Il Consiglio Superiore di Sanità smentisce il divieto di svapo nei luoghi pubblici

Due buone notizie. La prima è chelogo ministero il Consiglio Superiore di Sanità ha smentito di aver dato indicazioni per vietare la sigaretta elettronica nei luoghi pubblici in Italia, come invece è accaduto in Francia. La seconda è che ha invitato il Ministero ad istituire un tavolo di lavoro permanente ove far convogliare le diverse fonti e i dati degli osservatori. Chiaramente, adesso chiediamo al Ministero di ascoltarci e di darci la possibilità di sederci e discutere della sigaretta elettronica. Ovale è il candidato più autorevole per portare esperienza, studi, ricerche, sviluppo e competenza.

Il Consiglio superiore di sanità (Css), riunito per discutere di regole sulle sigarette elettroniche, esorta a vietarne l’uso soltanto nelle scuole, per non esporre i ragazzi a comportamenti che evochino il vizio del fumo; a mantenere il divieto di vendita ai minori di anni 18 di e-cigs con presenza di nicotina; e che vengano stabiliti parametri per la pubblicità del prodotto per evitare il rischio di induzione al tabagismo.

Le indicazioni, che non hanno un valore vincolante, saranno ora valutate dal Ministero della Salute. Il Css ha ritenuto che non vi siano, allo stato delle conoscenze, sufficienti evidenze per far rientrare le sigarette elettroniche tra i medicinali “per funzione”.

Ci sembra una linea condivisibile e che per altro Ovale percorre praticamente da sempre: negli store del gruppo non si vende ai minorenni, si sconsiglia l’uso alle donne gravide. Per quanto riguarda le scuole sembra ovvio che la sigaretta elettronica debba essere vietata. Sulla pubblicità è importante che ci siano regole, purché non con effetti censori, sulle informazioni indispensabili per il corretto utilizzo del prodotto. Un passaggio che riteniamo particolarmente importante è che la e cig non possa essere assimilata ai farmaci: si tratta di un prodotto hi-tech. Auspichiamo infine che al prossimo tentativo di regolamentare il settore, le istituzioni italiane coinvolgano chi, come Ovale, ha sperimentato e sviluppato la diffusione della sigaretta elettronica investendo nella ricerca. Pertanto accogliamo favorevolmente l’invito del Consiglio Superiore di Sanità al Ministero della Salute sull’istituzione di un tavolo permanente sul tema, candidandoci a prenderne parte. Auspichiamo che si attendano gli esiti delle ricerche scientifiche in corso e che ci si conformi alle indicazioni positive finora dettate dall’Unione Europea.

Pubblicato il 5 giugno 2013, in ControInformazione, Italiano con tag , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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