Ancora uno studio sull’efficacia delle ecigs per ridurre il fumo

Secondo uno studio pubblicato su “Nicotine and Tobacco Research” i fumatori non ancora pronti a tagliare i ponti con il fumo hanno ridotto notevolmente la quantità di sigarette dopo aver cominciato a utilizzare le ecigs.

Il team di ricerca ha studiato i giovani adulti di età compresa tra i 21 e 35 anni per più di 3 settimane. Ad alcuni del gruppo ha somministrato un placebo, ad altri sigarette elettroniche con nicotina. I partecipanti provenivano dalla città di New York e fumavano almeno 10 sigarette al giorno. Un’analisi dei gruppi ha mostrato che quelli che utilizzavano le sigarette elettroniche riducevano significativamente la quantità di fumo.

La ricerca è stata pubblicata su Oxford University Press per conto della Society for Research on Nicotine and Tobacco ed è consultabile a questo link.

Pubblicato il testo del decreto tabacchi

Il Governo ha finalmente reso noto il testo del decreto legislativo tabacchi di attuazione della direttiva 2014/40/UE di recepimento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministive relative ai prodotti del tabacco e correlati.

Nessuna novità. Le anticipazioni che  giravano nelle scorse settimane sono tutte confermate così come la sensazione che l’Unione Europea, con il governo italiano in testa che ha recepito la direttiva a tempo di record (addirittura in anticipo), si sia piegata alle lobby del tabacco, infastidite dalle perdite e dai minori guardagni dovuti a un numero sempre maggiore di fumatori che decidono di smettere grazie alle ecigs.

Tra i diversi articoli che rasentano il ridicolo (non tutti, ma sicuramente alcuni) c’è quello relativo al divieto di pubblicità. In pratica, volendo riassumere l’intento dell’UE, visto che la pubblicità è ammessa solo in alcuni paesi (e visto che per le sigarette tradizionali non è ammessa da nessuna parte) allora meglio vietarla in tutta l’Unione, così da mettere tutti sullo stesso piano ed evitare che qualcuno possa effettuare sponsorizzazioni e altri (big tobacco) no. Tra l’altro l’articolo della legge, come giustificazione, parte da un presupposto completamente sbagliato e cioè che le sigarette elettroniche indurrebbero al fumo, argomento smentito ormai da decine di ricerche effettuate in tutto il mondo.

Inoltre, le pesantissime imposizioni burocratiche che piovono sulle spalle dei produttori di sigarette elettroniche non sono uno scherzo. Ma siamo comunque fiduciosi che le innovazioni, il progresso tecnologico e l’accertata minore nocività (fino al 95% in meno rispetto alle ‘bionde’ secondo una ricerca inglese) possano indurre l’Unione Europea a rivedere queste norme e a liberalizzare veramente il mercato.

La guerra allo svapo serve solo a Big Tobacco, che ringrazia

La guerra di Big Tobacco contro le sigarette elettroniche ci riserva ogni giorno nuove “sorprese”, molte al limite del ridicolo. Vanno in questa direzione alcune pseudo-ricerche annunciate e mai effettivamente portate a termine o improbabili allarmi lanciati a scadenza fissa e ripresi acriticamente da una parte dei media.

C’è però un fenomeno che Big Tobacco non può controllare del tutto: la libertà della scienza di smontare le bufale e la libertà della rete di far conoscere la verità. David Sweanor

Accade in Canada in questi giorni. Uno dei principali attivisti delle battaglie contro il fumo di sigaretta si è messo contro molti dei suoi ex colleghi, rei di condurre una battaglia contro le ecigs invece di concentrarsi sul loro aiuto per la riduzione dei danni del tabacco.

David Sweanor è professore aggiunto di Legge all’Università di Ottawa e docente al dipartimento di epidemiologia e sanità pubblica presso l’Università di Nottingham. Ha speso più di 30 anni nelle battaglie contro il tabacco e le sigarette tradizionali. In passato è stato fondalmentale per convincere il governo canadese a introdurre tasse più alte sulle ‘bionde’ e il divieto di fumo nei luoghi pubblici. Sweanor ha lavorato anche per la Banca Mondiale e l’Organizzazione Mondiale della Sanità per spingere le misure del controllo del tabacco in tutto il mondo. E ora Sweanor ha spaccato il movimento antifumo perché sostiene le ecigs.

