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Stop al fumo, le sigarette elettroniche possono riuscire dove tutto il resto ha fallito

Secondo lo Yorkshire and the Humber Tobacco Control Network non ci sono dubbi: le sigarette elettroniche sono di gran lunga più sicure del tabacco e, a differenza di tutti gli altri metodi utilizzati finora, potrebbero davvero aiutare le persone a smettere di fumare le sigarette tradizionali.

Il report emesso dal network britannico è stato pubblicato da Breathe 2025 la cui missione è quella di “vedere la prossima generazione di bambini nati e cresciuti in un luogo privo di tabacco, dove il fumo è insolito”. Nel report si legge che le più aggiornate evidenze scientifiche indicano che il tipo di ecig utilizzato e la frequenza di uso hanno un impatto sui risultati: l’uso quotidiano di modelli con tank ricaricabile offre agli svapatori più possibilità di riuscire con successo a smettere di fumare.breathe 2025

Il documento finale stilato al termine del meeting riassume in 15 punti i potenziali benefici delle ecigs per ridurre i danni da fumo. Il network si offre così di supportare il Public Health England e tutte le altre organizzazioni pubbliche della sanità inglesi. Tra le conclusioni possiamo leggere che le e-cigarettes sono meno dannose del fumo di tabacco e che trattare allo stesso modo ecigs e tabacco fa passare un messaggio fuorviante perché indica che i due prodotti sono equivalenti a livello di rischio e questo non è affatto vero.

Gran Bretagna: perché gli svapatori sostengono la Brexit

Tra le tante ragioni portate avanti dai sostenitori dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, ce n’è una che è passata sotto silenzio e che invece ci riguarda da vicino: la possibilità per i britannici di sfilarsi dall’attuazione della direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) che entrerà in vigore il 20 maggio (e che l’Italia ha prontamente adottato senza battere ciglio).

vapersforbritain

Il sito web Vapers for Britain ha lanciato una campagna di denuncia che chiarisce quello che tutto il settore delle ecigs sta dicendo da tempo. Con l’entrata in vigore della direttiva “le imprese dovranno spendere una fortuna per compilare documenti senza senso, cambiare la dimensione dei serbatoi e delle bottigliette di liquido”. Il Governo inglese dice che l’adeguamento al TPD avrà un costo di 1,3 milioni di sterline per le aziende, mentre le aziende denunciano che il costo sarà invece di 988 milioni di sterline, “soldi che pagherai tu” come si legge nella petizione di Vapers for Britain.

A dicembre scorso il primo ministro inglese aveva affermato alla Camera dei Comuni che le sigarette elettroniche avevano aiutato un milione di persone a smettere di fumare le sigarette tradizionali. Eppure, denuncia ancora Vapers for Britain citando una ricerca condotta a gennaio 2016, se il TPD dovesse avere piena attuazione, più della metà dei negozi di sigarette elettroniche sarà costretto a chiudere (53%) e il 56% degli aromi di liquidi non sarebbe più disponibile. L’83% dei dispositivi verrebbe ritirato dal mercato e le imprese si ridurrebbero della metà (-48%).

“La direttiva europea in materia di sigarette elettroniche rappresenta una serie di misure mal progettate, sproporzionate e discriminatorie finalizzate a non ottenere nulla di utile ma fare, al contrario, una gran quantità di danni” commenta Clive Bates, ex direttore di Action on Smoking and Health.

Ecco perché Vapers for Britain invita i tre milioni di svapatori britannici ad approfittare del voto del  referendum Ue e scegliere l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa. “Noi abbiamo la risposta! Se vinciamo, il TPD sarà del tutto inapplicabile e se anche non dovessimo vincere avremmo comunque mostrato a tutta la Gran Bretagna la forza del mondo vapers. Inizieranno a rispettarci”.

 

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