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Le sigarette elettroniche aiutano a smettere di fumare. Lo studio del Royal College di Londra.

the-royal-college-of-physiciansBisognerebbe promuovere ampiamente l’uso delle sigarette elettroniche in sostituzione del fumo di sigaretta. E’ la conclusione del rapporto “Nicotine without smoke: tobacco harm reduction” del Royal College of Physicians, la più antica e prestigiosa facoltà di Medicina dell’Inghilterra.

Il rapporto del Royal College sulla riduzione di danni del tabacco ha concluso che le sigarette elettroniche possono essere un beneficio per la salute pubblica, i fumatori possono essere incoraggiati ad utilizzarle, e tutti possono essere rassicurati sul fatto che le esig sono molto più sicure del fumo tradizionale.

Nel rapporto si legge che il fumo di sigaretta è letale per circa il 50% di chi fuma per tutta la vita. Questa categoria di persone perde in media circa 3 mesi di aspettativa di vita per ogni anno di fumo dopo i 35 anni (quindi circa 10 anni di vita in totale).

Dal quando le sigarette elettroniche sono arrivate sul mercato inglese, nel 2007, sono state accompagnate da polemiche dei medici e delle persone. Questo nuovo rapporto di 200 pagine spiega nel dettaglio cosa dice la scienza, qual è la regolamentazione e quale l’etica, e affronta le polemiche e le incomprensioni, con conclusioni basate sui più recenti dati disponibili:

– Le sigarette elettroniche non sono un modo per iniziare a fumare. Nel Regno Unito, l’uso di esig è limitato quasi esclusivamente a coloro che già utilizzano, o hanno utilizzato, tabacco. Non vi è alcuna prova che le sigarette elettroniche determinino la “normalizzazione” del fumo. Nessuno di questi prodotti ha finora portato ad un uso significativo tra persone che non hanno mai fumato.

– L’utilizzo di sigarette elettroniche può aiutare a smettere di fumare, lì dove altri tentativi non avrebbero successo e non sarebbero nemmeno presi in considerazione.

– Anche se non è possibile stimare i rischi per la salute a lungo termine associati con le e-sigarette, i dati disponibili suggeriscono che è improbabile che possano superare il 5% di quelli associati ai prodotti del tabacco tradizionale, e potrebbero essere anche sostanzialmente inferiori a questa cifra.

La relazione riconosce la necessità di una regolamentazione proporzionata, ma suggerisce che la regolamentazione non dovrebbe inibire lo sviluppo e l’uso di prodotti che possono ridurre i danni per i fumatori. Una strategia di regolamentare dovrebbe adottare un approccio equilibrato nella ricerca al fine di garantire la sicurezza dei prodotti e consentire e incoraggiare i fumatori a utilizzare questi prodotti invece del tabacco.

Secondo il professor John Britton, presidente del “Tobacco Advisory Group” di RCP, “le sigarette elettroniche hanno il potenziale per fornire un importante contributo alla prevenzione di morte prematura e malattia che il fumo attualmente provoca nel Regno Unito”.

I fumatori devono essere rassicurati sul fatto che questi prodotti possono aiutarli ad abbandonare il tabacco per sempre.

Stop al fumo, le sigarette elettroniche possono riuscire dove tutto il resto ha fallito

Secondo lo Yorkshire and the Humber Tobacco Control Network non ci sono dubbi: le sigarette elettroniche sono di gran lunga più sicure del tabacco e, a differenza di tutti gli altri metodi utilizzati finora, potrebbero davvero aiutare le persone a smettere di fumare le sigarette tradizionali.