“Noi sappiamo da decenni che la gente fuma per via della nicotina, che muore a causa del catrame e del fumo” ha spiegato. E quando gli hanno chiesto di comparare i rischi del fumo e quelli dello svapo lui ha risposto così: “Chiunque abbia una mentalità aperta e comprende la scienza, dice che non c’è nessun dubbio e nessun paragone, lo svapo è molto meno pericoloso”. Analizzando perché così tanti funzionari della sanità pubblica demonizzano nicotina e sigarette elettroniche, spiega che “chi ammette questo paragone fa il gioco dei venditori di sigarette, come un drago che attira i cacciatori di drago”.

Sweanor teme che se i legislatori e gli attivisti della sanità pubblica continueranno a sostenere pesanti restrizioni per le ecigs “sarà come inviare un messaggio che lo svapare non è meno pericoloso del fumo. In questo modo continueranno ad esserci le malattie da fumo. Significa spaventare la gente e se hai delle istituzioni rispettabili che continuano a dire queste cose, si finisce per equiparare lo svapare al fumo. Ed è come dire ai fumatori di continuare a fumare”.

Francia, 400mila fumatori hanno smesso grazie alle ecigs

Le sigarette elettroniche potrebbero essere il fattore più importante per aiutare migliaia di persone a smettere di fumare. La ricerca ha utilizzato le risposte di oltre 15mila persone per indagare la relazione tra tabacco e l’uso di sigarette elettroniche. Secondo quanto emerso, la grande maggioranza dei vapers viene dalle sigarette tradizionali e solo il 15% era non fumatore. L’80% degli svapatori ha inoltre dichiarato di aver tagliato il consumo di sigarette grazie alle ecigs. E’ quanto scrive oggi, tra gli altri, il giornale americano “The Daily Caller” che riprende uno studio pubblicato sull’International Journal of Public Health.

I ricercatori hanno stabilito che in Francia 400mila ex fumatori hanno smesso e oggi svapano. Gli autori dello studio hanno concluso che questa rappresenta “una stima iniziale del numero dei fumatori che hanno smesso di fumare, almeno temporaneamente, grazie alle sigarette elettroniche”.

Un altro studio pubblicato nel mese di novembre da Rutgers School of Public Health e dall’Istituto Schroeder aveva già suggerito che le sigarette elettroniche potevano essere fondamentali per aiutare i fumatori a smettere di fumare. “Questo è in linea con altre prove recentemente emerse – ha dichiarato Cristine Delnevo, ricercatrice presso la School of Public Health e autrice dello studio – l’uso quotidiano di sigaretta elettronica può aiutare alcuni fumatori a smettere di fumare” le sigarette tradizionali.

Approvata dal Governo la direttiva europea sui tabacchi

Il Consiglio dei Ministri ieri sera ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo di recepimento della direttiva 2014/40/UE “in materia di lavorazione, presentazione e vendita dei prodotti del tabacco”. Di seguito un sunto delle decisioni prese, così come riportato sul sito del cdm. Appena sarà disponibile il testo dell’intero provvedimento lo pubblicheremo.

Il recepimento della direttiva Ue sui prodotti del tabacco prevede queste novità:

  • il divieto di utilizzo di aromi caratterizzanti;
  • le avvertenze combinate (immagini e testo) relative alla salute devono coprire il 65% della superficie esterna del fronte e retro della confezione di sigarette o di tabacco da arrotolare;
  • le revisioni relative alle confezioni unitarie: divieto di vendita dei pacchetti da 10 e piccole confezioni di tabacco;
  • divieto di vendita a distanza transfrontaliera dei prodotti del tabacco e delle sigarette elettroniche ai consumatori;
  • le disposizioni relative alle sigarette elettroniche;

Importanti, inoltre, tutta una serie di disposizioni finalizzate alla tutela dei minori come:

  • divieto di vendita ai minori di sigarette elettroniche e contenitori di liquido di ricarica con presenza di nicotina e prodotti di nuova generazione;
  • divieto di fumo in autoveicoli in presenza di minori e donne in gravidanza;
  • divieto di fumo nelle pertinenze esterne degli ospedali e degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pediatrici, nonché nelle pertinenze esterne dei singoli reparti pediatrici, ginecologici, di ostetricia e neonatologia;
  • inasprimento delle sanzioni per la vendita e somministrazione di prodotti del tabacco, sigarette elettroniche e prodotti di nuova generazione ai minori;
  • verifica dei distributori automatici, possibilmente al momento dell’istallazione e comunque periodicamente, al fine di controllare il corretto funzionamento dei sistemi automatici di rilevamento dell’età dell’acquirente.

 

 

Tar, Consulta, Governo: lo scaricabarile delle responsabilità

Parlare dell’ennesima (non) decisione del Tar sulla questione tasse ecigs è inutile. Vale la pena invece ribadire l’inadeguatezza di un Governo, e in generale del legislatore, che non prende atto dei suoi errori già evidenziati dalla Corte Costituzionale e non li corregge.

