UNA NUOVA TASSA SULLA SIGARETTA ELETTRONICA SAREBBE SOLO CONTRO GLI ITALIANI

Schermata corriereDomenica pomeriggio, quasi sera. Meno persone nelle redazioni dei giornali, attenzione quasi tutta concentrata sulla politica o sul calcio. Il momento ideale perché “qualcuno” possa pensare di far passare la notizia che domani, forse, si potrebbe inserire una tassa sulla sigaretta elettronica all’interno di un decreto sui debiti della Pubblica Amministrazione. Un modo di fare cassa, sembrerebbe a prima vista. Ad uno sguardo più attento però, un modo per cercare di tagliare le gambe ad un settore che è tra i pochi in crescita attualmente in Italia.

Lo scrive anche il corriere.it qui (a lato uno screenshot della parte iniziale della pagina): “Una nuova tassa, che, se sarà introdotta, farà sicuramente discutere. E verrà vista come un cedimento del governo nei confronti della lobby dei tabaccai“.

Questa sotto è la nostra risposta. Che arriva ora e arriverà sempre. Chiediamo un tavolo perché la discussione sulla sigaretta elettronica non può farsi senza chi opera e ha investito nel settore.

“L’idea di una nuova tassa è contro gli italiani. L’ipotesi di un balzello sulle ricariche per sigarette elettroniche da inserire all’interno del decreto sui debiti della Pubblica Amministrazione è pura follia. Si tratta di un provvedimento che sembra più “contro”, volto a colpire un settore che è tra i pochi in crescita e che sta creando posti di lavoro e risparmio per gli italiani sfiancati dalla crisi, piuttosto che un provvedimento per “aiutare” le casse dello Stato”. Lo afferma in una nota l’azienda Ovale, leader mondiale nella produzione e distribuzione di sigarette elettroniche ed accessori, la prima azienda ad investire in Italia e in Europa nel settore già 7 anni fa.

“Periodicamente assistiamo a tentativi da parte di qualcuno di bloccare, scoraggiare o indebolire la ‘rivoluzione’ tecnologica delle sigarette elettroniche come quella Ovale, dietro il cui marchio c’è ricerca nell’hi-tech e nel settore della sicurezza”.
“Per entrare più strettamente nella questione tecnica, la sigaretta elettronica non è un prodotto succedaneo dei prodotti del tabacco perché non ha combustione né lavorazione del tabacco e non può essere regolamentata come la sigaretta tradizionale. E’ un prodotto elettronico e come tale va considerato. L’emendamento è di fatto un atto di forza, è una violazione alla libertà di impresa e una violazione della concorrenza leale. Questa manovra sarebbe un attacco irresponsabile che creerebbe un ingiusto e ingiustificabile vantaggio per le lobby del tabacco”.

Chiediamo l’istituzione di un tavolo di concertazione per la regolamentazione del prodotto sigaretta elettronica. Metteremo in campo tutte le iniziative necessarie legali e di protesta per salvaguardare i posti di lavoro messi eventualmente in discussione dal provvedimento.

Pubblicato il 12 maggio 2013, in ControInformazione, Italiano con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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