Il report emesso dal network britannico è stato pubblicato da Breathe 2025 la cui missione è quella di “vedere la prossima generazione di bambini nati e cresciuti in un luogo privo di tabacco, dove il fumo è insolito”. Nel report si legge che le più aggiornate evidenze scientifiche indicano che il tipo di ecig utilizzato e la frequenza di uso hanno un impatto sui risultati: l’uso quotidiano di modelli con tank ricaricabile offre agli svapatori più possibilità di riuscire con successo a smettere di fumare.breathe 2025

Il documento finale stilato al termine del meeting riassume in 15 punti i potenziali benefici delle ecigs per ridurre i danni da fumo. Il network si offre così di supportare il Public Health England e tutte le altre organizzazioni pubbliche della sanità inglesi. Tra le conclusioni possiamo leggere che le e-cigarettes sono meno dannose del fumo di tabacco e che trattare allo stesso modo ecigs e tabacco fa passare un messaggio fuorviante perché indica che i due prodotti sono equivalenti a livello di rischio e questo non è affatto vero.

La guerra allo svapo serve solo a Big Tobacco, che ringrazia

La guerra di Big Tobacco contro le sigarette elettroniche ci riserva ogni giorno nuove “sorprese”, molte al limite del ridicolo. Vanno in questa direzione alcune pseudo-ricerche annunciate e mai effettivamente portate a termine o improbabili allarmi lanciati a scadenza fissa e ripresi acriticamente da una parte dei media.

C’è però un fenomeno che Big Tobacco non può controllare del tutto: la libertà della scienza di smontare le bufale e la libertà della rete di far conoscere la verità. David Sweanor

Accade in Canada in questi giorni. Uno dei principali attivisti delle battaglie contro il fumo di sigaretta si è messo contro molti dei suoi ex colleghi, rei di condurre una battaglia contro le ecigs invece di concentrarsi sul loro aiuto per la riduzione dei danni del tabacco.

David Sweanor è professore aggiunto di Legge all’Università di Ottawa e docente al dipartimento di epidemiologia e sanità pubblica presso l’Università di Nottingham. Ha speso più di 30 anni nelle battaglie contro il tabacco e le sigarette tradizionali. In passato è stato fondalmentale per convincere il governo canadese a introdurre tasse più alte sulle ‘bionde’ e il divieto di fumo nei luoghi pubblici. Sweanor ha lavorato anche per la Banca Mondiale e l’Organizzazione Mondiale della Sanità per spingere le misure del controllo del tabacco in tutto il mondo. E ora Sweanor ha spaccato il movimento antifumo perché sostiene le ecigs.

“Noi sappiamo da decenni che la gente fuma per via della nicotina, che muore a causa del catrame e del fumo” ha spiegato. E quando gli hanno chiesto di comparare i rischi del fumo e quelli dello svapo lui ha risposto così: “Chiunque abbia una mentalità aperta e comprende la scienza, dice che non c’è nessun dubbio e nessun paragone, lo svapo è molto meno pericoloso”. Analizzando perché così tanti funzionari della sanità pubblica demonizzano nicotina e sigarette elettroniche, spiega che “chi ammette questo paragone fa il gioco dei venditori di sigarette, come un drago che attira i cacciatori di drago”.

Sweanor teme che se i legislatori e gli attivisti della sanità pubblica continueranno a sostenere pesanti restrizioni per le ecigs “sarà come inviare un messaggio che lo svapare non è meno pericoloso del fumo. In questo modo continueranno ad esserci le malattie da fumo. Significa spaventare la gente e se hai delle istituzioni rispettabili che continuano a dire queste cose, si finisce per equiparare lo svapare al fumo. Ed è come dire ai fumatori di continuare a fumare”.

All’estero si punta sulle ecigs per smettere di fumare. E l’Italia?

In un panorama informativo che troppo spesso ha penalizzato senza motivi validi le sigarette elettroniche, questo mese di agosto ha riservato almeno un paio di novità interessanti. E visto che quello delle vacanze è notoriamente un periodo in cui le notizie girano di meno, eccoci a riproporvi la novità principale.

In un report che è possibile consultare a questo link, la Public Health England, l’autorità sanitaria inglese, afferma che “le sigarette elettroniche sono significativamente meno dannose per la salute rispetto al tabacco ed hanno la potenzialità di aiutare i fumatori a smettere di fumare”.

