Il “vapore passivo”, incredibile forzatura

Secondo una ricerca americana con le sigarette elettroniche non si modifica la qualità dell’aria in ambienti chiusi

Il vapore emesso dalle sigarette elettroniche non è pericoloso. A dirlo è una ricerca pubblicata dalla rivista “Inalation toxicology” ed effettuata negli Stati Uniti da ricercatori del “Consulting for Health, Air, Nature and Green Environment” del Center for Air Resources Science and Engineering e della Clarkson University.

Secondo i ricercatori americani, il vapore emanato dalle sigarette elettroniche non è nocivo per le persone e non modifica la qualità dell’aria degli ambienti chiusi. Pertanto, con le sigarette elettroniche, vengono meno le condizioni di rischio derivanti dal fumo passivo.

Michael Siegel, ricercatore al Department of Community Health Sciences della Boston University School of Public Health, sulla base dei suoi 25 anni di esperienza nel settore, afferma che le sigarette elettroniche possono risolvere il problema del fumo passivo.

Sulla base dei risultati di queste autorevoli ricerche, l’azienda Ovale Europe, leader mondiale nel settore della progettazione, produzione e distribuzione di sigarette elettroniche, ritiene che il divieto di fumo elettronico, basato esclusivamente sull’assonanza del nome tra “sigaretta tradizionale” e “sigaretta elettronica”, sia assolutamente illogico. Il “vapore passivo” semplicemente non esiste, perché si tratta appunto di vapore.

L’azienda Ovale Europe, che ha sede a Desenzano del Garda, è stata la prima ad investire in Italia e in Europa nel settore delle sigarette elettroniche, già 7 anni fa.

I numeri dicono che con oltre un milione di svapatori in tutta Italia, 300 negozi aperti e oltre mille posti di lavoro creati in poco più di un anno, Ovale è l’azienda leader del settore, in Italia e all’estero.

Pubblicato il 19 gennaio 2013, in ControInformazione, Italiano con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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