Archivi Blog

Ovale è la prima azienda al mondo a spostare la produzione di ecigs dalla Cina all’Europa

Innovativa da sempre e controcorrente. E’ il tratto distintivo, l’essenza dell’azienda Ovale, che da oltre un decennio lavora nel mondo delle sigarette elettroniche, prodotti alternativi al fumo e infinitamente meno nocivi. Senza interrompere la sfida dell’innovazione e dello sviluppo, l’ultima importante scommessa la vede andare in direzione opposta rispetto alla maggioranza dell’imprenditoria mondiale: la delocalizzazione degli impianti produttivi dalla Cina all’Europa. bandiera_new

In queste settimane è diventato realtà il polo europeo di ricerca e produzione di sigarette elettroniche, liquidi ed accessori. Ovale ha avviato, prima al mondo, una fabbrica non cinese che realizza tecnologia per sigarette elettroniche. La fabbrica è già operativa e da dicembre è iniziata anche la distribuzione in tutto il vecchio continente del primo hardware completamente made in Europe.

Si tratta di una nuova produzione che consente di mettere in cantiere prodotti nuovi e altamente sofisticati, performanti e originali. Una scelta che si accompagna alla nuova normativa europea TDP di recente attuazione che, nelle intenzioni del legislatore, punta a garantire il consumatore europeo rendendo sempre meno appetibile il mercato cinese, offrendo tempi più bassi e certi per i rifornimenti ai negozi, senza più attese alle dogane per le importazioni. La scelta, inoltre, offre anche un maggiore risparmio economico dovuto alla cancellazione della voce di spesa da pagare alla Cina per le tante tasse che lo stato asiatico è solito trattenere. “Produrre in Cina non è più economicamente conveniente, né per i clienti né per le aziende come la nostra che utilizzano materiali all’avanguardia e personale qualificato, rispettando tutti i diritti dei lavoratori – è il commento dei dirigenti Ovale – Per questo abbiamo deciso di investire all’interno dell’Unione Europea, ristabilendo nel vecchio continente quelle attività che sembravano ormai scomparse. Abbiamo creato nuovi posti di lavoro, riportato più vicini a noi la ricerca e lo sviluppo, abbiamo investito a casa nostra e ne siamo orgogliosi”. Ovale punta a creare un polo produttivo di qualità nel settore delle electronic cigarettes, affiancando alla fabbrica di tecnologia anche quella che realizza gli apprezzatissimi liquidi Ovale, in modo da concentrare gli investimenti senza disperderli e massimizzare i vantaggi per i consumatori.

Quella di Ovale non è comunque una scelta isolata, ma segue un trend in continua crescita che vede coinvolte anche aziende di altri settori. Secondo gli ultimi dati dell’Uni-Club MoRe Reshoring Research Group, un gruppo di ricerca che coinvolge le università di Catania, L’Aquila, Udine, Bologna, Modena e Reggio Emilia, è proprio la Cina il paese dal quale vanno via la maggior parte delle imprese (l’80,8%).

C’era una volta… una storia ancora tutta da scrivere.

C’era una volta un signore di nazionalità cinese che in Spagna, in poche settimane e a partire solo da novembre, ha registrato centinaia di disegni di sigarette elettroniche all’ufficio spagnolo per brevetti e marchi presso il Ministero dell’Industria a Madrid, andando poi in giro ad intimidire i rivenditori di ecigs. L’ha fatto spendendo un patrimonio, pur sapendo di non poter vantare alcun diritto sul prodotto: infatti Ovale ha cominciato a commercializzare le ecigs in tutta Europa più di sette anni fa e in Spagna da quasi un paio di anni.

C’era una volta un tribunale francese che senza alcuna evidenza ha emesso una sentenza in cui la sigaretta elettronica viene equiparata al tabacco tradizionale.

C’era una volta un paese europeo, l’Italia, in cui si mette a punto una legge contro il buon senso, contro il parere di illustri scienziati, contro l’Unione Europea, contro i risparmiatori, contro chi ha trovato un’alternativa al tabagismo, contro gli imprenditori onesti, contro le finanze dello Stato. Un paese, l’Italia, che tassa ecigs e liquidi al 58,8% più iva, rendendo i costi improponibili per imprese e pubblico. Un paese in cui chi governa, stabilisce degli adempimenti fiscali che richiederebbero mesi di preparazione e che invece vengono fumosamente pubblicati soltanto venti giorni prima dell’entrata in vigore.

C’era una volta il libero mercato.

Purtroppo non è una favola amara, una di quelle storie tanto amate da Benni o Pennac per poter spiegare i paradossi del nostro tempo, ma è una storia che forse nasconde altre storie e che rischia di incidere sulla vita di qualche milione di persone. Non ci piace fare dietrologia, né costruire scenari complottisti, catastrofisti o degni del peggiore film di 007, ma sembra piuttosto evidente che sta succedendo qualcosa di strano.

