Nemmeno un passo indietro

La resilienza è la capacità di un sistema di superare il cambiamento.

In ingegneria, la resilienza è la capacità di un materiale di assorbire energia di deformazione elastica.
In informatica, è la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura in modo da garantire la disponibilità dei servizi erogati.
In ecologia e biologia è la capacità di un materiale di autoripararsi dopo un danno, o di una comunità (o sistema ecologico) di ritornare al suo stato iniziale dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che l’ha allontanata da quello stato.
In psicologia, è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.         (fonte wikipedia)

 

Per noi, resilienza significa essere ancora qui, nonostante tutto. A disposizione di chi ha scelto di smettere di fumare. La legge ci equipara al tabacco ma sappiamo tutti che non è così. Sappiamo tutti che il vapore emesso dalle sigarette elettroniche non è fumo e che le sigarette elettroniche non hanno niente a che fare con le sigarette, se non nel richiamo alla gestualità e all’utilizzo eventuale della nicotina.logo-bianco.jpg

La legge ci costringe a tasse quasi insostenibili, ma come dicevamo all’inizio di questa avventura non si può fermare il progresso. Per questo stiamo studiando nuove tecnologie, per poter andare incontro alle esigenze e alle richieste degli utenti, per continuare ad aiutarli a dire basta al fumo da sigaretta.

Lo Stato tassa i nostri liquidi anche allo scopo di fare cassa, senza fare distinzione tra liquidi con e senza nicotina; senza fare distinzione tra noi, che li abbiamo fatti analizzare da Università e laboratori accreditati, e chi importa o produce senza alcun controllo.

Ma teneteci d’occhio, visitate i nostri store. Presto ci saranno anche delle nuove aperture che potrete controllare sul nostro sito, quindi restate in contatto!

Ovale resiste.

La tassa sui liquidi e l’illogica equivalenza dell’Aams

Ieri è stata annunciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli l’introduzione dell’imposta di consumo sui liquidi per sigaretta elettronica, pari a 0,37344 euro per millilitro.

L’imposta è stata calcolata dai tecnici dell’Aams secondo un’equivalenza che è oggettivamente incomprensibile per chiunque sia dotato di un cervello in grado di ragionare.

Che cosa dice questa equivalenza? Che bisogna paragonare 1 ml di liquido (udite udite, anche quello senza nicotina) a 5,63 sigarette convenzionali. E già qui… ma il capolavoro è nelle conclusioni. Secondo l’Agenzia dei Monopoli, la tassa si calcola sul tempo di consumo del liquido. Hanno stabilito che una sigaretta si consuma in media in 37,91 secondi. Di conseguenza (?) hanno dedotto che il tempo medio per il consumo del liquido per sigaretta elettronica è pari a 213,59 secondi. Di qui la determinazione della tassa in equivalenza con le “bionde”. Come se una sigaretta elettronica si usasse come una normalissima e, quella si, pericolosissima sigaretta tradizionale….aams

Qual è il risultato? Un impatto superiore al 100% sull’attuale prezzo al pubblico. Le domande sono molteplici: innanzitutto perché la definizione dell’equivalenza viene fatta fare dai monopoli? Potrebbe essere logico se si intendessero i liquidi per sigaretta elettronica come succedanei del tabacco, ma come si fa a sostenere una cosa del genere visto che le ecigs si pongono in antitesi al fumo e, come hanno dimostrato molti studi, aiutano a smettere di fumare? Come si fa a consentire un aumento di prezzo di un prodotto che finora si è dimostrato innocuo e un valido aiuto per la lotta al tabagismo, soprattutto se rapportato alla sigaretta che di certo provoca malattie mortali? Come si fa a definire un aumento in proporzione alle sigarette tradizionali di un prodotto che ha una diffusione nemmeno lontanamente paragonabile a quella del fumo?

Ci spieghino, i signori dei Monopoli (che decidono su un prodotto che NON è sotto monopolio, lo ricordiamo) qual è lo standard scientifico per la misurazione di una (presunta) equivalenza tra sigarette tradizionali ed elettroniche? Di fatto questo standard non esiste, essendo i prodotti troppo diversi tra loro. Quello che hanno fatto i Monopoli è stato, in sintesi, come fare un’equivalenza tra 1 kg di cioccolata e 1 kg di spinaci.

Ci spieghino poi qual è la logica di tassazione per i liquidi non contenenti nicotina. Ancora una volta lo Stato italiano fa un omaggio alle lobby del tabacco. Questa tassa verrà periodicamente ripensata. Noi chiediamo che l’equivalenza sia ridotta, e non di poco. Chiediamo che venga ripensato il criterio inaccettabile di ritenere le ecigs prodotti succedanei del tabacco. Chiediamo che i liquidi senza nicotina non vengano tassati.

