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I legami tra le lobby del tabacco e il governo Renzi

I legami tra i signori del tabacco e il governo Renzi attraverso una rete di società, finanziamenti e incarichi. Oggi Il Fatto Quotidiano, in un articolo a firma di Antonio Massari e Davide Vecchi sulle attività di Marco Carrai che Renzi vorrebbe a capo dell’intelligence informatica, si sofferma anche sul peso delle lobby del tabacco.

Signori del tabacco e delle banche. In quei mesi, la lobby del tabacco è impegnata nella battaglia sulle accise. Il collegato alla Legge di stabilità prevede un aumento di 40 centesimi sui pacchetti più economici. L’operazione però salta. Renzi in quel momento non è ancora al governo. Ma è in corsa per le primarie, stavolta può vincere. Il presidente della Manifattura italiana tabacco, in quel momento, si chiama Francesco Valli. È lo stesso Valli che, fino al 2012, è stato a capo della British American Tobacco Italy. Non è di certo un uomo legato al Pd. Anzi. Presiede per tre anni, dal 2009 al 2012, la Fondazione Magna Charta creata dal senatore allora Pdl Gaetano Quagliarello. È lui il prossimo uomo ad aprire il portafogli. È il nuovo socio della Wadi Sca e del gruppo Carrai. Che la lobby della nicotina avesse finanziato Renzi, attraverso la fondazione Open, diventa noto nel luglio 2014, quando la British American Tobacco versa 100mila euro. Il Fatto può rivelare che l’interesse della lobby risale a un anno prima: tra aprile e settembre, Valli versa 150 mila euro alla Wadi Sca, diventando anch’egli socio di Carrai e Serra. Valli, contattato dal Fatto, ha preferito non commentare.”

L’intero articolo è comunque molto interessante. Lo trovate a questo link. Buona lettura.

Lo Stato italiano servo della Philip Morris

Lo avevamo detto questa estate. Speravamo di essere smentiti, ma purtroppo non è stato così. Lo Stato italiano si appresta a varare una legge su misura per la Philip Morris. Si, proprio loro. Un’azienda portatrice di malattie e morte, che realizza un prodotto, la sigaretta tradizionale, da tutti riconosciuto nocivo, cancerogeno e mortale. E però, nonostante tutto, agli occhi del Governo italiano, questa azienda ha un enorme pregio: porta soldi, in tasse e accise. Ma è solo fumo negli occhi. Nessuno conta le spese sanitarie per chi si ammala grazie a loro?

Secondo Il Sole 24 Ore, il decreto tabacchi, che il consiglio dei ministri dovrebbe varare oggi, “lancerà la nuova sigaretta che non brucia. L’intervento del Governo prevede infatti la regolamentazione fiscale, con uno sconto sulle accise rispetto alle normali sigarette, del nuovo prodotto della Philip Morris”. Il quale, per quanto finora si sa, non è altro che una sigaretta identica a quelle “normali”, che scalda tabacco ed emette nicotina. La scoperta dell’acqua calda, verrebbe da dire. Dov’è la “nuova generazione” di cui il Governo si riempie la bocca? Non sappiamo nemmeno se emetterà vapore o fumo da ipocombustione….

Dov’è il Ministero della Salute, oggi? Dove sono tutti quelli che hanno lanciato strali contro il vapore emesso dalle normali e, quelle si innovative, sigarette elettroniche?

Senza contare un altro insopportabile paradosso, soprattutto in tempo di crisi. Il premier Renzi, in pompa magna, ha inaugurato alcune settimane fa lo stabilimento produttivo della Philip Morris in Italia, elogiando (sigh!) l’azienda che annunciava di voler creare 600 posti di lavoro. Renzi finge di ignorare che il settore delle sigarette elettroniche, sotto attacco continuo per le minori entrate dovute al calo di vendita delle “bionde”, aveva creato almeno 10mila nuovi posti di lavoro. Un numero che ancora oggi, seppur notevolmente ridimensionato a causa dell’aggressione della politica, continua ad essere di molto superiore a quello solo promesso da Philip Morris.

In aggiunta a tutto questo, lo stesso Governo, con questo modo di fare, ignora i tanti che stanno lavorando per la ricerca e lo sviluppo di una serie di prodotti che serviranno a tagliare i ponti, definitivamente, con il fumo tradizionale. Impegno, questo, che richiederebbe investimenti e supporto da parte della politica e non cieco ostruzionismo. Per il momento il benessere della gente è affidato a imprese serie che abbracciano ricerche all’avanguardia, come ha scelto di fare Ovale.

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