I principali punti emersi dalla ricerca sono quattro:

1. attualmente si stima che le sigarette elettroniche siano circa il 95% meno nocive del fumo;

2. quasi la metà della popolazione (il 44,8%) non si rende conto che le ecigs sono molto meno dannose del fumo;

3. non esiste attualmente alcuna prova che le sigarette elettroniche possano indurre i minori o i non fumatori a iniziare a fumare;

4. la ricerca suggerisce che le sigarette elettroniche potrebbero aiutare a diminuire il numero di fumatori tra i giovani e gli adulti.

Secondo la professoressa Linda Bauld, esperta  nella prevenzione del cancro, “le paure che le sigarette elettroniche possano indurre le persone ad iniziare a fumare non sono attualmente supportate da prove. Le prove, attualmente, indicano che le sigarette elettroniche possono aiutare le persone a smettere di fumare tabacco”.

Nemmeno un passo indietro

La resilienza è la capacità di un sistema di superare il cambiamento.

In ingegneria, la resilienza è la capacità di un materiale di assorbire energia di deformazione elastica.
In informatica, è la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura in modo da garantire la disponibilità dei servizi erogati.
In ecologia e biologia è la capacità di un materiale di autoripararsi dopo un danno, o di una comunità (o sistema ecologico) di ritornare al suo stato iniziale dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che l’ha allontanata da quello stato.
In psicologia, è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.         (fonte wikipedia)

 

Per noi, resilienza significa essere ancora qui, nonostante tutto. A disposizione di chi ha scelto di smettere di fumare. La legge ci equipara al tabacco ma sappiamo tutti che non è così. Sappiamo tutti che il vapore emesso dalle sigarette elettroniche non è fumo e che le sigarette elettroniche non hanno niente a che fare con le sigarette, se non nel richiamo alla gestualità e all’utilizzo eventuale della nicotina.logo-bianco.jpg

La legge ci costringe a tasse quasi insostenibili, ma come dicevamo all’inizio di questa avventura non si può fermare il progresso. Per questo stiamo studiando nuove tecnologie, per poter andare incontro alle esigenze e alle richieste degli utenti, per continuare ad aiutarli a dire basta al fumo da sigaretta.

Lo Stato tassa i nostri liquidi anche allo scopo di fare cassa, senza fare distinzione tra liquidi con e senza nicotina; senza fare distinzione tra noi, che li abbiamo fatti analizzare da Università e laboratori accreditati, e chi importa o produce senza alcun controllo.

Ma teneteci d’occhio, visitate i nostri store. Presto ci saranno anche delle nuove aperture che potrete controllare sul nostro sito, quindi restate in contatto!

Ovale resiste.

Dal governo una legge su misura per la Philip Morris?