Ovale e Joyetech, insieme contro le lobby e per lo svapo libero

ovalejoyetechNegli ultimi tempi gli attacchi delle lobby del tabacco, delle multinazionali e della politica si sono fatti sempre più pressanti, come purtroppo abbiamo tutti avuto modo di constatare. Hanno pensato di riuscire a distruggere il settore, ma hanno dovuto fare i conti con Ovale. Hanno dovuto fare i conti con la nostra forza, con la nostra volontà, con la nostra determinazione.

E oggi, tutta la nostra esperienza e tutta la nostra conoscenza si uniscono a quelle di un altro big del settore delle sigarette elettroniche. Da oggi, Ovale si unisce a Joyetech nella lotta a favore delle ecigs. Le due aziende leader del settore, quelle che maggiormente hanno subito gli attacchi delle lobby, lavoreranno insieme per promuovere lo svapo libero, metteranno a disposizione di questa battaglia il proprio knowledge ormai storico, mettendo la propria tecnologia a disposizione del pubblico a prezzi pensati per una diffusione sempre più capillare delle ecigarettes, per favorirne la conoscenza e l’utilizzo, per contrastare il pericoloso e nocivo fumo di sigaretta tradizionale.

Da oggi, la lotta contro il fumo può contare su questa fondamentale alleanza, forte delle evidenze scientifiche che riconoscono ormai sempre più spesso alle sigarette elettroniche un ruolo in questo senso.

Ovale e Joyetech insieme lavoreranno per scrivere la parola fine alla dipendenza dalle “bionde”. Stay tuned!

Lo Stato italiano servo della Philip Morris

Lo avevamo detto questa estate. Speravamo di essere smentiti, ma purtroppo non è stato così. Lo Stato italiano si appresta a varare una legge su misura per la Philip Morris. Si, proprio loro. Un’azienda portatrice di malattie e morte, che realizza un prodotto, la sigaretta tradizionale, da tutti riconosciuto nocivo, cancerogeno e mortale. E però, nonostante tutto, agli occhi del Governo italiano, questa azienda ha un enorme pregio: porta soldi, in tasse e accise. Ma è solo fumo negli occhi. Nessuno conta le spese sanitarie per chi si ammala grazie a loro?

Secondo Il Sole 24 Ore, il decreto tabacchi, che il consiglio dei ministri dovrebbe varare oggi, “lancerà la nuova sigaretta che non brucia. L’intervento del Governo prevede infatti la regolamentazione fiscale, con uno sconto sulle accise rispetto alle normali sigarette, del nuovo prodotto della Philip Morris”. Il quale, per quanto finora si sa, non è altro che una sigaretta identica a quelle “normali”, che scalda tabacco ed emette nicotina. La scoperta dell’acqua calda, verrebbe da dire. Dov’è la “nuova generazione” di cui il Governo si riempie la bocca? Non sappiamo nemmeno se emetterà vapore o fumo da ipocombustione….

Dov’è il Ministero della Salute, oggi? Dove sono tutti quelli che hanno lanciato strali contro il vapore emesso dalle normali e, quelle si innovative, sigarette elettroniche?

Senza contare un altro insopportabile paradosso, soprattutto in tempo di crisi. Il premier Renzi, in pompa magna, ha inaugurato alcune settimane fa lo stabilimento produttivo della Philip Morris in Italia, elogiando (sigh!) l’azienda che annunciava di voler creare 600 posti di lavoro. Renzi finge di ignorare che il settore delle sigarette elettroniche, sotto attacco continuo per le minori entrate dovute al calo di vendita delle “bionde”, aveva creato almeno 10mila nuovi posti di lavoro. Un numero che ancora oggi, seppur notevolmente ridimensionato a causa dell’aggressione della politica, continua ad essere di molto superiore a quello solo promesso da Philip Morris.

In aggiunta a tutto questo, lo stesso Governo, con questo modo di fare, ignora i tanti che stanno lavorando per la ricerca e lo sviluppo di una serie di prodotti che serviranno a tagliare i ponti, definitivamente, con il fumo tradizionale. Impegno, questo, che richiederebbe investimenti e supporto da parte della politica e non cieco ostruzionismo. Per il momento il benessere della gente è affidato a imprese serie che abbracciano ricerche all’avanguardia, come ha scelto di fare Ovale.

Nature: insensata la presa di posizione dell’Oms

Nature: “Se tutti i tabagisti svapassero invece di fumare potrebbero essere evitate circa 480 mila morti all’anno”.