Come si muove il “prodigioso signore cinese”, da solo? Ha tutti questi soldi da buttare? Come mai quel pronunciamento del tribunale francese, proprio ora che le ecigs spopolano in terra transalpina? E poi, possibile che in Italia facciano in fretta e così sfacciatamente la guerra ad un prodotto che secondo il prof. Veronesi ed altri studiosi potrebbe salvare migliaia di vite? Possibile che il tutto venga fatto spudoratamente, avvantaggiando chi gestisce il sistema dei tabacchi e del gioco d’azzardo? Possibile che si decida sulle teste di tanti che perderanno il posto di lavoro, di tanti che potrebbero tornare alla sigaretta tradizionale sicuramente nociva e soprattutto senza poterci ricavare nulla in termini di tasse?

Dateci un motivo per ricacciare via le nostre domande. Stupiteci. Dimostrate che i nostri sono solo sospetti ingiustificati. Vediamo se passa l’emendamento sulla rimodulazione della tassa sulle ecigs in discussione alla Camera.

(…to be continued)

Quel confronto che “non s’ha da fare”

Le sigarette elettroniche, questo oggetto incredibile su cui, in Italia, si sono concentrati gli interessi di tutte le lobby possibili (da quelle del tabacco a quelle farmaceutiche a quelle di governo ed economiche)….

In questi mesi abbiamo assistito (e purtroppo continuiamo ad assistere) ad un sistematico e costante attacco, talmente studiato da rendere evidente la regia di qualcuno che ha interesse a denigrare questo rivoluzionario prodotto.

Comunque, noi di Ovale abbiamo una domanda da fare a tutti quelli che non si sono stancati di buttare fango sulle sigarette elettroniche. Le avete confrontate con l’acqua potabile (come se a qualcuno potesse venire in mente di berne un flaconcino a colazione); le avete confrontate con il sangue (chissà poi secondo quale logica); le avete confrontate con i cerotti alla nicotina e i farmaci per smettere di fumare (tralasciando sempre volutamente il fatto che questo è un prodotto esclusivamente hi-tech). Com’è che a nessuno di questi “studiosi” è mai venuto in mente di mettere i liquidi per ecigs a confronto con le 4mila sostanze contenute in una sola sigaretta tradizionale?

Censura di Stato

Censura.
Perchè è di censura che parliamo. Censura. E’ ciò che chi produce e commercializza, o semplicemente utilizza sigarette elettroniche, sta subendo. L’incomprensibile decreto che vorrebbe far slittare l’aumento dell’Iva pensando di coprirlo con il ricavato di una tassazione spropositata sulle e cigs, contiene una postilla che di fatto equipara le censoredsigarette elettroniche al tabacco e quindi, di conseguenza, vieta ogni forma di pubblicità o promozione.

Cosa significa? Che quel provvedimento, che sembra un vero regalo alla lobby del tabacco, non solo prova ad annientare il settore della sigaretta elettronica attraverso dei dazi che producono costi insostenibili, ma vieta la possibilità di parlare dei nostri prodotti, di spiegare come si usano e quindi il motivo per cui sono in completa e assoluta antitesi rispetto alle sigarette tradizionali. Ci vieta di comunicare le nuove tecnologie, i progressi che si stanno facendo nel settore, gli studi. Perché è questo quello che noi abbiamo provato a fare attraverso anche la pubblicità: comunicazione al servizio di chi decide di avvicinarsi alla sigaretta elettronica, di chi vuol provare a smettere di fumare quelle bionde che uccidono. Niente più pubblicità in televisione né sui giornali, niente più promozioni in radio, niente volantini né vetrine allestite.

Il divieto può essere applicato alle sigarette tradizionali, ai tabacchi prodotti che nuociono gravemente alla salute. Nel nostro caso si tratta di una censura, di un bavaglio che si prova a mettere nei confronti di chi evidentemente ha dato fastidio, come in maniera lungimirante avevamo provato a spiegare proprio attraverso una campagna pubblicitaria sul Corriere della Sera.

Abbiamo dato fastidio perchè il nostro prodotto toglie clienti alla lobby del tabacco, perchè proviamo a sviluppare tecnologie sempre migliori e più efficaci e sicure. Abbiamo dato fastidio perchè abbiamo lasciato che gli scienziati esaminassero i nostri prodotti, abbiamo fornito delle analisi e delle ricerche utili per capire contenuto, effetti e portata delle sigarette elettroniche Ovale. Ormai è noto che chi fuma le sigarette elettroniche Ovale con il massimo della nicotina consentita dall’azienda (16 milligrammi) assimila appena un terzo della nicotina che assumerebbe fumando una sigaretta tradizionale che per giunta sviluppa sostanze cancerogene attraverso la combustione di carta e tabacco. Chi fuma le sigarette elettroniche Ovale sa esattamente cosa contengono i liquidi e sa esattamente, perchè lo dicono ricercatori universitari della Federico II e laboratori accreditati come Arista, che non ci sono sostanze nocive né tossiche.