Il Governo italiano si prepara a varare una legge fatta su misura per la Philip Morris. La notizia, per quanto incredibile possa sembrare, circola ormai da settimane sui principali siti di informazione.
Le vicende legate alle sigarette elettroniche sono ormai da tempo ben oltre il paradosso. Tutti ormai sanno che le ecigs non sono nocive come le bionde tradizionali, così come tutti ormai sanno che la guerra che il governo italiano ha fatto alle ecigs era dovuta soltanto a contenere le minori entrate dovute alle tasse sulle sigarette. Tutti sanno che il governo italiano ha cercato, e sta ancora cercando, di distruggere questo mercato perché dalle accise sulle sigarette tradizionali arrivano milioni di euro ogni mese. Così, quando è stato evidente che con le sigarette elettroniche si riusciva gradualmente a smettere di fumare (e quindi a regalare meno soldi di tasse al governo), lo Stato italiano si è messo all’opera. Proibizioni senza alcuno studio scientifico, imposizione di regimi fiscali folli basati su nessuna ricerca, articoli di giornale che diffondevano allarmi senza fondamento.
Tutto questo è durato fino a qualche settimana fa, quando improvvisamente le cose sono cambiate. Non per tutti però. Le pagine dei quotidiani si sono riempite di notizie positive su una fantomatica sigaretta elettronica definita “di nuova generazione”. Una sigaretta identica a quelle “normali”, che scalda tabacco ed emette nicotina. Dov’è la “nuova generazione”? Per capire il cambio di passo di politica e stampa italiana basta dire che è prodotta dalla Philip Morris. È bastato questo a modificare l’atteggiamento di tutti nei confronti del fumo elettronico, che improvvisamente (ma solo quello targato Philip Morris, sia chiaro) sembra essere destinato a un binario assolutamente prioritario, lontano da divieti e tassazioni spropositate.
Scrive il Sole24Ore che “la sigaretta elettronica di nuova generazione, ovvero quella contenente tabacco, potrà molto probabilmente venire utilizzata senza restrizioni in luoghi pubblici come bar e ristoranti e potrà essere oggetto di pubblicità. È quanto emerge dall’articolo 1 della bozza di decreto legislativo sulla tassazione dei tabacchi allo studio del ministero dell’Economia secondo cui la nuova sigaretta elettronica nonostante la presenza di tabacco al suo interno dovrà essere considerata non un ‘prodotto da fumo’, ma un ‘prodotto da inalazione’.” Chiariamo: solo la ecigs di marca Philip Morris sarebbe “da inalazione”, le altre sigarette elettroniche resterebbero prodotto da fumo, contro ogni logica e buon senso, così come stabilito da un decreto precedente.
Quindi secondo il governo italiano aziende serie come la Ovale, che da anni investe in ricerca e sviluppo, e che nonostante tutto continua a farlo per offrire prodotti sicuri e che aiutino a smettere di fumare, potranno restare nel limbo dei divieti. Sui giornali si continuerà a parlarne in termini negativi, il governo continuerà ad ostacolarne la crescita. Ormai questo è un gioco evidente a chiunque abbia un minimo di coscienza critica. Aziende come la Philip Morris, invece, da sempre portatrici di morte e malattie, continueranno a lavorare su binari privilegiati.

Gli esperti UK: le ecigs possono salvare milioni di vite

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ANCHE IL MONDO SCIENTIFICO INGLESE DALLA PARTE DELLE SIGARETTE ELETTRONICHE

 

Gli esperti di salute della Gran Bretagna stanno sollecitando l’Organizzazione Mondiale della Sanità a non controllare e reprimere le sigarette elettroniche. La notizia è riportata dal quotidiano inglese Metro, che racconta come più di 50 ricercatori e specialisti della salute pubblica hanno inviato una lettera all’Oms in cui spiegano perché l’uso delle sigarette elettroniche può salvare milioni di vite

Secondo questi ricercatori ed esperti, per le ecigs non deve essere introdotta la stessa regolamentazione che è in vigore per le sigarette tradizionali. La richiesta arriva dopo che è stata diffusa la notizia che la World Health Organization sta preparando le linee guida globali per le ecigarettes. I ricercatori ed esperti inglesi scrivono nella loro lettera che questo prodotto potrebbe essere una delle innovazioni più significative del 21esimo secolo, perché potrebbe salvare centinaia di milioni di vite.

Tra i firmatari, anche il professor Robert West, esperto di salute dello University College di Londra e consigliere del National Institute for Health and Care Excellence. Una recente ricerca del professor West afferma che l’uso delle sigarette elettroniche migliora del 60% il successo di chi cerca di smettere di fumare, se lo si compara agli altri tipi di soluzioni per dire addio al tabagismo, tipo gomme o cerotti alla nicotina.

 

The Times: come salvare 105mila vite con le ecigs

Pubblichiamo la traduzione di un interessante editoriale pubblicato nei giorni scorsi dall’autorevole quotidiano inglese The Times, a firma di Matt Ridley, pubblicato anche sul sito “Save e-cigs”.

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Se i burocrati dell’UE e le aziende farmaceutiche continueranno a creare problemi ai produttori di sigarette elettroniche 105 mila vite saranno a rischio ogni anno.