Daniel Sarewitz, co-direttore del Consortium for Science, Policy and Outcomes dell’Arizona State University, su Nature (una delle più autorevoli e rigorose riviste scientifiche internazionali) definisce insensata e basata su “fandonie” la presa di posizione proibizionista dell’Oms. Non solo: evidenzia la irragionevolezza di una serie di iniziative legislative e di regolamentazione varia rispetto alle notizie su rischi e benefici dell’uso della sigaretta elettronica. Sostiene che una e-cig, “permette a chi la usa di appagare la propria dipendenza dalla nicotina (che non è cancerogena), e di godere del piacere del gesto di fumare, senza esporsi agli oltre 60 agenti cancerogeni, o alla maggior parte delle centinaia di sostanze chimiche tossiche, che respirerebbe bruciando tabacco”. E continua: “C’è una sproporzione enorme tra una pura ipotesi di rischio collaterale della e-cig e la certezza di provocare un cancro del polmone della sigaretta tradizionale”. Per concludere con “Se tutti i tabagisti americani ‘svapassero’, invece di fumare, potrebbero essere evitate circa 480 mila morti all’anno“. Le sigarette elettroniche quante persone uccidono invece? Chiede provocatoriamente Daniel Sarewitz sapendo che la risposta sarebbe “nessuna”. Studi hanno dimostrato che il vapore delle sigarette elettroniche può comprendere varie polveri sottili, alcune delle quali tossiche (come anche affermano con certezza che il fumo di seconda mano non è comunque cancerogeno); altre ricerche indicano comunque che i livelli di esposizione sono troppo bassi per essere pericolosi. Considerate le milioni di persone che moriranno per il fumo nel prossimo futuro, ha senso discutere dei rischi accessori del vaping, che sono quasi certamente meno gravi rispetto ai noti rischi del fumo? E’ una responsabilità politica? Si tratta di precauzione?

Inoltre, altra notizia da sottolineare è che l’Istituto Europeo di Oncologia sta elaborando i dati di un protocollo internazionale ufficiale sulla sigaretta elettronica, censito dall’ente americano per l’idoneità alle sperimentazioni scientifiche sull’uomo, che si è appena concluso e sarà oggetto di pubblicazione entro fine anno. Quello che emerge è che non si è verificato un solo singolo caso di tossicità o effetto collaterale, e si è evidenziata una significativa efficacia della sigaretta elettronica senza nicotina nella disassuefazione dal fumo.

Queste le parole importanti del famoso oncologo Umberto Veronesi: “Io e i miei colleghi sosteniamo la posizione di Nature e rinnoviamo l’invito, già presentato all’Oms con una lettera firmata da altri 50 scienziati europei e americani, a non criminalizzare la sigaretta elettronica, a non lanciare allarmi e divieti basati su supposizioni, ma al contrario, promuoverne lo studio scientifico e l’utilizzo nella lotta al cancro e alle malattie cardiovascolari”.

 

Oms: le sigarette elettroniche meno tossiche delle ‘bionde’

OMS_5345b44b99bcfIeri tutti i telegiornali, oggi tutti i quotidiani. Nelle ultime ore siamo stati letteralmente bombardati con la notizia che l’Oms riterrebbe dannosa la sigaretta elettronica. I giornalisti più corretti hanno specificato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità si riferiva soltanto alle donne incinte e ai bambini. Verrebbe da dire… ma è ovvio, anche un bicchiere di vodka è pericoloso se a berlo è un bambino piccolo. Purtroppo però quando si parla di sigarette elettroniche non c’è nulla di ovvio.

La cosa veramente triste comunque è che evidentemente, a voler pensare in buona fede, in pochi hanno letto il documento dell’Oms in questione (se volessimo ragionare sulla malafede dovremmo pensare che l’hanno letto e deciso di estrapolare soltanto una parte). Perché l’ente per la salute ha richiamato l’attenzione per la tutela dei minori e delle donne in gravidanza, come è giusto che sia, salvo poi aggiungere:

La ridotta esposizione a sostanze tossiche consentita dall’uso di inalatori di nicotina elettronici adeguatamente regolamentata e da adulti fumatori regolari in completa sostituzione di esposizione alla sigaretta, è meno tossica per il fumatore rispetto alle sigarette convenzionali o altri prodotti simili

Il punto è sempre lo stesso, da anni. La sigaretta elettronica è infinitamente meno nociva delle bionde tradizionali. Si demonizzano le ecigs mentre gli stessi attacchi non vengono fatti nei confronti delle sigarette tradizionali, sicuramente nocive, cancerogene e pericolose per la salute.