Hanno dato fastidio le voci libere di scienziati del calibro di Umberto Veronesi, ricercatori universitari, analisti, chimici che hanno detto che la sigaretta elettronica non è un nemico da combattere ma un utile alleato dello Stato per la lotta al tabagismo e per ridurre la spesa sanitaria. Con onestà abbiamo sempre detto che non è dimostrato ancora che le sigarette elettroniche Ovale facciano smettere di fumare ma abbiamo anche aggiunto che l’esperienza di oltre 7 anni di attività, sviluppo e ricerca hanno dimostrato che la maggioranza di chi ha utilizzato le sigarette elettroniche ha abbandonato quelle tradizionali e ridotto gradualmente l’utilizzo di nicotina fino ad azzerarla del tutto.

Care lobby, non avete ancora vinto

Sono mesi che gli italiani vengono bombardati da informazioni false e allarmistiche per scoraggiarli a passare alla sigaretta elettronica. Anche ieri, nonostante l’evidenza di trovarsi di fronte a provvedimenti ancora in itinere, e quindi ben lontani dal poter essere effettivamente applicati, è passata l’informazione che non sarà più possibile fumare nei luoghi pubblici e non sarà più possibile pubblicizzare le sigarette elettroniche. Le cose non stanno così.

Chiariamo che non è ancora in vigore alcun divieto per chi utilizza la sigaretta elettronica (ad eccezione dell’uso nelle scuole), alcun divieto per chi intende promuoverla o pubblicizzarla, alcun divieto di venderla, né alcuna supertassa per l’acquisto.

Quello pubblicizzato nella giornata di ieri è un emendamento approvato al Senato, anzi, diremmo, vista l’aria di assoluta precarietà e incertezza politica del momento, SOLO al Senato, nell’ambito di un decreto legge che abbiamo già stigmatizzato e additato per incostituzionalità, incoerenza, inefficacia e assoluta inutilità.

Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di un nostro punto di vista, seppur qualificato. Ma Ovale è un’azienda talmente seria e sicura dei suoi prodotti da affidare i propri liquidi a laboratori accreditati e noti per la serietà, nonché a ricercatori dell’Università Federico II di Napoli, all’avanguardia per studi e tecnologia nella chimica, perché in libertà e assoluta autonomia studiassero ed effettuassero analisi sui liquidi Ovale attraverso l’utilizzo della tecnologia Ovale.

Bene, per una volta ci facciamo da parte e lasciamo il posto a chi ha espresso un parere tecnico su questo decreto. La Commissione programmazione economica e bilancio, esaminato il disegno di legge e preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo (…) “per ciò che riguarda l’articolo 11, commi 22 e 23, che introduce l’imposta di consumo sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo, si rileva come la Relazione tecnica non fornisca la fonte dei dati riportati, né chiarisca in base a quali parametri, ovvero trend osservati, si sia giunti ad ipotizzare un mercato del settore di 200 milioni di euro a partire dal 2014. Inoltre, non sembra che si sia tenuto conto di possibili effetti disincentivanti, in relazione alle ricadute sul prezzo derivanti dall’imposta introdotta”. In pratica non si sa come hanno fatto a stabilire che ricaveranno 200 milioni dalla tassa sulle ecigs, e soprattutto non hanno considerato (o non hanno voluto considerare?) che in questo modo si rischia solo di far sparire il prodotto dal mercato.

Come se non bastasse, l’emendamento che vorrebbe limitare l’uso delle sigarette elettroniche nei luoghi pubblici in realtà lo fa equiparando la sigaretta elettronica ai tabacchi lavorati, tralasciando un dettaglio non da poco e cioè che si tratta di prodotti in assoluta antitesi.

Si tratta di un emendamento che vorrebbe estendere alla ecigs un divieto che riguarda la legge Sirchia e che di fatto tradisce anche le intenzioni, gli studi e i pareri del padre di quel provvedimento legislativo, visto che solo pochi giorni fa proprio Sirchia aveva detto che sulla sigaretta elettronica “ci sono troppi pregiudizi sbagliati” e che è “assurdo tassarla o trasformarla in farmaco. Contro le sigarette elettroniche, che fanno infinitamente meno male di quelle tradizionali, si sono scatenati gli attacchi delle lobby. Certo devono rispondere a dei requisiti, non possono essere prodotte da un cinese in un sottoscala, ma affossarle vuol dire solo favorire le sigarette normali. Purtroppo scontano l’enorme disparità che c’è tra chi ha il potere e chi non ce l’ha, la salute pubblica è vittima delle lobby”.

E non è l’unico luminare a pensarla in questo modo: il professor Umberto Veronesi ha avuto parole chiare e dure contro il tentativo di far sparire la sigaretta elettronica dal mercato e contro la disinformazione sull’argomento: “Perché tanto accanimento contro le sigarette elettroniche? Le lobby del fumo comprano tutto: giornalisti, personaggi d’opinione”. E ancora: “Se le sigarette elettroniche dovessero sostituire totalmente quelle vere avremmo molto da guadagnare e nulla da perdere”.