Gli svedesi sono famosi nel risolvere problemi politici, dall’istruzione al sistema bancario. Gli svedesi sono anche molto più avanti del resto d’Europa nella riduzione del fumo. In Svezia c’è la minor percentuale di fumatori di tutti i paesi europei. La mortalità per cancro ai polmoni negli ultra trentacinquenni svedesi è meno della metà di quella britannica. Ci sono riusciti essendo più duri nell’ostracismo e nell’educazione? O gettando paternalisticamente vergogna sul fumatore? No, ci sono riusciti con l’innovazione e la competizione.

Negli anni Ottanta svilupparono un prodotto derivato dal tabacco denominato snus, che viene assunto ponendolo sotto il labbro superiore. Si assume nicotina ma non catrame. Lo snus è il modo più popolare ed efficacie per smettere di fumare in Svezia (e Norvegia). Non avete mai visto lo snus in vendita in Inghilterra per la semplice ragione che l’Unione Europea lo ha vietato.

Quando la Svezia ha aderito all’Unione Europea, ha negoziato uno speciale opt-out. Fino ad oggi, nonostante le tante prove che lo snus ha salvato un gran numero di vite svedesi, nonostante il parere degli esperti e nonostante la ferocia delle critiche alla sua flebile difesa di questa politica, la Commissione Europea rimane sulla linea della proibizione dello snus.

Potreste pensare che questo sia un argomento oscuro da trattare dall’importante pulpito rappresentato da queste pagine, ma è un retroscena vitale per discutere delle sigarette elettroniche in quanto, se lo snus consente di dimezzare i decessi per fumo e cancro al polmone, immaginiamo cosa possano fare le sigarette elettroniche.

Questi sono oggetti che imitano le azioni del fumatore ma sono forse mille volte più sicuri, le cui vendite raddoppiano ogni anno, senza nessuna sponsorizzazione politica o prescrizione medica. Le sigarette elettroniche potrebbero spazzare via il fumo in un paio di decenni. Il professor David Nutt, dell’Imperial College, le descrive come “la più grande innovazione sanitaria dai tempi dei vaccini”.

Le vendite di tabacco stanno precipitando in Europa ed America e le industrie temono che le sigarette elettroniche siano il loro momento kodak, come quando la fotografia digitale ha distrutto in un lampo l’allora leader nella produzione di pellicole. Negli Usa Wells Fargo prevede che le vendite di sigarette elettroniche possano soppiantare le vendite di sigarette tradizionali nel giro di dieci anni. Le indagini dimostrano che le sigarette elettroniche sono oggi il metodo più popolare per smettere di fumare, nonostante la mancanza di incoraggiamenti da parte delle autorità.

Prendete un qualunque volantino sulle tecniche per smettere di fumare dal vostro farmacista e troverete che le sigarette elettroniche non sono nemmeno menzionate. Quando feci un discorso su questo tema alla Camera dei Lords rimasi colpito dalla grande risposta che ottenni dai vapers, e cioè gli appassionati di ecigs. Ciò che era particolarmente sorprendente era che molti di loro dicevano di aver provato a smettere per decenni e poi finalmente c’erano riusciti con le ecigs.

Eppure, invece di dare il benvenuto a questa tecnologia, i poteri forti che stanno a Bruxelles e alla Casa Bianca sono determinati ad ostacolarla. La scorsa settimana il Parlamento Europeo ha votato a favore della proposta della Commissione che vieta le sigarette elettroniche riutilizzabili e quelle con una concentrazione di nicotina superiore ai 20mg/ml. L’intento del nostro governo è quello di adottare queste restrizioni nella legislazione britannica, incoraggiati dalla British Medical Association e dalla grande industria farmaceutica, con la scusa di proteggere i bambini da una nuova minaccia e non volendo rinormalizzare il fumo.
Perché i titolari della sanità pubblica sono così reazionari? La Commissione Europea dimostra un pregiudizio contro l’innovazione pesando ogni rischio di un nuovo prodotto (anche se piccolo), ma non considerando i rischi del vecchio prodotto che questo andrebbe a sostituire, come per l’uso di ogm nelle colture.

