Care lobby, non avete ancora vinto

Sono mesi che gli italiani vengono bombardati da informazioni false e allarmistiche per scoraggiarli a passare alla sigaretta elettronica. Anche ieri, nonostante l’evidenza di trovarsi di fronte a provvedimenti ancora in itinere, e quindi ben lontani dal poter essere effettivamente applicati, è passata l’informazione che non sarà più possibile fumare nei luoghi pubblici e non sarà più possibile pubblicizzare le sigarette elettroniche. Le cose non stanno così.

Chiariamo che non è ancora in vigore alcun divieto per chi utilizza la sigaretta elettronica (ad eccezione dell’uso nelle scuole), alcun divieto per chi intende promuoverla o pubblicizzarla, alcun divieto di venderla, né alcuna supertassa per l’acquisto.

Quello pubblicizzato nella giornata di ieri è un emendamento approvato al Senato, anzi, diremmo, vista l’aria di assoluta precarietà e incertezza politica del momento, SOLO al Senato, nell’ambito di un decreto legge che abbiamo già stigmatizzato e additato per incostituzionalità, incoerenza, inefficacia e assoluta inutilità.

Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di un nostro punto di vista, seppur qualificato. Ma Ovale è un’azienda talmente seria e sicura dei suoi prodotti da affidare i propri liquidi a laboratori accreditati e noti per la serietà, nonché a ricercatori dell’Università Federico II di Napoli, all’avanguardia per studi e tecnologia nella chimica, perché in libertà e assoluta autonomia studiassero ed effettuassero analisi sui liquidi Ovale attraverso l’utilizzo della tecnologia Ovale.

Bene, per una volta ci facciamo da parte e lasciamo il posto a chi ha espresso un parere tecnico su questo decreto. La Commissione programmazione economica e bilancio, esaminato il disegno di legge e preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo (…) “per ciò che riguarda l’articolo 11, commi 22 e 23, che introduce l’imposta di consumo sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo, si rileva come la Relazione tecnica non fornisca la fonte dei dati riportati, né chiarisca in base a quali parametri, ovvero trend osservati, si sia giunti ad ipotizzare un mercato del settore di 200 milioni di euro a partire dal 2014. Inoltre, non sembra che si sia tenuto conto di possibili effetti disincentivanti, in relazione alle ricadute sul prezzo derivanti dall’imposta introdotta”. In pratica non si sa come hanno fatto a stabilire che ricaveranno 200 milioni dalla tassa sulle ecigs, e soprattutto non hanno considerato (o non hanno voluto considerare?) che in questo modo si rischia solo di far sparire il prodotto dal mercato.

Come se non bastasse, l’emendamento che vorrebbe limitare l’uso delle sigarette elettroniche nei luoghi pubblici in realtà lo fa equiparando la sigaretta elettronica ai tabacchi lavorati, tralasciando un dettaglio non da poco e cioè che si tratta di prodotti in assoluta antitesi.

Si tratta di un emendamento che vorrebbe estendere alla ecigs un divieto che riguarda la legge Sirchia e che di fatto tradisce anche le intenzioni, gli studi e i pareri del padre di quel provvedimento legislativo, visto che solo pochi giorni fa proprio Sirchia aveva detto che sulla sigaretta elettronica “ci sono troppi pregiudizi sbagliati” e che è “assurdo tassarla o trasformarla in farmaco. Contro le sigarette elettroniche, che fanno infinitamente meno male di quelle tradizionali, si sono scatenati gli attacchi delle lobby. Certo devono rispondere a dei requisiti, non possono essere prodotte da un cinese in un sottoscala, ma affossarle vuol dire solo favorire le sigarette normali. Purtroppo scontano l’enorme disparità che c’è tra chi ha il potere e chi non ce l’ha, la salute pubblica è vittima delle lobby”.

E non è l’unico luminare a pensarla in questo modo: il professor Umberto Veronesi ha avuto parole chiare e dure contro il tentativo di far sparire la sigaretta elettronica dal mercato e contro la disinformazione sull’argomento: “Perché tanto accanimento contro le sigarette elettroniche? Le lobby del fumo comprano tutto: giornalisti, personaggi d’opinione”. E ancora: “Se le sigarette elettroniche dovessero sostituire totalmente quelle vere avremmo molto da guadagnare e nulla da perdere”.

Ovale comunque, come già annunciato, non resterà a guardare mentre si cerca di far passare un provvedimento che va contro gli italiani che avevano trovato un’alternativa al fumo e un modo per risparmiare. Quello approvato al Senato e in attesa di passare alla Camera è un provvedimento incostituzionale e illegittimo in quanto mancante dei requisiti di necessità ed urgenza obbligatori nei casi di adozione di provvedimenti per decreto legge. L’azienda già si è mossa preparando azioni nelle sedi giurisdizionali opportune e competenti sia a livello nazionale che europeo per tutelare i diritti di impresa di fronte ad un decreto legge irrispettoso dell’articolo 77 della Costituzione e dell’articolo 15 della legge 400/1988 (“i decreti devono contenere misure di immediata applicazione”).

Sereno svapo libero a tutti.

Pubblicato il 1 agosto 2013, in ControInformazione, Informazione, Italiano con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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