Censura di Stato

Censura.
Perchè è di censura che parliamo. Censura. E’ ciò che chi produce e commercializza, o semplicemente utilizza sigarette elettroniche, sta subendo. L’incomprensibile decreto che vorrebbe far slittare l’aumento dell’Iva pensando di coprirlo con il ricavato di una tassazione spropositata sulle e cigs, contiene una postilla che di fatto equipara le censoredsigarette elettroniche al tabacco e quindi, di conseguenza, vieta ogni forma di pubblicità o promozione.

Cosa significa? Che quel provvedimento, che sembra un vero regalo alla lobby del tabacco, non solo prova ad annientare il settore della sigaretta elettronica attraverso dei dazi che producono costi insostenibili, ma vieta la possibilità di parlare dei nostri prodotti, di spiegare come si usano e quindi il motivo per cui sono in completa e assoluta antitesi rispetto alle sigarette tradizionali. Ci vieta di comunicare le nuove tecnologie, i progressi che si stanno facendo nel settore, gli studi. Perché è questo quello che noi abbiamo provato a fare attraverso anche la pubblicità: comunicazione al servizio di chi decide di avvicinarsi alla sigaretta elettronica, di chi vuol provare a smettere di fumare quelle bionde che uccidono. Niente più pubblicità in televisione né sui giornali, niente più promozioni in radio, niente volantini né vetrine allestite.

Il divieto può essere applicato alle sigarette tradizionali, ai tabacchi prodotti che nuociono gravemente alla salute. Nel nostro caso si tratta di una censura, di un bavaglio che si prova a mettere nei confronti di chi evidentemente ha dato fastidio, come in maniera lungimirante avevamo provato a spiegare proprio attraverso una campagna pubblicitaria sul Corriere della Sera.

Abbiamo dato fastidio perchè il nostro prodotto toglie clienti alla lobby del tabacco, perchè proviamo a sviluppare tecnologie sempre migliori e più efficaci e sicure. Abbiamo dato fastidio perchè abbiamo lasciato che gli scienziati esaminassero i nostri prodotti, abbiamo fornito delle analisi e delle ricerche utili per capire contenuto, effetti e portata delle sigarette elettroniche Ovale. Ormai è noto che chi fuma le sigarette elettroniche Ovale con il massimo della nicotina consentita dall’azienda (16 milligrammi) assimila appena un terzo della nicotina che assumerebbe fumando una sigaretta tradizionale che per giunta sviluppa sostanze cancerogene attraverso la combustione di carta e tabacco. Chi fuma le sigarette elettroniche Ovale sa esattamente cosa contengono i liquidi e sa esattamente, perchè lo dicono ricercatori universitari della Federico II e laboratori accreditati come Arista, che non ci sono sostanze nocive né tossiche.

Hanno dato fastidio le voci libere di scienziati del calibro di Umberto Veronesi, ricercatori universitari, analisti, chimici che hanno detto che la sigaretta elettronica non è un nemico da combattere ma un utile alleato dello Stato per la lotta al tabagismo e per ridurre la spesa sanitaria. Con onestà abbiamo sempre detto che non è dimostrato ancora che le sigarette elettroniche Ovale facciano smettere di fumare ma abbiamo anche aggiunto che l’esperienza di oltre 7 anni di attività, sviluppo e ricerca hanno dimostrato che la maggioranza di chi ha utilizzato le sigarette elettroniche ha abbandonato quelle tradizionali e ridotto gradualmente l’utilizzo di nicotina fino ad azzerarla del tutto.

Pubblicato il 28 agosto 2013, in ControInformazione, Informazione, Italiano con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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