Nell’inseguire i rischi sconosciuti (ma piccoli) delle sigarette elettroniche, le autorità sanitarie sbagliano bersaglio. Quello che conta è la riduzione del danno, non un’utopistica perfetta sicurezza. Non lasciate che il meglio sia nemico del buono, disse Voltaire. La proibizione delle sigarette elettroniche forti, quelle preferite da coloro che cercano di smettere di fumare, potrebbe impedire di salvare 105mila vite all’anno in Europa, secondo il modello elaborato dalla “London Economics”.

E c’è l’effetto Dunning-Kruger, per cui persone incompetenti sono troppo incompetenti per vedere l’incompetenza. Un funzionario dell’Unione Europea con una laurea di seconda classe conseguita presso l’università di Malta ha alterato così male i risultati ottenuti da 15 scienziati sulla riduzione del danno da sigarette elettroniche, che tutti loro gli hanno scritto per correggerlo.

L’ente britannico di controllo medico (MHRA) continua a ritenere che imporre l’equiparazione ai farmaci favorirà il progresso tecnologico delle sigarette elettroniche, ignorando l’evidenza che porre barriere all’ingresso inevitabilmente riduce l’innovazione. I medici rappresentati dalla BMA sembrano odiare l’idea che la gente compri senza prescrizione medica prodotti che li facciano smettere di fumare. Peggio, alcuni dei marchi che pubblicizzavano sigarette elettroniche e le vendevano tramite Boots, sono ora controllati dallo stesso “Satana” – l’industria del tabacco.

Non volendo emulare Kodak, l’industria del tabacco sta correndo a comprarsi i produttori di sigarette elettroniche.

Big Pharma vuole ostacolare normativamente i suoi concorrenti perché farebbero piazza pulita delle terapie sostitutive della nicotina (cerotti e gomme) scarsamente efficaci nell’aiutare le persone a smettere di fumare. E i politici? Semplicemente sembrano felici di imporre divieti.

In breve, dice il professor Gerry Stimson della London School of Hygiene and Tropical Medicine, la risposta delle autorità sanitarie alle sigarette elettroniche è centrata sul tentativo di prendere il controllo di un movimento spontaneo di consumatori. “Non ideato da noi”, piangono i vecchi burocrati.

La ragione per la quale queste ciniche campagne hanno successo è che la maggior parte di noi confonde la nicotina con il fumo. Per quanto è possibile sapere la nicotina è innocua alle dosi presenti nel fumo di sigaretta. È il catrame che uccide. La nicotina crea dipendenza, ma così pure la caffeina ed una tazza di caffè ha molte più sostanze potenzialmente pericolose di una sigaretta elettronica. Svapare potrebbe essere anche meno rischioso ed antisociale che bere caffè.

Ci hanno talmente fatto il lavaggio del cervello a credere che la nicotina sia dannosa, che non riusciamo a vedere un’informativa sullo svapo senza una repulsione pavloviana, sparando una serie di idiozie tali sul proteggere i ragazzi da un possibile ingresso nel mondo del fumo, piuttosto che vederne una via d’uscita.

L’ignoranza viene sfruttata dagli avversari reazionari di questa innovazione salvavita. Apparentemente sembra che loro preferiscano che il fumo continui molto lentamente il declino nei prossimi 50 anni, nonostante la supervisione dei dottori, piuttosto che sparisca in 20 anni.

 

 

 

Intervista a Konstantinos Farsalinos

Pubblichiamo la traduzione di alcuni stralci di una lunga intervista che il dottor Konstantinos Farsalinos ha concesso al sito di informazione sulle sigarette elettroniche “E-Cigarette Forum”. Il dr. Farsalinos è un medico cardiologo, da anni impegnato a studiare le sigarette elettroniche.

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“Se tu stai esprimendo la tua opinione circa le e-cig, dovresti sapere di che stai parlando ….”

Il Dr Konstantinos Farsalinos è uno specialista cardiovascolare greco che recentemente è diventato un referente internazionale di alto profilo sull’innovativa ricerca clinica nelle e-cig e sugli effetti del loro uso. 