Ovale comunque, come già annunciato, non resterà a guardare mentre si cerca di far passare un provvedimento che va contro gli italiani che avevano trovato un’alternativa al fumo e un modo per risparmiare. Quello approvato al Senato e in attesa di passare alla Camera è un provvedimento incostituzionale e illegittimo in quanto mancante dei requisiti di necessità ed urgenza obbligatori nei casi di adozione di provvedimenti per decreto legge. L’azienda già si è mossa preparando azioni nelle sedi giurisdizionali opportune e competenti sia a livello nazionale che europeo per tutelare i diritti di impresa di fronte ad un decreto legge irrispettoso dell’articolo 77 della Costituzione e dell’articolo 15 della legge 400/1988 (“i decreti devono contenere misure di immediata applicazione”).

Sereno svapo libero a tutti.

Nicotina aspirata in percentuali minime rispetto alle “bionde”

Ovale risponde alle domande del Ministero. La nicotina effettivamente inalata dagli svapatori è di gran lunga inferiore rispetto a quella inalata con le bionde classiche secondo una ricerca di un importante laboratorio americano. I liquidi ovale sono sicuri come emerge dall’analisi fatta dai ricercatori della Federico II di Napoli. Due studi che rendono ancora più incomprensibile l’accanimento del governo Letta contro un grande strumento di lotta al tabagismo. Per questo che il Parlamento dovrà rendersi conto che non è possibile approvare la tassazione al 58, 5% che avrà il solo risultato di cancellare del tutto il settore.

 

Nicotina aspirata: ecco i dati

La sigaretta elettronica ovale utilizzata con i i liquidi ovale rilascia un massimo di nicotina pari ad un terzo di quella emessa dalla comune sigaretta. Il dato emerge da uno studio condotto da uno dei più noti laboratori di ricerca americani, l’ Arista Laboratories, che per mesi ha condotto test e raccolto prove e analisi. Secondo lo studio utilizzando la e cigs più potente (il modello Elips), quella con maggior capacità di erogazione e abbinandola al liquido con maggior concentrazione di nicotina (16 mg per ml) si è rilevato che per 10 puff, quindi per dieci aspirazioni di questa ecigs, il contenuto complessivo di nicotina aspirato è mediamente di 0,3 mg per ml, dunque un terzo rispetto ad una sigaretta tradizionale che mediamente rilascia 0,9 mg per ml per 10 aspirazioni. Un dato notevolemente al di sotto del limite previsto dalla legge (sempre per la la sigaretta comune) che è 1 mg per ml. Il metodo utilizzato per la ricerca è un metodo standard di riferimento per quanto riguarda test effettuati anche su sigarette comuni. Si tratta di procedimenti standard ISO che tengono conto di una serie di test condotti utilizzando una macchina che viene chiamata smoking machine, a cui sono state installate le sigarette elettroniche ovale, (modelli elips ed emini) caricate con i liquidi ovale con concentrazione di nicotina a 16 e 9 mg per ml. Il test è consistito nell’effettuare delle aspirazioni e analizzare i filtri su cui si depositavano le sostanze erogate per poter capire quali fossero e in che concentrazione erano presenti.

 

I liquidi: le analisi dell’Università Federico II

Le sostanze contenute nei liquidi Ovale non sono dannose per la salute umana. Il dato emerge da uno studio effettuato dallo staff del dipartimento di scienze chimiche dell’Università Federico II di Napoli. “Nei nostri laboratori di ricerca abbiamo esaminato alcuni liquidi per sigaretta elettronica della ditta Ovale. – spiega il prof. Marco Trifuoggi, docente di chimica analitica degli inquinanti della Federico II – Si tratta di soluzioni acquose, quindi acqua e un aroma naturale con l’aggiunta, in alcuni casi, di nicotina. Abbiamo cercato di certificare se nella composizione dei liquidi ci fossero oltre ai normali metalli quali sodio, potassio, calcio, magnesio naturalmente presenti sia nelle acqua di partenza sia negli aromi naturali, anche metalli che possano dare nocumento alla salute, quindi metalli tossici e nocivi per l’uomo. La verifica è stata fatta sulla presenza in quantità tangibili, di metalli quali arsenico, manganese, cromo, vanadio, piombo e così via. Sostanzialmente quello che abbiamo verificato è che la loro presenza può essere esclusa fino ai limiti di rilevabilità strumentale e soprattutto fino ai limiti di rilevabilità compatibili con normali prodotti per questo uso. Ci siamo spinti anche oltre e abbiamo verificato se fossero presenti solventi organici, sostanze organiche clorurate volatili, cloroformio, che possono derivare da processi di lavorazione industriale e che sono tossici e nocivi. Abbiamo verificato anche in questo caso, l’assenza di queste sostanze nei prodotti analizzati”.

