Questo assurdo accanimento contro le sigarette elettroniche

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L’abbiamo detto tante volte, siamo costretti a ripeterci perché molti fingono di non capirlo. La sigaretta elettronica e la sigaretta tradizionale non hanno in comune niente. A molti fa comodo cavalcare l’argomento, gli regala una visibilità che altrimenti non potrebbero avere. Come è successo ieri al Codacons, un’associazione di consumatori che, per farsi un po’ di pubblicità, ha pensato di chiedere che i divieti relativi alla sigaretta tradizionale siano estesi anche alla sigaretta elettronica. Di fatto chiede che i due prodotti vengano equiparati. Ma lo sa il Codacons che la sigaretta elettronica è composta da un circuito, una resistenza, e una batteria? Lo sa il Codacons che la sigaretta elettronica non brucia? Lo sa il Codacons che la sigaretta elettronica non contiene tabacco? Che i liquidi possono anche essere senza nicotina? Che i liquidi Ovale con nicotina utilizzano nicotina lavorata in laboratorio? Lo sa il Codacons che la sigaretta elettronica non produce fumo passivo ma emette soltanto vapore? Lo sa che numerose ricerche hanno assicurato che questo vapore non è nocivo e non modifica la qualità dell’aria in ambienti chiusi?

Evidentemente dobbiamo pensare che al Codacons ignorano tutte queste cose, altrimenti dovremmo pensare che sono in malafede… ma non è nostra intenzione instillare questo dubbio nei consumatori.

Ma come mai il Codacons, che dovrebbe tutelare i consumatori, di fatto non ne cura gli interessi? La campagna contro le sigarette elettroniche è una crociata contro i consumatori che utilizzando le ecigs risparmiano e guadagnano in salute.

Tra i primi a prendere posizione in favore delle sigarette elettroniche come alternativa alle bionde classiche è stato un luminare del calibro di Umberto Veronesi che, dalle pagine del Corriere della Sera, ha spiegato che l’utilizzo delle sigarette elettroniche ha finora salvato mille vite. E che se arrivano meno tasse dalla vendita in monopolio delle sigarette, ci sono evidentemente meno spese per il sistema sanitario nazionale. A conti fatti, nessuna perdita per lo Stato, anzi…

Ma c’è anche un’altra questione che in questo momento ci sta a cuore. Il settore delle sigarette elettroniche in queste ore è costretto a vivere nel limbo, senza riuscire ad avere notizie ufficiali sul decreto legge che per differire l’Iva, imporrebbe una tassa sulle ecigs. Una cosa scandalosa, visto che di fatto il provvedimento cancellerebbe l’intero settore. Invitiamo i parlamentari a farsi carico della volontà di 2 milioni di italiani svapatori, e migliaia di lavoratori del settore, che chiedono passi indietro. Li invitiamo a modificare questo provvedimento proponendo emendamenti che cancellino la norma “tarocca” che non solo non serve per tamponare i mancati ricavi del differimento dell’aumento dell’iva (visto che secondo la bozza circolata dovrebbe partire dal 2014) ma che porterebbe ad un ricavo (stando ai dati di vendita e diffusione del prodotto) di solo qualche milione di euro. Esattamente quanti ne spenderebbe per predisporre la nuova tassa, dovendo creare un ufficio ad hoc, nuovi moduli, provvedere alla distribuzione degli stessi nonché alla relativa informazione.

D’altronde sarebbe veramente paradossale pensare di regolamentare in maniera dittatoriale un intero settore con un decreto legge, mettendo il Parlamento di fronte al fatto compiuto, e senza sentire i produttori che hanno investito in ricerca e sviluppo. Un provvedimento come quello annunciato cancellerebbe con un colpo di spugna il comparto della sigaretta elettronica, penalizzando le eccellenze italiane che sarebbero costrette a chiudere o a spostare all’estero le aziende, favorendo il far west e le ditte straniere, sicuramente meno controllate e controllabili. È un anno che subiamo attacchi di ogni genere, con disinformazione su prodotti ed effetti. Ma soprattutto subiamo tentativi di imporre regole che sembrano subdolamente insinuate da forze economiche che temono la diffusione delle ecigs, ben sapendo che aziende come Ovale già operano nel rispetto della legge, già pagano tante tasse (come tutte le aziende italiane che operano nella trasparenza e nella correttezza) e che, se lasciata crescere, saprà come sfruttare tempo e progresso a vantaggio di chi utilizza le ecigs con prodotti sempre migliori.

Pubblicato il 28 giugno 2013, in ControInformazione, Italiano con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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