Egli ha parlato all’ECF poiché si mise a studiare gli ingredienti dei liquidi per e-cig che sono prodotti artigianalmente dagli svapatori e dalle compagnie di sigarette elettroniche.

Noi abbiamo parlato con lui a proposito del suo lavoro, il futuro dello svapo e come mai tutti gli esperti non stanno dicendo la verità.

(…) Un grande numero di persone nel campo medicale sembrano aver preso una posizione automatica contro l’e-cig. Cosa le sembra e a quale metodo di indagine la sua squadra sta guardando?

Lo scorso anno, mi sentivo abbastanza solitario. C’erano appena pochi di noi che conducevano ricerche ed eravamo probabilmente considerati pazzi da molti dei nostri colleghi. Ma stavamo diventando numerosi. Le e-cig ottenevano sempre più successo. Negli ultimi mesi, avevamo avuto sempre più persone disposte a supportarci dal campo scientifico e medicale.

Perché queste persone si stanno occupando di questo adesso?

Non ci sono ancora abbastanza dati dalla ricerca, ma c’è molto di più rispetto a quanto disponibile negli anni precedenti. Durante questo periodo, il pubblico ha realmente adottato la e-cig, nonostante la pubblicità negativa. Io penso che questi fattori hanno convinto le persone a guardarsi attorno. Io credo che molti delle persone che esprimono opinioni negative circa le e-cig, realmente non hanno una profonda conoscenza circa il prodotto. Se esprimete la vostra opinione in pubblico circa le e-cig , dovreste sapere di che cosa state parlando, perché le cose che diciamo in qualità di ricercatori, influenzano molte persone. So di molti fumatori che erano contrari a provare le e-cig. Perfino peggio, ho visto molti svapatori ritornare a fumare dopo aver ascoltato le discussioni scientifiche sui potenziali problemi delle e-cig, problemi che spesso si dimenticano quando si parla di danni da fumo.

(…) E’ importante essere chiari che non stiamo dicendo che le e-cig siano una buona cosa a prescindere. Sono buone per un fumatore, non per qualsiasi persona. Non suggerirei mai ad un non fumatore di svapare. Ma per i fumatori, considerando i devastanti effetti del tabacco, non c’è paragone. E’ una completa rivoluzione nella riduzione dei danni da tabacco. La cosa ideale sarebbe svapare per essere appena a metà del guado per smettere di fumare, dove poi al termine si smette di fumare.

La più grande differenza tra il fumare e lo svapare è che le sigarette di tabacco sono state fatte per far passare le persone da non fumatrici a fumatrici. Dall’inizio, le e-cig sono state pensate per i fumatori al fine di farli diventa svapatori, non per i non fumatori a diventare svapatori. Le compagnie di e-cig non hanno bisogno di trovare giovani o non fumatori, e questa è la grande differenza che chi controlla il tabacco rifiuta di accettare.

Ancora la stampa spesso racconta storie a proposito di bambini che svapano, o quanto svapare è considerato “figo” tra i loro coetanei, come il fumare. C’è qualcosa di vero in questo?

Noi abbiamo dati dagli USA e dal Regno Unito a questo proposito, ma le linee guida non trovano i risultati quando li si vede chiaramente – il miglior esempio è l’ultimo studio CDC. Alcune indiscrezioni del CDC, stanno dicendo che noi stiamo avvalorando una nuova epidemia di nicotina da e-cig. Ma loro stavano chiedendo ai giovani se erano dei regolari utilizzatori. I risultati si sono basati su domande tipo “Hai provato una e-cig negli ultimi 10 giorni?” Secondo il CDC, sei considerato un utilizzatore se hai fatto un tiro negli ultimi 30 giorni. Inoltre, se tu prendi il numero di giovani persone che non sono state fumatrici, ma hanno provato un e-cig negli ultimi 30 giorni, la percentuale è dello 0,5%. Sono stati presentati risultati come un problema, che in verità non c’è. Secondo il senso comune, lo 0,5% è quasi inesistente. Altri hanno perfino esagerato i risultati. Io non ho nominato nessuno perché non voglio dargli visibilità, ma ci sono professori di medicina negli Stati Uniti che dicono queste cose ridicole. Sfortunatamente stanno usando i siti internet delle Università per farlo, così stanno ridicolizzando anche il mondo accademico. E’ qualcosa che non si può capire, mi fa sentire male. Abbiamo bisogno di controllare i numeri per vedere che gli annunci pubblici che fanno dopo i loro studi non hanno senso.