Il Tar ieri ha di nuovo rinviato alla suprema Corte che in realtà si è già pronunciata su una vicenda analoga mesi fa. Che cosa aveva detto allora la Corte Costituzionale? Aveva evidenziato una serie di criticità da superare: l’indiscriminata sottoposizione ad imposta di qualsiasi prodotto contenente “altre sostanze” diverse dalla nicotina, l’irragionevole estensione “del regime amministrativo e tributario proprio dei tabacchi anche al commercio di liquidi aromatizzati i quali non possono essere considerati succedanei del tabacco”, l’eccesso di discrezionalità amministrativa.

Allora perché il legislatore, che dovrebbe adeguarsi a quanto stabilito dalla Consulta, non lo fa? In ballo ci sono, da un lato aziende sane che continuano a pagare tasse ingiuste e assassine, dall’altro chi approfitta di una situazione di voluta incertezza e mancati controlli. In mezzo le multinazionali del tabacco, sempre pronte a finanziare fondazioni, associazioni, eventi collegati a politici e partiti, giocando una partita sporca sulla pelle della gente.

Se dici basta al fumo anche la Terra ti ringrazierà

I mozziconi di sigaretta sono il tipo più comune di rifiuto nell’ambiente. Si stima che ogni anno ne vengano dispersi sulla Terra circa 4.500 miliardi (oltre 10 miliardi ogni giorno).

I dati sono contenuti in uno studio scientifico effettuato dall’Università di Napoli Federico II e pubblicato sulla rivista PLoS ONE. I ricercatori hanno dimostrato che i mozziconi si decompongono in maniera estremamente lenta, dopo un precoce decadimento di una piccola frazione labile corrispondente allo strato esterno di carta. Tutto il resto del processo continua molto lentamente, impiegando fino ad alcune decine di anni per ogni singolo mozzicone. Per questo motivo i mozziconi di sigaretta rappresentano una grave minaccia per gli organismi viventi e per la salute degli ecosistemi, in quanto tossici per microbi, insetti, pesci e mammiferi.mozziconi

In questi giorni in cui i grandi della Terra sono riuniti a Parigi per discutere di clima, ambiente e futuro sostenibile, vorremmo sottolineare che ognuno può fare la sua parte, anche nel piccolo. Un mozzicone di sigaretta contiene i residui dei composti chimici derivanti dalla combustione del tabacco, che sono oltre 4mila. Dicendo basta al fumo, non si aiuterà soltanto l’ambiente ma anche la propria salute e quella di chi ci è accanto.

Verso un cambio delle tasse sulle ecigs?

A gennaio potrebbe cambiare il sistema  delle tasse concernenti la sigaretta elettronica facendo tornare i prezzi dei liquidi per ecigs a parametri  più accettabili. È stato infatti ammesso in commissione bilancio al Senato un emendamento alla legge di stabilità che di fatto impegna il Governo a prevedere l’introduzione di una imposta di consumo parametrata sulla nicotina contenuta nel prodotto (edit: si tratta di un ordine del giorno e non di un emendamento, ma la sostanza politica del discorso non cambia).

La prima importante conseguenza di una definizione legislativa del genere sarebbe innanzitutto un riequilibrio dei costi dei liquidi. Si darebbe  una chance  a chi ha deciso di abbandonare il fumo tradizionale sicuramente nocivo (e purtroppo a volte anche letale) di poter optare per il sistema finora più efficace, secondo numerose e autorevoli ricerche, per contrastare il tabagismo e cioè l’utilizzo della e cigs. In realtà questo emendamento è dovuto ad una serie di circostanze ed esigenze. Come argomentato dai relatori, ed evidentemente condiviso dagli altri componenti della commissione, l’applicazione della precedente imposta ha comportato un aumento dei prezzi di vendita al pubblico del 150% e all’ingrosso di oltre il 300% rispetto allo scorso anno determinando: un completo blocco del mercato, perdita di concorrenza delle aziende italiane (circa il 70% di vendite in meno rispetto al 2014), sviamento della clientela verso modalità di approvvigionamento alternative spesso illegali (siti web esteri che non nominano rappresentante fiscale in Italia e quindi commercializzano liquidi non tassati a prezzi ribassati) ed infine un incremento della produzione “fai da te”.

