Lettera aperta ai parlamentari italiani

Onorevoli Parlamentari,

 

la presentazione di due proposte identiche di tassazione al 58,5% delle sigarette elettroniche, inserite in due diversi decreti legge, è una pratica talmente assurda e incomprensibile che sentiamo la necessità di scrivervi.

Abbiamo appreso con sgomento, ieri sera, la presentazione e l’approvazione, in fretta e furia, di un nuovo emendamento, stavolta al dl “svuota carceri”, che vorrebbe ricavare 35 milioni di euro dalla tassazione delle sigarette elettroniche per scongiurare il taglio degli agenti penitenziari.

 

Confessiamo di essere sconcertati. Lo stesso articolo di legge, con la stessa proposta di tassazione, era già presente nel decreto legge 76 per le coperture per il rinvio dell’Iva. Lì si parlava di una copertura di oltre 100 milioni di euro. La sensazione è che si stia un po’ tirando a indovinare, che nessuno abbia realmente preso coscienza della realtà di questo settore e che nessuno sappia veramente cos’è e come funziona. E’ per questo che per mesi abbiamo chiesto, invano, un tavolo di lavoro istituzionale.

Vogliamo qui tralasciare il fatto che la logica conseguenza di questa operazione, se mai dovesse andare in porto, sarà la chiusura di tutte le attività commerciali legate alle sigarette elettroniche e quindi un incasso prossimo allo zero per lo Stato (che non vedrà nemmeno più le tasse che vengono pagate attualmente dai negozi in attività). Ne abbiamo parlato più e più volte.

 

Vogliamo sollecitare, piuttosto, la vostra attenzione su un argomento che dovrebbe stare a cuore a tutti quelli che lavorano per il bene dei cittadini italiani: la lotta alla dipendenza da sigarette tradizionali.

Negli ultimi mesi questa battaglia dello Stato ha avuto un alleato formidabile nelle sigarette elettroniche. Un prodotto che, per la prima volta, ha aiutato i fumatori a ridurre gradualmente l’utilizzo delle bionde senza ricorrere a nessuna terapia farmacologica né psicologica.

Un alleato che, senza alcuna combustione e senza le 4000 sostanze (molte della quali cancerogene) contenute nelle sigarette, ha portato a una riduzione significativa del numero di fumatori. Molti di questi ex fumatori sono oggi anche ex svapatori. Un successo incredibile di cui noi di Ovale, produttori e principali attori del settore, siamo fieri!

 

Poi cosa è successo, improvvisamente? Che cosa ha trasformato questo prodotto, da principale alleato dello Stato nella lotta al fumo, in un nemico da combattere, tassare e costringere a sparire?

Perché all’improvviso, senza aspettare i risultati di analisi che sono in corso e sono ormai prossime alla pubblicazione, si è deciso di normare questo settore con un decreto legge incostituzionale (perché mancante dei requisiti di necessità ed urgenza richiesti per l’adozione di provvedimenti per decreto legge)? Come mai, soprattutto, il Governo è così ansioso di tassare questo prodotto da inserire la stessa proposta in due differenti decreti legge?

 

Ecco che quindi noi di Ovale, la principale azienda italiana del settore (con 400 punti vendita e oltre 2mila posti di lavoro creati) siamo qui a chiedere il vostro intervento, sicuri che non sarete sordi alle nostre richieste e saprete riconoscere la necessità di abrogazione totale di queste folli proposte. Crediamo che una regolamentazione del settore vada fatta, ma altrettanto fermamente crediamo che questa debba essere successiva ad attenti studi di settore che coinvolgano tutti gli attori, non tramite un decreto legge.

 

La tassazione al 58,5% è spropositata. Una cifra giustificata con l’equiparazione alle sigarette tradizionali. Un provvedimento senza alcuna logica. Hanno esultato i tabaccai e la Fit, come fosse stata una loro vittoria. Ma noi non possiamo credere che il Governo si sia piegato ad una piccola minaccia di sciopero da parte della categoria dei tabaccai. Non possiamo credere che il Governo, il ministro Saccomanni, i senatori Casson e Lumia (che hanno presentato l’emendamento ieri sera), fingano di non vedere che i due prodotti non hanno nulla in comune, sono anzi antitetici. Non vogliamo credere che si voglia stabilire, per decreto legge, la creazione di almeno 10mila nuovi disoccupati, cosa che certamente accadrà con l’entrata in vigore di questo provvedimento che costringerà alla chiusura quasi tutti i punti vendita. Nessun è in grado di sostenere una tassazione di questo livello.

L’accisa al 58,5% sulle sigarette tradizionali è giustificata dallo Stato con un recupero dei maggiori costi sanitari. Ma le sigarette elettroniche, come ha più volte sottolineato un luminare del calibro di Umberto Veronesi, consentiranno di salvare dal cancro al polmone 30mila persone ogni anno. Con un risparmio enorme per lo Stato se si considera, come ha spiegato ancora Veronesi, che ogni malato di cancro al polmone costa alla Sanità pubblica dai 30 ai 40mila euro l’anno.

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E’ per questo che vi chiediamo con forza la fine di tutti questi assurdi tentativi. Sottolineiamo ancora una volta la necessità dell’istituzione di un tavolo di lavoro a cui partecipino tutti gli attori del settore. Confidiamo nella vostra volontà, a parole sempre dichiarata, di creare lavoro, sviluppo e occupazione in questo Paese.  

Pubblicato il 19 luglio 2013, in ControInformazione, Italiano con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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