(…) Ho fatto 2 studi sull’assunzione di nicotina da e-cig, includendo il solo studio che ha indagado la terza generazione di apparati a 9w con clearomizer. Sebbene sono stati utilizzati svapatori esperti, i livelli di assunzione furono intorno ad un 1/3 rispetto al tabacco – si ha bisogno di svapare per 35 minuti per ottenere livelli simili di nicotina nel sangue pari a fumare una sigaretta di tabacco in 5 minuti. Questo mostra che le e-cig sono inefficienti nel fornire nicotina nello stesso livello, specialmente alla stessa velocità, come nelle sigarette tradizionali.

(…) Gli ultimi studi mostrano che la nicotina ha bisogno di altri componenti chimici nel tabacco per dare realmente assuefazione. Non è come un additivo come noi pensiamo. Non sto dicendo che non è un additivo in generale naturalmente, ma sembra che altri alcaloidi potenziano di gran lunga le proprietà additive della nicotina. Queste sostanze non sono presenti nelle e-cig. Dubito che un non-fumatore potrebbe essere attirato dalle e-cig. Non sto dicendo che è impossibile, ma penso che sia molto difficile.

(Potete leggere l’intera intervista a questo link)

La schizofrenia legislativa che favorisce le lobby

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Si può distruggere un settore, rischiare di far perdere il lavoro a migliaia di persone, solo per miseri giochini politici?

Si, si può. E’ successo ieri in Senato, quando il senatore Stefano Candiani (Lega Nord) ha presentato un emendamento che di fatto equipara nuovamente le sigarette elettroniche a quelle tradizionali, ripristinando il divieto di pubblicizzazione e il divieto di svapo in luoghi chiusi, contro ogni logica e contro tutti i pareri scientifici che si sono succeduti in questi mesi.

In un lungo scambio di opinioni via twitter, il senatore Candiani ieri sera ha ammesso di aver presentato l’emendamento al dl Salva Roma soltanto per svelare “il doppio gioco di chi tutela la salute e chi invece sta con le lobby qualunque siano”. Per questo motivo, sempre lo stesso Candiani, ha spiegato di aver prima presentato l’emendamento e di non averlo poi votato.

Per quanto possa essere difficile dar credito a quello che dice Candiani, siamo di fronte a pura schizofrenia legislativa. Si gioca con la vita e il lavoro della gente esclusivamente per vedere chi vota contro e chi vota a favore? Si presenta un emendamento che mette in ginocchio un settore che da lavoro ad almeno 6mila persone, soltanto per poi votare contro e poter dire a parole di essere contro le lobby?

Vogliamo ricordare che la legge che prevedeva il divieto di pubblicità e di svapo nei luoghi pubblici era stata abolita poco più di un mese fa. L’unica spiegazione è che chi ci amministra sia del tutto ignorante (nel senso che ignora) sui provvedimenti che mette in campo. Proprio mentre scriviamo, il dl è in votazione al Senato. Può darsi che sia tardi per pretendere dal senatore leghista Candiani di ritirare l’emendamento e di studiare l’argomento, come avrebbe dovuto fare ben prima di decidere di giocare con la vita delle persone. Per questo l’unica arma che abbiamo è quella di continuare a fare i nomi e i cognomi.

Ricordatevi di queste persone quando finalmente potremo tornare alle urne e scegliere i nostri rappresentanti in Parlamento. Ricordatevi di chi lavora con onestà e chi invece si presta a giochi politici meschini e senza senso.

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