 

Ovale: “Il ministero della salute si opponga alla tassazione. Le e cigs strumenti contro il tabagismo”.

In questi giorni osserviamo sconcertati quanto succede in materia di sigaretta elettronica – dice Riccardo Ascione, amministratore delegato di Ovale Europe – Non mi aspettavo una spinta così determinata da parte del governo Letta su una tassa per sigaretta elettronica. Il prodotto che abbiamo introdotto in Italia ben sette anni fa è stato da sempre proposto come alternativa al fumo. Oggi invece vogliono spingere il prodotto nel settore dei tabacchi dove si creerebbe un grandissimo conflitto di interessi fino alla probabile completa eliminazione dal mercato. Per questo chiediamo al nostro Ministero della Salute, come sta avvenendo negli altri paesi europei sull’onda di quanto asserito dalla Comunità Europea, di intervenire con forza e opporsi quindi a questi interventi legislativi che vogliono distruggere il settore e creare 10 mila nuovi disoccupati. Esortiamo il Ministero della Salute a non perdere questa occasione, lo esortiamo ad essere innovativo proponendo una sorta di collaborazione tra il mondo delle sigarette elettroniche e gli enti preposti alla lotta al tabagismo perché questo prodotto è un’alternativa al fumo e come tale va visto. Di fatto la nostra e cigs è uno strumento di lotta al tabagismo, una lotta che consentirebbe una significativa riduzione della spesa pubblica per la sanità. Solo con il libero mercato sarà possibile lo sviluppo di una tecnologia sempre più efficace ed efficiente a favore del consumatore. Per quanto concerne i liquidi dove finalmente siamo riusciti ad ottenere delle ricerche certe che spiegano e dimostrano la sicurezza degli stessi invitiamo il Ministero della Salute di intervenire introducendo accertamenti sulle produzioni di liquidi che vengono immessi sul mercato sempre però seguendo quanto proposto dalla Comunità Europea”.

 

Basta alibi ecco le risposte

Si tratta di dati rassicuranti che provengono da analisi serie fatte su liquidi prodotti in Italia. – afferma Michele Truffelli amministratore delegato di Life, la società che produce e distribuisce i liquidi Ovale – Abbiamo dato una risposta al Ministero della Salute e a chi cerca di regolamentare il settore. Ora non ci sono più alibi ma strumenti per comprendere questo prodotto tecnologico figlio del progresso”.

 

L’associazione Ovale: “Provvedimento del governo ingiusto e incostituzionale”

La sigaretta elettronica è un prodotto lontanissimo dalla sigaretta tradizionale- spiega Giovanni Ascione, presidente dell’associazione dei rivenditori Ovale – Non hanno nulla in comune. Il Governo introducendo con decreto una tassazione spropositata al 58,5% ed una regolamentazione fiscale simile a quella dei tabacchi non ha pensato alla tutela del consumatore ma solo ad annientare il settore pensando di guadagnarci. Inoltre ha di fatto consegnato il prodotto ai tabaccai. Noi tuteleremo l’azienda, i rivenditori e i consumatori presso tutte le sedi preposte sia nazionali che europee contro un provvedimento che è ingiusto e incostituzionale”.

 

I consumatori

Si pensa solo a fare cassa, a imporre tasse senza pensare alla salute del consumatore e anche alle sue tasche”. Così il presidente nazionale di Adiconsum Pietro Giordano commenta l’intenzione del Governo Letta di introdurre la tassa del 58,5% sulle ecigs. “E’ come con le liberalizzazioni – ha aggiunto – tutti ne parlano, tutti le auspicano, ma nessuno le applica. Si fanno le cose sempre in funzione degli interessi delle lobby e non dei consumatori”.

Lettera aperta ai parlamentari italiani

Onorevoli Parlamentari,

 

la presentazione di due proposte identiche di tassazione al 58,5% delle sigarette elettroniche, inserite in due diversi decreti legge, è una pratica talmente assurda e incomprensibile che sentiamo la necessità di scrivervi.

Abbiamo appreso con sgomento, ieri sera, la presentazione e l’approvazione, in fretta e furia, di un nuovo emendamento, stavolta al dl “svuota carceri”, che vorrebbe ricavare 35 milioni di euro dalla tassazione delle sigarette elettroniche per scongiurare il taglio degli agenti penitenziari.

 

Confessiamo di essere sconcertati. Lo stesso articolo di legge, con la stessa proposta di tassazione, era già presente nel decreto legge 76 per le coperture per il rinvio dell’Iva. Lì si parlava di una copertura di oltre 100 milioni di euro. La sensazione è che si stia un po’ tirando a indovinare, che nessuno abbia realmente preso coscienza della realtà di questo settore e che nessuno sappia veramente cos’è e come funziona. E’ per questo che per mesi abbiamo chiesto, invano, un tavolo di lavoro istituzionale.

