I danni al dna, le sigarette elettroniche e la disinformazione

Diciamolo subito e chiaramente. Lo studio americano che afferma, in via solo preliminare, che “le sigarette elettroniche possono danneggiare il dna” è uno studio falsato, realizzato in condizioni esasperate e che non ricalca le normali modalità di utilizzo delle ecigs.

Voi direte, ne hanno parlato tutti i giornali e tutte le tv. Si, e lo hanno fatto in maniera scorretta, riportando una fake news, una notizia falsata. Nessun giornalista, nessun commentatore si è preso la briga di leggere la ricerca condotta da Moon-shong Tang. Si sono limitati, tutti, ai titoloni “acchiappa clic” e allarmistici. Lo diciamo senza mezzi termini, questa è disinformazione. Qual è lo scopo, riportare la gente a fumare le vecchie sigarette, così che lo Stato e le multinazionali dei tabacchi possano tornare ad arricchirsi?

Il professor Peter Hayek, direttore della Tobacco Dependance Research Unit della Queen Mary University di Londra ha dichiarato che le cellule umane usate per la ricerca americana “sono state immerse nella nicotina e in nitrosamine cancerogene prese da uno scaffale, non sorprende che le cellule ne siano state danneggiate, ma non ha alcuna relazione con gli effetti delle ecigs sugli utenti. Gli animali su cui sono stati fatti i test sono stati esposti a quelle che, per loro, sono dosi estremamente alte di nicotina e questo ha causato dei danni, ma è un risultato che ha scarsa rilevanza per gli effetti dello svapo. Inoltre non è stata effettuata alcuna comparazione con le sigarette convenzionali, eppure nel testo dell’articolo gli stessi autori riconoscono un’informazione che è di fondamentale importanza in questo contesto: chi svapa dimostra una riduzione di queste sostanze chimiche del 97%, se paragonato ai fumatori”.

Bertrand Dautzenberg, famoso pneumologo, parla apertamente di manipolazione: “Le condizioni in cui è stata condotta la sperimentazione non sono assolutamente rappresentative dell’esposizione umana. Lo studio mostra anomalie cellulari in seguito all’esposizione di topi a quantità di nicotina di molto superiori rispetto a quanto si possa fare con una sigaretta elettronica. Poi fa delle trasposizioni dai topi all’uomo e  non paragona l’effetto del vaping con quello del fumo di tabacco”. Secondo Dautzenberg “il risultato di questo studio è che alcuni abbandoneranno il vaping e torneranno a fumare”.

Secondo il professor Riccardo Polosa dell’Università di Catania, lo studio americano è stato realizzato “in condizioni esasperate, che favoriscono la produzione di sostanze tossiche. Come settare un tostapane per bruciare le fette di pancarrè. I nostri studi su pazienti affetti da malattie polmonari non solo dimostrano assenza di danno, ma evidenziano gli stessi miglioramenti che possono ottenersi smettendo di fumare”.

Il professor Fabio Beatrice, direttore del centro antifumo dell’ospedale di Torino, ha affermato che “la produzione di cancerogeni nel vapore di sigaretta elettronica è stata ampiamente studiate. Le evidenze scientifiche hanno mostrato che le ecigs producono sostanze nocive in mosura di almeno il 95% inferiore rispetto al normale fumo da compustione delle sigarette”.



Categorie:ControInformazione, Italiano

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