I senatori che hanno proposto l’ordine del giorno hanno sottolineato che l’insieme di questi fattori ha comportato: mancato gettito fiscale in favore dell’Erario (le entrate non supereranno 11 milioni di Euro), mancanza di controlli fiscali e sanitari sui prodotti in circolazione non conformi agli standard e crisi delle aziende italiane con conseguente perdita di oltre 4.000 posti di lavoro.

A preoccupare i parlamentari però sono soprattutto incongruenze e limiti giuridici della normativa in vigore tant’è che la Corte Costituzionale, intervenuta sulla questione, si è pronunciata evidenziando una serie di criticità da superare: l’indiscriminata sottoposizione ad imposta di qualsiasi prodotto contenente “altre sostanze” diverse dalla nicotina, l’irragionevole l’estensione “del regime amministrativo e tributario proprio dei tabacchi anche al commercio di liquidi aromatizzati i quali non possono essere considerati succedanei del tabacco”, l’eccesso di discrezionalità amministrativa.

Tirando le somme l’approvazione dell’ordine del giorno sulle nuove imposte in materia di ecigs troverebbe la sua ratio (dal punto di vista dei parlamentari) in quanto un’imposta di consumo parametrata sulla nicotina contenuta nel prodotto (Euro/mg), consentirebbe un monitoraggio più facile della vendita della nicotina attraverso la filiera. Con la tracciabilità della nicotina si abbatterebbero anche le possibilità di elusione dell’imposta.

La lobby del tabacco che finanzia Renzi

Che la lobby del tabacco stesse da tempo finanziando, indirettamente, il premier Matteo Renzi non è una novità. L’ultima, in ordine di tempo, ce la racconta Il Fatto Quotidiano, che in un articolo pubblicato oggi ci parla di come Big Tobacco abbia acquistato ieri una mezza pagina pubblicitaria su L’Unità (ormai organo del Pd) contro il contrabbando di sigarette. Pagina commissionata dalla Bat (British American Tobacco). Ma non è tutto. Il Fatto Quotidiano racconta anche altro.

Per esempio che il presidente del consiglio Matteo Renzi ha presenziato alla firma dell’accordo con cui la Philip Morris ha annunciato di voler comprare tabacco dalla filiera di produzione italiana. Dopo che aveva inaugurato personalmente uno stabilimento della stessa Philip Morris nel bolognese, un anno fa.

Sapevate chi sedeva al fianco di Renzi durante il forum Ambrosetti? Il ceo della Philip Morris, Andrè Calantzopoulos.

Una “intimità” che ha scatenato le gelosie di un altro big delle sigarette, la Bat. Sempre secondo il racconto del Fatto Quotidiano, i lavoratori dell’ex fabbrica di Lecce infatti hanno versato 20 euro a testa alla fondazione di Renzi, ricevendo in cambio la promessa da parte del presidente e tesoriere della fondazione di portare le loro ragioni addirittura al tavolo della direzione di Bat.

Senza contare che la stessa Bat aveva già versato 100mila euro nelle casse della fondazione del premier, nel luglio di un anno fa, nel pieno della battaglia relativa al decreto di riordino delle accise sui tabacchi.

Possibile che per farsi ascoltare dalla politica bisogna mettere mano al portafogli?

All’estero si punta sulle ecigs per smettere di fumare. E l’Italia?

In un panorama informativo che troppo spesso ha penalizzato senza motivi validi le sigarette elettroniche, questo mese di agosto ha riservato almeno un paio di novità interessanti. E visto che quello delle vacanze è notoriamente un periodo in cui le notizie girano di meno, eccoci a riproporvi la novità principale.

In un report che è possibile consultare a questo link, la Public Health England, l’autorità sanitaria inglese, afferma che “le sigarette elettroniche sono significativamente meno dannose per la salute rispetto al tabacco ed hanno la potenzialità di aiutare i fumatori a smettere di fumare”.

I principali punti emersi dalla ricerca sono quattro:

1. attualmente si stima che le sigarette elettroniche siano circa il 95% meno nocive del fumo;

2. quasi la metà della popolazione (il 44,8%) non si rende conto che le ecigs sono molto meno dannose del fumo;

3. non esiste attualmente alcuna prova che le sigarette elettroniche possano indurre i minori o i non fumatori a iniziare a fumare;

4. la ricerca suggerisce che le sigarette elettroniche potrebbero aiutare a diminuire il numero di fumatori tra i giovani e gli adulti.

Secondo la professoressa Linda Bauld, esperta  nella prevenzione del cancro, “le paure che le sigarette elettroniche possano indurre le persone ad iniziare a fumare non sono attualmente supportate da prove. Le prove, attualmente, indicano che le sigarette elettroniche possono aiutare le persone a smettere di fumare tabacco”.

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