Vogliamo qui tralasciare il fatto che la logica conseguenza di questa operazione, se mai dovesse andare in porto, sarà la chiusura di tutte le attività commerciali legate alle sigarette elettroniche e quindi un incasso prossimo allo zero per lo Stato (che non vedrà nemmeno più le tasse che vengono pagate attualmente dai negozi in attività). Ne abbiamo parlato più e più volte.

 

Vogliamo sollecitare, piuttosto, la vostra attenzione su un argomento che dovrebbe stare a cuore a tutti quelli che lavorano per il bene dei cittadini italiani: la lotta alla dipendenza da sigarette tradizionali.

Negli ultimi mesi questa battaglia dello Stato ha avuto un alleato formidabile nelle sigarette elettroniche. Un prodotto che, per la prima volta, ha aiutato i fumatori a ridurre gradualmente l’utilizzo delle bionde senza ricorrere a nessuna terapia farmacologica né psicologica.

Un alleato che, senza alcuna combustione e senza le 4000 sostanze (molte della quali cancerogene) contenute nelle sigarette, ha portato a una riduzione significativa del numero di fumatori. Molti di questi ex fumatori sono oggi anche ex svapatori. Un successo incredibile di cui noi di Ovale, produttori e principali attori del settore, siamo fieri!

 

Poi cosa è successo, improvvisamente? Che cosa ha trasformato questo prodotto, da principale alleato dello Stato nella lotta al fumo, in un nemico da combattere, tassare e costringere a sparire?

Perché all’improvviso, senza aspettare i risultati di analisi che sono in corso e sono ormai prossime alla pubblicazione, si è deciso di normare questo settore con un decreto legge incostituzionale (perché mancante dei requisiti di necessità ed urgenza richiesti per l’adozione di provvedimenti per decreto legge)? Come mai, soprattutto, il Governo è così ansioso di tassare questo prodotto da inserire la stessa proposta in due differenti decreti legge?

 

Ecco che quindi noi di Ovale, la principale azienda italiana del settore (con 400 punti vendita e oltre 2mila posti di lavoro creati) siamo qui a chiedere il vostro intervento, sicuri che non sarete sordi alle nostre richieste e saprete riconoscere la necessità di abrogazione totale di queste folli proposte. Crediamo che una regolamentazione del settore vada fatta, ma altrettanto fermamente crediamo che questa debba essere successiva ad attenti studi di settore che coinvolgano tutti gli attori, non tramite un decreto legge.

 

La tassazione al 58,5% è spropositata. Una cifra giustificata con l’equiparazione alle sigarette tradizionali. Un provvedimento senza alcuna logica. Hanno esultato i tabaccai e la Fit, come fosse stata una loro vittoria. Ma noi non possiamo credere che il Governo si sia piegato ad una piccola minaccia di sciopero da parte della categoria dei tabaccai. Non possiamo credere che il Governo, il ministro Saccomanni, i senatori Casson e Lumia (che hanno presentato l’emendamento ieri sera), fingano di non vedere che i due prodotti non hanno nulla in comune, sono anzi antitetici. Non vogliamo credere che si voglia stabilire, per decreto legge, la creazione di almeno 10mila nuovi disoccupati, cosa che certamente accadrà con l’entrata in vigore di questo provvedimento che costringerà alla chiusura quasi tutti i punti vendita. Nessun è in grado di sostenere una tassazione di questo livello.

L’accisa al 58,5% sulle sigarette tradizionali è giustificata dallo Stato con un recupero dei maggiori costi sanitari. Ma le sigarette elettroniche, come ha più volte sottolineato un luminare del calibro di Umberto Veronesi, consentiranno di salvare dal cancro al polmone 30mila persone ogni anno. Con un risparmio enorme per lo Stato se si considera, come ha spiegato ancora Veronesi, che ogni malato di cancro al polmone costa alla Sanità pubblica dai 30 ai 40mila euro l’anno.

logo-bianco.jpg

 

E’ per questo che vi chiediamo con forza la fine di tutti questi assurdi tentativi. Sottolineiamo ancora una volta la necessità dell’istituzione di un tavolo di lavoro a cui partecipino tutti gli attori del settore. Confidiamo nella vostra volontà, a parole sempre dichiarata, di creare lavoro, sviluppo e occupazione in questo Paese.  

SIGARETTE ELETTRONICHE, BASTA ALIBI

UNIVERSITà

PRIMO STUDIO AL MONDO SULLA NICOTINA INALATA. LUNEDI ALLA FEDERICO II DI NAPOLI I RISULTATI E LE ANALISI SUI LIQUIDI

 

Quanta nicotina viene effettivamente inalata da uno svapatore in rapporto a una sigaretta tradizionale? Quanto sono sicuri i liquidi che vengono vaporizzati?

Domande che anche il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e i consumatori si sono posti in questi mesi. Adesso non ci saranno più alibi: a queste domande finalmente si potrà dare una risposta precisa e sicura.