In pochissimi ieri hanno riportato anche questa parte del documento dell’Oms. Non l’hanno fatto i telegiornali, non l’hanno fatto le principali testate. Perché?

OMS: los cigarrillos electrónicos menos perjudiciales de los tradicionales

Ayer, todos los telediarios, hoy, todos los periódicos. En las últimas horas hemos estado literalmente bombardeados con la noticia de que la OMS consideraría el cigarrillo electrónico dañino. Los periodistas más correctos han especificado que la Organización Mundial de la Salud se referiría sólo a las mujeres embarazadas y los niños. Pues es obvio, incluso un vaso de vodka es peligroso si es un niño pequeño lo que lo bebe. Desafortunadamente, cuando se trata de los cigarrillos electrónicos, no hay nada obvio.

Lo que es realmente triste es que, obviamente, con ganas de pensar en buena fe, pocos han leído el documento de la OMS que estamos tratando (si quisiéramos reflexionar sobre la mala fe debemos pensar que lo leyeron y decidieron extraer sólo una parte). Debido a que la entidad para la salud ha llamado la atención acerca de la protección de los niños y las mujeres embarazadas, como debe ser, excepto añadir luego:

La reducida exposición a sustancias tóxicas permitida por el uso de los inhaladores de nicotina electrónicos debidamente regulados y los fumadores adultos regulares en la completa sustitución de la exposición al cigarrillo, es menos tóxico para el fumador en comparación con los cigarrillos convencionales o productos similares.

El punto es siempre lo mismo, desde años. El cigarrillo electrónico es infinitamente menos dañino con respecto a los tradicionales. Se demonizan las ecigs mientras que los mismos ataques no se hacen con respecto a los cigarrillos tradicionales, sin duda perjudiciales, cancerígenos y peligrosos para la salud.
Muy poca gente ayer informó también sobre esta parte del documento de la OMS. No lo han hecho los telediarios, no lo han hecho los principales títulos. ¿Por qué?

OMS: LES CIGARETTES ELECTRONIQUES SONT MOINS TOXIQUES QUE LES “CLOPES”

Hier à la télé et aujourd’hui sur tous les journaux. Au cours des dernières heures nous avons été littéralement bombardé avec la nouvelle de l’OMS qui considère dangereuse la cigarette électronique. Les journalistes les plus corrects ont précisé que L’Organisation Mondiale de la Santé se referait uniquement aux femmes enceintes et aux enfants. On aurait envie de dire..mais c’est normal, même un verre de vodka est dangereux si c’est un enfant à le boire. Malheureusement quand on parle de cigarettes électroniques il n’y a rien d’évident.

En tout cas la chose la plus triste est que manifestement, si on pense de bonne foi, un petit nombre de personnes a lu le document relevant de l’Oms (si on pense de mauvaise foi on devrait penser qu’ils l’ont lu et qu’ils ont enfin décidé d’extrapoler seulement une partie). Parce que l’organisme pour la santé a attiré l’attention pour la protection des mineurs et des femmes enceintes, comme cela devrait être le cas, sans ajouter après :

L’exposition réduite à des substances toxiques autorisée par l’utilisation d’inhalateurs de nicotine électroniques réglementée de manière appropriée et par des fumeurs adultes réguliers, étant donné qu’elle remplace intégralement l’exposition à la cigarette, est moins toxique pour le fumeur par rapport aux cigarettes traditionnelles ou à des produits similaires.

Depuis des années le point est toujours le même. La cigarette électronique est infiniment moins nocive que les clopes traditionnelles. On diabolise les ecig alors que les mêmes attaques n’existent pas pour les cigarettes traditionnelles, surement nocives, cancérogènes et dangereuses pour la santé.

Hier un petit nombre de personnes a rapporté également cette partie du document de l’Oms.

Rien de cela est passé à la télé et les principaux journaux n’ont rien dit non plus. Pourquoi ?

Dal governo una legge su misura per la Philip Morris?

