello che noi abbiamo provato a fare attraverso anche la pubblicità: comunicazione al servizio di chi decide di avvicinarsi alla sigaretta elettronica, di chi vuol provare a smettere di fumare quelle bionde che uccidono. Niente più pubblicità in televisione né sui giornali, niente più promozioni in radio, niente volantini né vetrine allestite.

Il divieto può essere applicato alle sigarette tradizionali, ai tabacchi prodotti che nuociono gravemente alla salute. Nel nostro caso si tratta di una censura, di un bavaglio che si prova a mettere nei confronti di chi evidentemente ha dato fastidio, come in maniera lungimirante avevamo provato a spiegare proprio attraverso una campagna pubblicitaria sul Corriere della Sera.

Abbiamo dato fastidio perchè il nostro prodotto toglie clienti alla lobby del tabacco, perchè proviamo a sviluppare tecnologie sempre migliori e più efficaci e sicure. Abbiamo dato fastidio perchè abbiamo lasciato che gli scienziati esaminassero i nostri prodotti, abbiamo fornito delle analisi e delle ricerche utili per capire contenuto, effetti e portata delle sigarette elettroniche Ovale. Ormai è noto che chi fuma le sigarette elettroniche Ovale con il massimo della nicotina consentita dall’azienda (16 milligrammi) assimila appena un terzo della nicotina che assumerebbe fumando una sigaretta tradizionale che per giunta sviluppa sostanze cancerogene attraverso la combustione di carta e tabacco. Chi fuma le sigarette elettroniche Ovale sa esattamente cosa contengono i liquidi e sa esattamente, perchè lo dicono ricercatori universitari della Federico II e laboratori accreditati come Arista, che non ci sono sostanze nocive né tossiche.

Hanno dato fastidio le voci libere di scienziati del calibro di Umberto Veronesi, ricercatori universitari, analisti, chimici che hanno detto che la sigaretta elettronica non è un nemico da combattere ma un utile alleato dello Stato per la lotta al tabagismo e per ridurre la spesa sanitaria. Con onestà abbiamo sempre detto che non è dimostrato ancora che le sigarette elettroniche Ovale facciano smettere di fumare ma abbiamo anche aggiunto che l’esperienza di oltre 7 anni di attività, sviluppo e ricerca hanno dimostrato che la maggioranza di chi ha utilizzato le sigarette elettroniche ha abbandonato quelle tradizionali e ridotto gradualmente l’utilizzo di nicotina fino ad azzerarla del tutto.

Care lobby, non avete ancora vinto

Sono mesi che gli italiani vengono bombardati da informazioni false e allarmistiche per scoraggiarli a passare alla sigaretta elettronica. Anche ieri, nonostante l’evidenza di trovarsi di fronte a provvedimenti ancora in itinere, e quindi ben lontani dal poter essere effettivamente applicati, è passata l’informazione che non sarà più possibile fumare nei luoghi pubblici e non sarà più possibile pubblicizzare le sigarette elettroniche. Le cose non stanno così.

Chiariamo che non è ancora in vigore alcun divieto per chi utilizza la sigaretta elettronica (ad eccezione dell’uso nelle scuole), alcun divieto per chi intende promuoverla o pubblicizzarla, alcun divieto di venderla, né alcuna supertassa per l’acquisto.

Quello pubblicizzato nella giornata di ieri è un emendamento approvato al Senato, anzi, diremmo, vista l’aria di assoluta precarietà e incertezza politica del momento, SOLO al Senato, nell’ambito di un decreto legge che abbiamo già stigmatizzato e additato per incostituzionalità, incoerenza, inefficacia e assoluta inutilità.

Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di un nostro punto di vista, seppur qualificato. Ma Ovale è un’azienda talmente seria e sicura dei suoi prodotti da affidare i propri liquidi a laboratori accreditati e noti per la serietà, nonché a ricercatori dell’Università Federico II di Napoli, all’avanguardia per studi e tecnologia nella chimica, perché in libertà e assoluta autonomia studiassero ed effettuassero analisi sui liquidi Ovale attraverso l’utilizzo della tecnologia Ovale.

Bene, per una volta ci facciamo da parte e lasciamo il posto a chi ha espresso un parere tecnico su questo decreto. La Commissione programmazione economica e bilancio, esaminato il disegno di legge e preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo (…) “per ciò che riguarda l’articolo 11, commi 22 e 23, che introduce l’imposta di consumo sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo, si rileva come la Relazione tecnica non fornisca la fonte dei dati riportati, né chiarisca in base a quali parametri, ovvero trend osservati, si sia giunti ad ipotizzare un mercato del settore di 200 milioni di euro a partire dal 2014. Inoltre, non sembra che si sia tenuto conto di possibili effetti disincentivanti, in relazione alle ricadute sul prezzo derivanti dall’imposta introdotta”. In pratica non si sa come hanno fatto a stabilire che ricaveranno 200 milioni dalla tassa sulle ecigs, e soprattutto non hanno considerato (o non hanno voluto considerare?) che in questo modo si rischia solo di far sparire il prodotto dal mercato.

Come se non bastasse, l’emendamento che vorrebbe limitare l’uso delle sigarette elettroniche nei luoghi pubblici in realtà lo fa equiparando la sigaretta elettronica ai tabacchi lavorati, tralasciando un dettaglio non da poco e cioè che si tratta di prodotti in assoluta antitesi.

Si tratta di un emendamento che vorrebbe estendere alla ecigs un divieto che riguarda la legge Sirchia e che di fatto tradisce anche le intenzioni, gli studi e i pareri del padre di quel provvedimento legislativo, visto che solo pochi giorni fa proprio Sirchia aveva detto che sulla sigaretta elettronica “ci sono troppi pregiudizi sbagliati” e che è “assurdo tassarla o trasformarla in farmaco. Contro le sigarette elettroniche, che fanno infinitamente meno male di quelle tradizionali, si sono scatenati gli attacchi delle lobby. Certo devono rispondere a dei requisiti, non possono essere prodotte da un cinese in un sottoscala, ma affossarle vuol dire solo favorire le sigarette normali. Purtroppo scontano l’enorme disparità che c’è tra chi ha il potere e chi non ce l’ha, la salute pubblica è vittima delle lobby”.

E non è l’unico luminare a pensarla in questo modo: il professor Umberto Veronesi ha avuto parole chiare e dure contro il tentativo di far sparire la sigaretta elettronica dal mercato e contro la disinformazione sull’argomento: “Perché tanto accanimento contro le sigarette elettroniche? Le lobby del fumo comprano tutto: giornalisti, personaggi d’opinione”. E ancora: “Se le sigarette elettroniche dovessero sostituire totalmente quelle vere avremmo molto da guadagnare e nulla da perdere”.

Ovale comunque, come già annunciato, non resterà a guardare mentre si cerca di far passare un provvedimento che va contro gli italiani che avevano trovato un’alternativa al fumo e un modo per risparmiare. Quello approvato al Senato e in attesa di passare alla Camera è un provvedimento incostituzionale e illegittimo in quanto mancante dei requisiti di necessità ed urgenza obbligatori nei casi di adozione di provvedimenti per decreto legge. L’azienda già si è mossa preparando azioni nelle sedi giurisdizionali opportune e competenti sia a livello nazionale che europeo per tutelare i diritti di impresa di fronte ad un decreto legge irrispettoso dell’articolo 77 della Costituzione e dell’articolo 15 della legge 400/1988 (“i decreti devono contenere misure di immediata applicazione”).

Sereno svapo libero a tutti.

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