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TPD, quel sistema “automatico” che non offre nessuna certezza

La Tpd (Tobacco Products Directive), ormai in vigore da qualche mese in tutta Europa, ha introdotto un sistema di controllo da parte degli Stati dell’Unione Europea di tutti i prodotti collegati al settore delle sigarette elettroniche, che devono essere notificati addirittura 6 mesi prima dell’immissione in commercio. Un modo trasversale per controllare e tenere sulla corda l’intero settore.

Di questo si è già scritto tanto e le critiche non sono mancate, ma quello su cui vogliamo puntare oggi l’attenzione riguarda l’assoluta discrezionalità lasciata nelle mani dell’ente europeo preposto a questo compito. Una procedura che doveva essere automatica e che invece di “automatico” ha veramente poco. Bisogna iscriversi al sistema messo in piedi dalla UE, ma non c’è nessuna certezza sui tempi in cui è possibile farlo. Una volta inseriti tutti i dati si resta infatti completamente in balia dell’ente, che può impiegare il tempo che crede (ore, giorni, settimane) per fornire il richiesto ID per effettuare le notifiche. Nessun tempo certo, nessuna possibilità per le aziende di far valere i propri diritti, visto che nessuno risponde agli indirizzi mail che dovrebbero fornire informazioni e assistenza.

Chissà se nel settore del tabacco tradizionale devono fare lo stesso percorso ad ostacoli per poter lavorare….

Ovale risponde al Salvagente, confermata la qualità dei nostri liquidi

UNIVERSITà

Le analisi commissionate da Il Salvagente confermano che i liquidi per sigaretta elettronica Ovale non sono nocivi e tutti i valori sono ben contenuti nei limiti previsti dall’ISS, come è facilmente riscontrabile dalle tabelle pubblicate. Bisogna essere in malafede per dichiarare qualcosa di diverso”. E’ quanto afferma l’azienda Ovale, leader mondiale nella produzione e distribuzione di sigarette elettroniche ed accessori, commentando le notizie riportate dal settimanale.

I metalli indicati nell’articolo sono presenti in natura in tante sostanze e alimenti. Le analisi commissionate da Il Salvagente, contrariamente a quanto riportato dal titolo sensazionalistico che ha il solo ed evidente scopo di far vendere qualche copia in più, hanno un esito che dovrebbe tranquillizzare chi ha scelto le sigarette elettroniche Ovale, sebbene le analisi siano state realizzate con metodi vecchi rispetto a quelli usati a luglio 2013 per l’esame dei liquidi che l’azienda ha voluto affidare (senza temerne l’esito) al dipartimento coordinato dal prof. Marco Trifuoggi del dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università Federico II di Napoli”.

Si tenga conto che un confronto con i limiti delle acque potabili è ovviamente forzato e scarsamente significativo”, spiega il professor Trifuoggi. “Nei mesi di giugno e luglio 2013 è stata avviata la ricerca dei metalli in questione sulle soluzioni prodotte dalla ditta Ovale –prosegue Trifuoggi – e inoltre, per assicurarsi che nella lavorazione non fossero stati usati solventi nocivi, è stata effettuata anche la ricerca di solventi organici alogenati (VOCx). Dalle analisi è risultato che nei liquidi per e-cig analizzati sono presenti i normali metalli e elementi non tossici contenuti nelle acque potabili e minerali (sodio, potassio, calcio, magnesio, ferro), mentre quelli poco tossici (manganese, rame) sono contenuti in concentrazioni molto basse e assolutamente compatibili con l’uso cui sono destinati; va inoltre ricordato che gli aromi naturali utilizzati per le e-cig e che spesso vengono utilizzati anche in campo alimentare, derivando sovente dall’estrazione di materiali vegetali, contengono necessariamente metalli di questo tipo, già presenti nelle piante. Viceversa i metalli tossici (arsenico, cadmio, etc.), sintomo di inquinamento, o di cattiva qualità dei prodotti di partenza, sono risultati assenti, anche quando confrontati con i limiti delle acque potabili”.

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