Verso un cambio delle tasse sulle ecigs?

A gennaio potrebbe cambiare il sistema  delle tasse concernenti la sigaretta elettronica facendo tornare i prezzi dei liquidi per ecigs a parametri  più accettabili. È stato infatti ammesso in commissione bilancio al Senato un emendamento alla legge di stabilità che di fatto impegna il Governo a prevedere l’introduzione di una imposta di consumo parametrata sulla nicotina contenuta nel prodotto (edit: si tratta di un ordine del giorno e non di un emendamento, ma la sostanza politica del discorso non cambia).

La prima importante conseguenza di una definizione legislativa del genere sarebbe innanzitutto un riequilibrio dei costi dei liquidi. Si darebbe  una chance  a chi ha deciso di abbandonare il fumo tradizionale sicuramente nocivo (e purtroppo a volte anche letale) di poter optare per il sistema finora più efficace, secondo numerose e autorevoli ricerche, per contrastare il tabagismo e cioè l’utilizzo della e cigs. In realtà questo emendamento è dovuto ad una serie di circostanze ed esigenze. Come argomentato dai relatori, ed evidentemente condiviso dagli altri componenti della commissione, l’applicazione della precedente imposta ha comportato un aumento dei prezzi di vendita al pubblico del 150% e all’ingrosso di oltre il 300% rispetto allo scorso anno determinando: un completo blocco del mercato, perdita di concorrenza delle aziende italiane (circa il 70% di vendite in meno rispetto al 2014), sviamento della clientela verso modalità di approvvigionamento alternative spesso illegali (siti web esteri che non nominano rappresentante fiscale in Italia e quindi commercializzano liquidi non tassati a prezzi ribassati) ed infine un incremento della produzione “fai da te”.

I senatori che hanno proposto l’ordine del giorno hanno sottolineato che l’insieme di questi fattori ha comportato: mancato gettito fiscale in favore dell’Erario (le entrate non supereranno 11 milioni di Euro), mancanza di controlli fiscali e sanitari sui prodotti in circolazione non conformi agli standard e crisi delle aziende italiane con conseguente perdita di oltre 4.000 posti di lavoro.

A preoccupare i parlamentari però sono soprattutto incongruenze e limiti giuridici della normativa in vigore tant’è che la Corte Costituzionale, intervenuta sulla questione, si è pronunciata evidenziando una serie di criticità da superare: l’indiscriminata sottoposizione ad imposta di qualsiasi prodotto contenente “altre sostanze” diverse dalla nicotina, l’irragionevole l’estensione “del regime amministrativo e tributario proprio dei tabacchi anche al commercio di liquidi aromatizzati i quali non possono essere considerati succedanei del tabacco”, l’eccesso di discrezionalità amministrativa.

Tirando le somme l’approvazione dell’ordine del giorno sulle nuove imposte in materia di ecigs troverebbe la sua ratio (dal punto di vista dei parlamentari) in quanto un’imposta di consumo parametrata sulla nicotina contenuta nel prodotto (Euro/mg), consentirebbe un monitoraggio più facile della vendita della nicotina attraverso la filiera. Con la tracciabilità della nicotina si abbatterebbero anche le possibilità di elusione dell’imposta.

Pubblicato il 26 novembre 2015, in Informazione, Italiano con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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