Lunedì 22 luglio alle ore 11, presso il dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Ovale presenta il risultato del primo studio scientifico al mondo, effettuato negli Stati Uniti, relativo alla quantità effettiva di nicotina che viene aspirata durante lo svapo con il sistema di vaporizzazione “tank”, un sistema sviluppato e messo a punto dalle industrie Ovale. Nel corso della conferenza stampa verranno presentate le analisi sui liquidi Ovale realizzate dal professor Marco Trifuoggi e dallo staff del dipartimento di Chimica dell’Università di Napoli Federico II.

All’incontro prenderà parte anche il presidente nazionale di Adiconsum, Pietro Giordano, in rappresentanza dei consumatori verso cui l’attenzione di Ovale è costante.

Una situazione alla luce della quale risulta ormai sempre più incomprensibile la scelta del Governo di equiparare il regime fiscale delle ecigs a quello delle sigarette tradizionali, tassando il vapore, e tutti i suoi accessori, del 58,5%. Una scelta assurda che vorrebbe condannare alla chiusura uno dei pochi settori che hanno creato occupazione e sviluppo in questi mesi di profonda crisi economica. Nel corso della conferenza stampa verranno presentate le proposte di Ovale, che chiede tra l’altro ai parlamentari di non votare la parte del decreto legge 76 relativa alle sigarette elettroniche.

GOVERNO PIEGATO ALLE LOBBY DEL TABACCO

SIGARETTE ELETTRONICHE: GOVERNO PIEGATO ALLE LOBBY DEL TABACCO.

CANCELLATO, CON UN PROVVEDIMENTO INCOSTITUZIONALE, UN SETTORE CHE HA CREATO MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO

ovaleDiecimila nuovi disoccupati stabiliti per decreto legge. Una cosa talmente grave da aver avuto bisogno di un Governo bipartisan per essere pensata e realizzata. Nel decreto legge per il rinvio dell’Iva, approvato tre giorni fa dal consiglio dei Ministri, si legge che la commercializzazione delle sigarette elettroniche sarà sottoposta ai Monopoli di Stato e consentita ai soli tabaccai, in pratica un regalo alle lobby dei tabacchi che stanno iniziando adesso ad investire nel settore. Un provvedimento che genera un conflitto di interessi che non giova ai consumatori, perché la sigaretta elettronica nasce come un’alternativa e in antitesi a quella tradizionale. Non è possibile che i due prodotti vengano venuti nello stesso canale da chi ha interesse a che i fumatori continuino a fumare. Ancora una volta viene fatto un provvedimento contro gli italiani che avevano trovato un’alternativa al fumo e un modo per risparmiare.Un provvedimento che comunque è incostituzionale perché mancante dei requisiti di necessità ed urgenza obbligatori nei casi di adozione di provvedimenti per decreto legge. Per questo motivo Ovale agirà nelle sedi giurisdizionali opportune sia a livello nazionale che europeo per tutelare i diritti di impresa di fronte ad un decreto legge illegittimo, in quanto irrispettoso dell’articolo 77 della Costituzione e dell’articolo 15 della legge 400/1988 (“i decreti devono contenere misure di immediata applicazione”).

Come nella peggiore delle dittature, mettendo il Parlamento di fronte al fatto compiuto (obbligandolo ad una discussione solo successiva) e senza tenere in alcun conto le leggi europee, il Governo Pd-Pdl di Letta e Alfano ha deciso di cancellare all’improvviso, con un colpo di spugna, un intero settore che in poco più di due anni ha creato sviluppo e risparmio per gli italiani, investito nella ricerca, preso accordi con le università e dato lavoro a migliaia di famiglie.

Le aziende italiane che in questi mesi hanno investito nel settore e hanno aperto negozi dedicati, saranno costrette a chiudere i battenti in favore dei tabaccai, che non hanno assolutamente idea di come funziona il prodotto nè del tempo che serve per spiegarne un corretto funzionamento.
Lo Stato italiano, lungi dal tutelare gli interessi dei suoi cittadini, ha dimostrato ancora una volta di essere servo soltanto dell’interesse dei più forti. Quello del Governo è un atto di forza inspiegabile, in quanto ai monopoli possono essere assoggettati i tabacchi lavorati, mentre il prodotto sigaretta elettronica non è niente di tutto questo. Manca di tabacco, manca di combustione e soprattutto è un dispositivo elettronico come un telefono cellulare, un ipod, un computer.
Sembra incredibile come questo Governo dimostri di considerare poco intelligenti gli italiani: vorrebbe far passare la tassa del 58,5% come un recupero delle somme dovute al differimento dell’Iva al 1 ottobre 2013, ma il provvedimento “ammazza-ecigs” entrerà in vigore dal 1 gennaio 2014. L’unica urgenza che il Governo aveva, in questo caso, era quella di scongiurare la serrata minacciata dai tabaccai e tutelare gli interessi delle lobby.
Siamo certi che questo provvedimento non passerà perché troverà opposizione in Parlamento, ma se così non dovesse essere, la società Ovale, azienda leader mondiale nel settore, si propone nei prossimi sei mesi di lanciare un prodotto di alta tecnologia che consenta, a chi vuole farlo, di smettere completamente di fumare le sigarette tradizionali.