Il Governo italiano si prepara a varare una legge fatta su misura per la Philip Morris. La notizia, per quanto incredibile possa sembrare, circola ormai da settimane sui principali siti di informazione.
Le vicende legate alle sigarette elettroniche sono ormai da tempo ben oltre il paradosso. Tutti ormai sanno che le ecigs non sono nocive come le bionde tradizionali, così come tutti ormai sanno che la guerra che il governo italiano ha fatto alle ecigs era dovuta soltanto a contenere le minori entrate dovute alle tasse sulle sigarette. Tutti sanno che il governo italiano ha cercato, e sta ancora cercando, di distruggere questo mercato perché dalle accise sulle sigarette tradizionali arrivano milioni di euro ogni mese. Così, quando è stato evidente che con le sigarette elettroniche si riusciva gradualmente a smettere di fumare (e quindi a regalare meno soldi di tasse al governo), lo Stato italiano si è messo all’opera. Proibizioni senza alcuno studio scientifico, imposizione di regimi fiscali folli basati su nessuna ricerca, articoli di giornale che diffondevano allarmi senza fondamento.
Tutto questo è durato fino a qualche settimana fa, quando improvvisamente le cose sono cambiate. Non per tutti però. Le pagine dei quotidiani si sono riempite di notizie positive su una fantomatica sigaretta elettronica definita “di nuova generazione”. Una sigaretta identica a quelle “normali”, che scalda tabacco ed emette nicotina. Dov’è la “nuova generazione”? Per capire il cambio di passo di politica e stampa italiana basta dire che è prodotta dalla Philip Morris. È bastato questo a modificare l’atteggiamento di tutti nei confronti del fumo elettronico, che improvvisamente (ma solo quello targato Philip Morris, sia chiaro) sembra essere destinato a un binario assolutamente prioritario, lontano da divieti e tassazioni spropositate.
Scrive il Sole24Ore che “la sigaretta elettronica di nuova generazione, ovvero quella contenente tabacco, potrà molto probabilmente venire utilizzata senza restrizioni in luoghi pubblici come bar e ristoranti e potrà essere oggetto di pubblicità. È quanto emerge dall’articolo 1 della bozza di decreto legislativo sulla tassazione dei tabacchi allo studio del ministero dell’Economia secondo cui la nuova sigaretta elettronica nonostante la presenza di tabacco al suo interno dovrà essere considerata non un ‘prodotto da fumo’, ma un ‘prodotto da inalazione’.” Chiariamo: solo la ecigs di marca Philip Morris sarebbe “da inalazione”, le altre sigarette elettroniche resterebbero prodotto da fumo, contro ogni logica e buon senso, così come stabilito da un decreto precedente.
Quindi secondo il governo italiano aziende serie come la Ovale, che da anni investe in ricerca e sviluppo, e che nonostante tutto continua a farlo per offrire prodotti sicuri e che aiutino a smettere di fumare, potranno restare nel limbo dei divieti. Sui giornali si continuerà a parlarne in termini negativi, il governo continuerà ad ostacolarne la crescita. Ormai questo è un gioco evidente a chiunque abbia un minimo di coscienza critica. Aziende come la Philip Morris, invece, da sempre portatrici di morte e malattie, continueranno a lavorare su binari privilegiati.

A new law tailor made for Philip Morris?

In the last few weeks, the main online sites are reporting the extraordinary news that the Italian Government is about to present a law tailor made for Philip Morris.
The long standing saga concerning the pros and cons of the electronic cigarettes has now reached absurd proportions.
It is now universally known that the electronic cigarettes are not as harmful as traditional cigarettes, as it is equally common knowledge that the war waged by the Italian Government against the electronic cigarettes is to safeguard the tax on conventional cigarettes.
Obviously the Italian Government has tried, and it’s still trying, to destroy the ecig market in favour of the traditional cigarettes which generate millions of Euro in tax every month. When it became clear that by switching to the ecigs people gradually stopped smoking regular cigarettes, and therefore paying less taxes, the Italian Government started reacting. Injunctions without any scientific proofs, enforcement of irrational tax regulations, newspaper articles that spread unfounded general alarm.
All this up to recently, but now, suddenly, things have changed. Not for everyone, though.
Daily newspapers are now releasing positive reports regarding a mysterious electronic cigarette described “of a new generation”. A cigarette identical to the “normal” cigarettes, that heats up the tobacco and emits nicotine. Where is “the new generation”? To understand the unexpected u turn of the Italian politics and press it’s sufficient to say that the new ecigarette is produced by Philip Morris. The name Philip Morris has been crucial in changing the previous views towards electronic smoking, which now seems suddenly (but only the Philip Morris brand, of course!) be given priority, unaffected by bans and disproportional taxes.
The Sole24Ore reports:” The new generation of ecigarettes, that is the one containing tobacco, will most likely be used in public places such as bars and restaurants and will be freely advertised. This is what is declared in article 1 of the draft of the legislative decree on tobacco taxation, now being studied by the ministry of Economy according to which, the new electronic cigarette is to be considered a “product for inhalation” and not a “product for smoking” in spite of containing tobacco”.
Let us be clear: only Philip Morris brand ecigarettes will be classified as products “for inhalation”, all other electronic cigarettes will remain products “for smoking”, against any logics and common sense, as stated by a previous decree.

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