Perché nessuno può fermare il progresso.

Questo assurdo accanimento contro le sigarette elettroniche

logo

L’abbiamo detto tante volte, siamo costretti a ripeterci perché molti fingono di non capirlo. La sigaretta elettronica e la sigaretta tradizionale non hanno in comune niente. A molti fa comodo cavalcare l’argomento, gli regala una visibilità che altrimenti non potrebbero avere. Come è successo ieri al Codacons, un’associazione di consumatori che, per farsi un po’ di pubblicità, ha pensato di chiedere che i divieti relativi alla sigaretta tradizionale siano estesi anche alla sigaretta elettronica. Di fatto chiede che i due prodotti vengano equiparati. Ma lo sa il Codacons che la sigaretta elettronica è composta da un circuito, una resistenza, e una batteria? Lo sa il Codacons che la sigaretta elettronica non brucia? Lo sa il Codacons che la sigaretta elettronica non contiene tabacco? Che i liquidi possono anche essere senza nicotina? Che i liquidi Ovale con nicotina utilizzano nicotina lavorata in laboratorio? Lo sa il Codacons che la sigaretta elettronica non produce fumo passivo ma emette soltanto vapore? Lo sa che numerose ricerche hanno assicurato che questo vapore non è nocivo e non modifica la qualità dell’aria in ambienti chiusi?

Evidentemente dobbiamo pensare che al Codacons ignorano tutte queste cose, altrimenti dovremmo pensare che sono in malafede… ma non è nostra intenzione instillare questo dubbio nei consumatori.

Ma come mai il Codacons, che dovrebbe tutelare i consumatori, di fatto non ne cura gli interessi? La campagna contro le sigarette elettroniche è una crociata contro i consumatori che utilizzando le ecigs risparmiano e guadagnano in salute.

Tra i primi a prendere posizione in favore delle sigarette elettroniche come alternativa alle bionde classiche è stato un luminare del calibro di Umberto Veronesi che, dalle pagine del Corriere della Sera, ha spiegato che l’utilizzo delle sigarette elettroniche ha finora salvato mille vite. E che se arrivano meno tasse dalla vendita in monopolio delle sigarette, ci sono evidentemente meno spese per il sistema sanitario nazionale. A conti fatti, nessuna perdita per lo Stato, anzi…

Ma c’è anche un’altra questione che in questo momento ci sta a cuore. Il settore delle sigarette elettroniche in queste ore è costretto a vivere nel limbo, senza riuscire ad avere notizie ufficiali sul decreto legge che per differire l’Iva, imporrebbe una tassa sulle ecigs. Una cosa scandalosa, visto che di fatto il provvedimento cancellerebbe l’intero settore. Invitiamo i parlamentari a farsi carico della volontà di 2 milioni di italiani svapatori, e migliaia di lavoratori del settore, che chiedono passi indietro. Li invitiamo a modificare questo provvedimento proponendo emendamenti che cancellino la norma “tarocca” che non solo non serve per tamponare i mancati ricavi del differimento dell’aumento dell’iva (visto che secondo la bozza circolata dovrebbe partire dal 2014) ma che porterebbe ad un ricavo (stando ai dati di vendita e diffusione del prodotto) di solo qualche milione di euro. Esattamente quanti ne spenderebbe per predisporre la nuova tassa, dovendo creare un ufficio ad hoc, nuovi moduli, provvedere alla distribuzione degli stessi nonché alla relativa informazione.

D’altronde sarebbe veramente paradossale pensare di regolamentare in maniera dittatoriale un intero settore con un decreto legge, mettendo il Parlamento di fronte al fatto compiuto, e senza sentire i produttori che hanno investito in ricerca e sviluppo. Un provvedimento come quello annunciato cancellerebbe con un colpo di spugna il comparto della sigaretta elettronica, penalizzando le eccellenze italiane che sarebbero costrette a chiudere o a spostare all’estero le aziende, favorendo il far west e le ditte straniere, sicuramente meno controllate e controllabili. È un anno che subiamo attacchi di ogni genere, con disinformazione su prodotti ed effetti. Ma soprattutto subiamo tentativi di imporre regole che sembrano subdolamente insinuate da forze economiche che temono la diffusione delle ecigs, ben sapendo che aziende come Ovale già operano nel rispetto della legge, già pagano tante tasse (come tutte le aziende italiane che operano nella trasparenza e nella correttezza) e che, se lasciata crescere, saprà come sfruttare tempo e progresso a vantaggio di chi utilizza le ecigs con prodotti sempre migliori.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: