The Times: come salvare 105mila vite con le ecigs

Pubblichiamo la traduzione di un interessante editoriale pubblicato nei giorni scorsi dall’autorevole quotidiano inglese The Times, a firma di Matt Ridley, pubblicato anche sul sito “Save e-cigs”.

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Se i burocrati dell’UE e le aziende farmaceutiche continueranno a creare problemi ai produttori di sigarette elettroniche 105 mila vite saranno a rischio ogni anno.

Gli svedesi sono famosi nel risolvere problemi politici, dall’istruzione al sistema bancario. Gli svedesi sono anche molto più avanti del resto d’Europa nella riduzione del fumo. In Svezia c’è la minor percentuale di fumatori di tutti i paesi europei. La mortalità per cancro ai polmoni negli ultra trentacinquenni svedesi è meno della metà di quella britannica. Ci sono riusciti essendo più duri nell’ostracismo e nell’educazione? O gettando paternalisticamente vergogna sul fumatore? No, ci sono riusciti con l’innovazione e la competizione.

Negli anni Ottanta svilupparono un prodotto derivato dal tabacco denominato snus, che viene assunto ponendolo sotto il labbro superiore. Si assume nicotina ma non catrame. Lo snus è il modo più popolare ed efficacie per smettere di fumare in Svezia (e Norvegia). Non avete mai visto lo snus in vendita in Inghilterra per la semplice ragione che l’Unione Europea lo ha vietato.

Quando la Svezia ha aderito all’Unione Europea, ha negoziato uno speciale opt-out. Fino ad oggi, nonostante le tante prove che lo snus ha salvato un gran numero di vite svedesi, nonostante il parere degli esperti e nonostante la ferocia delle critiche alla sua flebile difesa di questa politica, la Commissione Europea rimane sulla linea della proibizione dello snus.

Potreste pensare che questo sia un argomento oscuro da trattare dall’importante pulpito rappresentato da queste pagine, ma è un retroscena vitale per discutere delle sigarette elettroniche in quanto, se lo snus consente di dimezzare i decessi per fumo e cancro al polmone, immaginiamo cosa possano fare le sigarette elettroniche.

Questi sono oggetti che imitano le azioni del fumatore ma sono forse mille volte più sicuri, le cui vendite raddoppiano ogni anno, senza nessuna sponsorizzazione politica o prescrizione medica. Le sigarette elettroniche potrebbero spazzare via il fumo in un paio di decenni. Il professor David Nutt, dell’Imperial College, le descrive come “la più grande innovazione sanitaria dai tempi dei vaccini”.

Le vendite di tabacco stanno precipitando in Europa ed America e le industrie temono che le sigarette elettroniche siano il loro momento kodak, come quando la fotografia digitale ha distrutto in un lampo l’allora leader nella produzione di pellicole. Negli Usa Wells Fargo prevede che le vendite di sigarette elettroniche possano soppiantare le vendite di sigarette tradizionali nel giro di dieci anni. Le indagini dimostrano che le sigarette elettroniche sono oggi il metodo più popolare per smettere di fumare, nonostante la mancanza di incoraggiamenti da parte delle autorità.

Prendete un qualunque volantino sulle tecniche per smettere di fumare dal vostro farmacista e troverete che le sigarette elettroniche non sono nemmeno menzionate. Quando feci un discorso su questo tema alla Camera dei Lords rimasi colpito dalla grande risposta che ottenni dai vapers, e cioè gli appassionati di ecigs. Ciò che era particolarmente sorprendente era che molti di loro dicevano di aver provato a smettere per decenni e poi finalmente c’erano riusciti con le ecigs.

Eppure, invece di dare il benvenuto a questa tecnologia, i poteri forti che stanno a Bruxelles e alla Casa Bianca sono determinati ad ostacolarla. La scorsa settimana il Parlamento Europeo ha votato a favore della proposta della Commissione che vieta le sigarette elettroniche riutilizzabili e quelle con una concentrazione di nicotina superiore ai 20mg/ml. L’intento del nostro governo è quello di adottare queste restrizioni nella legislazione britannica, incoraggiati dalla British Medical Association e dalla grande industria farmaceutica, con la scusa di proteggere i bambini da una nuova minaccia e non volendo rinormalizzare il fumo.
Perché i titolari della sanità pubblica sono così reazionari? La Commissione Europea dimostra un pregiudizio contro l’innovazione pesando ogni rischio di un nuovo prodotto (anche se piccolo), ma non considerando i rischi del vecchio prodotto che questo andrebbe a sostituire, come per l’uso di ogm nelle colture.

Nell’inseguire i rischi sconosciuti (ma piccoli) delle sigarette elettroniche, le autorità sanitarie sbagliano bersaglio. Quello che conta è la riduzione del danno, non un’utopistica perfetta sicurezza. Non lasciate che il meglio sia nemico del buono, disse Voltaire. La proibizione delle sigarette elettroniche forti, quelle preferite da coloro che cercano di smettere di fumare, potrebbe impedire di salvare 105mila vite all’anno in Europa, secondo il modello elaborato dalla “London Economics”.

E c’è l’effetto Dunning-Kruger, per cui persone incompetenti sono troppo incompetenti per vedere l’incompetenza. Un funzionario dell’Unione Europea con una laurea di seconda classe conseguita presso l’università di Malta ha alterato così male i risultati ottenuti da 15 scienziati sulla riduzione del danno da sigarette elettroniche, che tutti loro gli hanno scritto per correggerlo.

L’ente britannico di controllo medico (MHRA) continua a ritenere che imporre l’equiparazione ai farmaci favorirà il progresso tecnologico delle sigarette elettroniche, ignorando l’evidenza che porre barriere all’ingresso inevitabilmente riduce l’innovazione. I medici rappresentati dalla BMA sembrano odiare l’idea che la gente compri senza prescrizione medica prodotti che li facciano smettere di fumare. Peggio, alcuni dei marchi che pubblicizzavano sigarette elettroniche e le vendevano tramite Boots, sono ora controllati dallo stesso “Satana” - l’industria del tabacco.

Non volendo emulare Kodak, l’industria del tabacco sta correndo a comprarsi i produttori di sigarette elettroniche.

Big Pharma vuole ostacolare normativamente i suoi concorrenti perché farebbero piazza pulita delle terapie sostitutive della nicotina (cerotti e gomme) scarsamente efficaci nell’aiutare le persone a smettere di fumare. E i politici? Semplicemente sembrano felici di imporre divieti.

In breve, dice il professor Gerry Stimson della London School of Hygiene and Tropical Medicine, la risposta delle autorità sanitarie alle sigarette elettroniche è centrata sul tentativo di prendere il controllo di un movimento spontaneo di consumatori. “Non ideato da noi”, piangono i vecchi burocrati.

La ragione per la quale queste ciniche campagne hanno successo è che la maggior parte di noi confonde la nicotina con il fumo. Per quanto è possibile sapere la nicotina è innocua alle dosi presenti nel fumo di sigaretta. È il catrame che uccide. La nicotina crea dipendenza, ma così pure la caffeina ed una tazza di caffè ha molte più sostanze potenzialmente pericolose di una sigaretta elettronica. Svapare potrebbe essere anche meno rischioso ed antisociale che bere caffè.

Ci hanno talmente fatto il lavaggio del cervello a credere che la nicotina sia dannosa, che non riusciamo a vedere un’informativa sullo svapo senza una repulsione pavloviana, sparando una serie di idiozie tali sul proteggere i ragazzi da un possibile ingresso nel mondo del fumo, piuttosto che vederne una via d’uscita.

L’ignoranza viene sfruttata dagli avversari reazionari di questa innovazione salvavita. Apparentemente sembra che loro preferiscano che il fumo continui molto lentamente il declino nei prossimi 50 anni, nonostante la supervisione dei dottori, piuttosto che sparisca in 20 anni.

 

 

 

The Times: cómo salvar 150.000 vidas con las e-cigs

Publicamos la traducción de un interesante editorial publicado hace unos días en el prestigioso periódico inglés “The Times”, firmado por Matt Ridley, publicado también en la página web “Save e-cigs”. 

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Si los burócratas de la UE y las empresas farmacéuticas no pararan de crear problemas a los productores de cigarrillos electrónicos, cada año se pondrían en riesgo 150.000 vidas.

Los suecos son famosos por solucionar los problemas políticos, desde la instrucción hasta el sistema bancario. Los suecos están también por delante del resto de Europa en la lucha contra el tabaquismo. Ellos tienen el número más bajo de fumadores de todos los países de la UE. La mortalidad por cáncer de pulmón en los hombres suecos mayores de 35 años es inferior a la mitad de la británica.

¿Lo han logrado por ser más duros en el ostracismo y en la educación? O ¿avergonzando a los fumadores de esa manera escandinava paternalista? No – lo han logrado a través de la innovación y la competencia.

En la década de 1980 los suecos desarrollaron un producto derivado del tabaco llamado snus, que se consume poniéndolo debajo del labio superior. De esta manera se recibe la nicotina, pero no el alquitrán. El snus es la forma más popular y eficaz para dejar de fumar en Suecia (y Noruega). Nunca se ha visto el snus a la venta en Gran Bretaña, por la sencilla razón que fue prohibido por la UE.

Cuando Suecia se unió a la UE, negoció un opt-out especial. Actualmente, a pesar de las abundantes pruebas de que el snus salvó la vida a muchos suecos, a pesar de la opinión de los expertos , y a pesar de las críticas devastadoras hacia su débil defensa de esta política, la Comisión Europea mantiene la prohibición del snus.

Se puede pensar que esto es más bien un tema oscuro con el que ocupar una opinión prominente como esta página, pero se trata de un tema de vital importancia por el debate sobre los cigarrillos electrónicos – si el snus puede reducir a la mitad el tabaquismo y las muertes por cáncer de pulmón, hay que pensar que los cigarrillos electrónicos también lo podrían hacer.

Estos son unos dispositivos que imitan la acción de fumar, pero que a la vez són 1.000 veces más seguros, cuyas ventas se están duplicando cada año, sin ningún apoyo del Gobierno y sin prescripción médica. Los e-cigarrillos podrían acabar con el tabaquismo en un par de décadas. El profesor David Nutt, del Imperial College los describe como “el mayor avance de la salud desde las vacunas”.

La venta del tabaco ha disminuido en Europa y América y la industria teme que los cigarrillos electrónicos sean su momento “Kodak” – como cuando la fotografía digital destruyó en un flash una empresa dominante de cámaras.

Wells Fargo, en los EE.UU. predice que las ventas de los cigarrillos electrónicos podrían remplazar las de los cigarrillos tradicionales dentro de diez años. Las encuestas demuestran que los cigarrillos electrónicos son ahora el método más popular para dejar de fumar, a pesar de la falta de estímulo por parte de las autoridades.

Recoged un folleto sobre las técnicas para dejar de fumar en las farmacias, podeis ver que ni siquiera se mencionan los cigarrillos electrónicos. Cuando hice un discurso sobre este tema en la Camera de los Lords, me quedé sorprendido por la enorme respuesta de los “vapeadores”, entusiastas de las e- cigs. Lo que era especialmente sorprendente fue cómo muchos de ellos contaron que intentaron dejar de fumar durante décadas, y finalmente lo han logrado con los e-cigs.

Sin embargo, en lugar de dar la bienvenida a esta tecnología, los poderes fácticos que están en Bruselas y en la Casa Blanca, están decididos a lanzar obstáculos en su camino.

La semana pasada, el Parlamento Europeo votó a favor de la propuesta de la Comisión que prohíbe los cigarrillos electrónicos reutilizables y los que tienen una concentración de nicotina superior a 20 mg/ml . La intención de nuestro propio gobierno es la de adoptar estas restricciones en la legislación británica, incitado por la Asociación Médica Británica y la grande industria farmacéutica, con la excusa de proteger los niños contra una nueva amenaza y que no desean normalizar el hecho de fumar.

¿Por qué los funcionarios de la salud pública son tan reaccionarios? La Comisión Europea presenta con frecuencia un sesgo de precaución contra la innovación, considerando todos los riesgos de un nuevo producto, por pequeño que sea, pero no el riesgo de un producto antiguo que iría a sustituir – de ahí su actitud frente a los cultivos modificados genéticamente.

Al plantear los riesgos desconocidos (pero pequeños) de los cigarrillos electrónicos, las autoridades sanitarias se equivocan de objetivo. Lo que cuenta es la reducción del daño, no una perfecta seguridad utópica. “No dejes que lo mejor sea enemigo de lo bueno”, dijo Voltaire. La prohibición de los cigarrillos electrónicos, los más elegidos por los que intentan dejar de fumar, podría impedir de salvar 105.000 vidas al año en toda Europa, de acuerdo con lo previsto por “London Economics”.

Y está el efecto Dunning -Kruger, donde las personas incompetentes son demasiado incompetentes para ver la incompetencia. Un funcionario de la UE, con un grado de segunda clase baja de la Universidad de Malta, destrozó los resultados de 15 científicos sobre el tema de la reducción del daño por los cigarrillos electrónicos que todos ellos le escribieron para corregirlo.

El regulador médico del gobierno británico, la MHRA, cree obstinadamente que imponer la equiparación a los medicinales mejorará el progreso tecnológico de los cigarrillos electrónicos, ignorando la evidencia de que las altas barreras, inevitablemente sofocan la innovación. Los médicos, representados por la BMA, parecen detestar la idea de que la gente compre sin prescripción médica los productos que les permiten dejar de fumar. Peor aún, algunas de las empresas que divulgaban los cigarrillos electrónicos y las vendían a través de Boots, ahora están controlados por el mismo Satanás – la industria del tabaco.

No queriendo emular Kodak, las grandes tabacaleras tienen prisa a comprar los fabricantes de cigarrillos electrónicos.

Big Pharma quiere una regulación normativa de sus rivales, ya que pueden remplazar todas las terapias farmacéuticas de nicotina (parches y gomas), que tienen una escasa eficacia para ayudar a la gente a dejar de fumar. ¿Y los políticos? Bueno, sólo parecen disfrutar de imponer prohibiciones.

En resumen, dice el profesor Gerry Stimson de la London School of Higiene y Medicina Tropical, la respuesta de las autoridades sanitarias a los e- cigarrillos se centra en el intento de tomar el control de un movimiento liderado por el consumidor. “No inventado por nosotros ” – dicen los viejos burócratas.

La razón por la cual estas campañas cínicas tienen éxito es porque la mayoría de nosotros confunde la nicotina con el humo. No obstante lo que se pueda decir, la nicotina no es dañina en las dosis presentes en el humo del cigarrillo. Es el alquitrán lo que mata. La nicotina es adictiva, pero también lo es la cafeína, y una taza de café tiene mucho más productos químicos potencialmente peligrosos que un cigarrillo electrónico. Vapear podría ser menos peligroso y antisocial que beber café.

Sin embargo, nos han hecho un tan lavado del cerebro diciendo que la nicotina es dañina que no podemos ver un anuncio sobre el vapeo sin tener una repugnancia pavloviana, soltando una serie de tonterías tratando de proteger a los niños de una posible puerta de entrada (y no de salida) en el mundo del humo.

La ignorancia está siendo explotada por los opositores reaccionarios de esta innovación salva vidas. Al parecer, preferirían que el tabaquismo continúe muy lentamente su declino en los próximos 50 años, no obstante la supervisión de los médicos, que desaparecer en 20 años.

Entrevista a Konstantinos Farsalinos

Publicamos la traducción de algunas partes de una larga entrevista que el Doctor Konstantinos Farsalinos ha concedido a la página web de información sobre los cigarrillos electrónicos “E-Cigarette Forum”.  

El Dr. Farsalinos es un cardiólogo, que estudia los cigarrillos electrónicos desde hace años.

Si estas expresando tu opinión sobre las e-cig, deberías saber de que estas hablando….”

El Dr. Konstantinos Farsalinos es un especialista cardiovascular griego que recientemente se ha convertido en una referencia internacional de alto perfil en la innovadora investigación clínica sobre las e-cig y los efectos de su uso.

Él habló con el ECF porque empezó a estudiar los ingredientes de los líquidos para las e-cig que están fabricados artesanalmente por los vapeadores y las empresas de cigarrillos electrónicos.

Nosotros hemos hablado con él acerca de su trabajo, el futuro del vapeo y la razón por la cual los expertos no dicen la verdad sobre este tema.

(…) Un gran número de personas del campo de la medicina parece haber tomado una posición automática en contra de las e-cig. ¿Qué le parece al respeto y qué método de investigación quiere utilizar su equipo?

El año pasado me sentía muy solo. Había sólo unos pocos de nosotros que dirigían las investigaciones y, probablemente, la mayoría de nuestros compañeros nos consideraban unos locos. Pero nos estábamos convirtiendo en un grupo cada vez más grande. Las e-cig obtenían siempre más éxito. En los últimos meses, había siempre más gente dispuesta a apoyarnos desde el campo científico y de la medicina.

¿Por qué estas personas están trabajando sobre eso ahora?

No disponemos todavía de datos suficientes de la investigación, pero tenemos muchos más respeto a los años anteriores. Durante este período, el público ha comprado las e-cig, a pesar de la publicidad negativa. Yo creo que estos factores han convencido a la gente a mirar a su alrededor. Creo que muchas de las personas que expresan opiniones negativas sobre las e-cig, no tienen realmente un conocimiento profundo sobre el producto. Si expresáis vuestra opinión en público acerca de las e-cig, deberíais saber de qué estáis hablando, porque las cosas que decimos como investigadores, afectan a muchas personas. Sé que muchos fumadores se oponían a probar las e-cig. Aún peor, he visto muchos vapeadores volver a fumar después de escuchar las discusiones científicas sobre los posibles problemas de las e-cig, problemas que son olvidados a menudo cuando se trata de daños causados por el humo.

(…)Es importante aclarar que no estamos diciendo que las e-cig sean una buena cosa a priori. Son buenas para un fumador, no para cualquiera persona. No sugeriría nunca a un no fumador de vapear. Sin embargo, para los fumadores, teniendo en cuenta los efectos perjudiciales del tabaco, no hay comparación. Es una completa revolución en la reducción de los daños provocados por el tabaco. Lo ideal sería vapear para estar justo en la mitad del camino para dejar de fumar, y a continuación, dejarlo del todo.

La mayor diferencia entre fumar y vapear es que los cigarrillos tradicionales están hechos para que los no fumadores se conviertan en fumadores. Las empresas de e-cig no necesitan encontrar a jóvenes o no fumadores, y esta es la gran diferencia que los que controlan el tabaco se niegan a aceptar.

Incluso la prensa cuenta a menudo historias acerca de niños que vapean, o de cómo vapear se considera “cool” , como el fumar.¿Hay algo verdadero en esto?

Tenemos datos de los EE.UU. y Reino Unido sobre este tema, pero las directrices no revelan los resultados cuando estos se veen claramente – el mejor ejemplo es el estudio más reciente de CDC . Algunos rumores de la CDC, están diciendo que estamos provocando una nueva epidemia de la nicotina con el cigarrillo electrónico. Ellos estan preguntando a los jóvenes si eran fumadores habituales. Los resultados se basan en preguntas como: ” ¿Has probado una e -cig en los últimos 10 días ? ” Según la CDC , eres considerado un vapeador si hiciste una calada en los últimos 30 días . Además, si coges el número de jóvenes que no eran fumadores , pero que han probado una e -cig en los últimos 30 días , el porcentaje es de 0,5 %. Los resultados se enfocaroncomo un problema que en realidad no existe. De acuerdo con el sentido común, el 0,5% es casi inexistente. Otros incluso han exagerado los resultados. Yo no he nombrado a nadie porque no quiero darle visibilidad , pero hay profesores de medicina en los Estados Unidos que dicen estas cosas ridículas . Desafortunadamente están utilizando los sitios web de las universidades para hacerlo, por lo que están poniendo en ridículo también el mundo académico. Es algo que no se puede entender , que me hace sentir mal . Basta con comprobar los porcentajes para ver que las afirmaciones públicas que hacen después de sus estudios no tienen sentido alguno.

(…) He hecho 2 estudios sobre la inhalación de nicotina con una e-cig, incluyendo el único estudio que ha investigado la tercera generación de aparatos a 9W con claromizador. Aunque se han utilizado vapeadores expertos, los niveles de consumo fueron en torno a un tercio en comparación con el tabaco – es necesario vapear durante 35 minutos para obtener los mismos niveles de nicotina en la sangre,cuando con el cigarrillo tradicional basta con 5 minutos. Esto demuestra que las e-cig transmiten niveles de nicotina bastante inferiores a los cigarrillos tradicionales, mediciones contrastadas en igualdad de tiempo de fumada-vapeada.

Los últimos estudios demuestran que la nicotina necesita otros componentes químicos presentes en el tabaco para poder dar realmente adicción. No es adictiva como nosotros pensamos. No estoy diciendo que no sea adictiva en general, pero parece que otras sustancias potencian mucho las propiedades adictivas de la nicotina. Estas sustancias no están presentes en las e-cig. No estoy diciendo que sea imposible, pero creo que és muy difícil.

(Podéis leer la entrevista entera en este enlace)

Intervista a Konstantinos Farsalinos

Pubblichiamo la traduzione di alcuni stralci di una lunga intervista che il dottor Konstantinos Farsalinos ha concesso al sito di informazione sulle sigarette elettroniche “E-Cigarette Forum”. Il dr. Farsalinos è un medico cardiologo, da anni impegnato a studiare le sigarette elettroniche.

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“Se tu stai esprimendo la tua opinione circa le e-cig, dovresti sapere di che stai parlando ….”

Il Dr Konstantinos Farsalinos è uno specialista cardiovascolare greco che recentemente è diventato un referente internazionale di alto profilo sull’innovativa ricerca clinica nelle e-cig e sugli effetti del loro uso. 

Egli ha parlato all’ECF poiché si mise a studiare gli ingredienti dei liquidi per e-cig che sono prodotti artigianalmente dagli svapatori e dalle compagnie di sigarette elettroniche.

Noi abbiamo parlato con lui a proposito del suo lavoro, il futuro dello svapo e come mai tutti gli esperti non stanno dicendo la verità.

(…) Un grande numero di persone nel campo medicale sembrano aver preso una posizione automatica contro l’e-cig. Cosa le sembra e a quale metodo di indagine la sua squadra sta guardando?

Lo scorso anno, mi sentivo abbastanza solitario. C’erano appena pochi di noi che conducevano ricerche ed eravamo probabilmente considerati pazzi da molti dei nostri colleghi. Ma stavamo diventando numerosi. Le e-cig ottenevano sempre più successo. Negli ultimi mesi, avevamo avuto sempre più persone disposte a supportarci dal campo scientifico e medicale.

Perché queste persone si stanno occupando di questo adesso?

Non ci sono ancora abbastanza dati dalla ricerca, ma c’è molto di più rispetto a quanto disponibile negli anni precedenti. Durante questo periodo, il pubblico ha realmente adottato la e-cig, nonostante la pubblicità negativa. Io penso che questi fattori hanno convinto le persone a guardarsi attorno. Io credo che molti delle persone che esprimono opinioni negative circa le e-cig, realmente non hanno una profonda conoscenza circa il prodotto. Se esprimete la vostra opinione in pubblico circa le e-cig , dovreste sapere di che cosa state parlando, perché le cose che diciamo in qualità di ricercatori, influenzano molte persone. So di molti fumatori che erano contrari a provare le e-cig. Perfino peggio, ho visto molti svapatori ritornare a fumare dopo aver ascoltato le discussioni scientifiche sui potenziali problemi delle e-cig, problemi che spesso si dimenticano quando si parla di danni da fumo.

(…) E’ importante essere chiari che non stiamo dicendo che le e-cig siano una buona cosa a prescindere. Sono buone per un fumatore, non per qualsiasi persona. Non suggerirei mai ad un non fumatore di svapare. Ma per i fumatori, considerando i devastanti effetti del tabacco, non c’è paragone. E’ una completa rivoluzione nella riduzione dei danni da tabacco. La cosa ideale sarebbe svapare per essere appena a metà del guado per smettere di fumare, dove poi al termine si smette di fumare.

La più grande differenza tra il fumare e lo svapare è che le sigarette di tabacco sono state fatte per far passare le persone da non fumatrici a fumatrici. Dall’inizio, le e-cig sono state pensate per i fumatori al fine di farli diventa svapatori, non per i non fumatori a diventare svapatori. Le compagnie di e-cig non hanno bisogno di trovare giovani o non fumatori, e questa è la grande differenza che chi controlla il tabacco rifiuta di accettare.

Ancora la stampa spesso racconta storie a proposito di bambini che svapano, o quanto svapare è considerato “figo” tra i loro coetanei, come il fumare. C’è qualcosa di vero in questo?

Noi abbiamo dati dagli USA e dal Regno Unito a questo proposito, ma le linee guida non trovano i risultati quando li si vede chiaramente – il miglior esempio è l’ultimo studio CDC. Alcune indiscrezioni del CDC, stanno dicendo che noi stiamo avvalorando una nuova epidemia di nicotina da e-cig. Ma loro stavano chiedendo ai giovani se erano dei regolari utilizzatori. I risultati si sono basati su domande tipo “Hai provato una e-cig negli ultimi 10 giorni?” Secondo il CDC, sei considerato un utilizzatore se hai fatto un tiro negli ultimi 30 giorni. Inoltre, se tu prendi il numero di giovani persone che non sono state fumatrici, ma hanno provato un e-cig negli ultimi 30 giorni, la percentuale è dello 0,5%. Sono stati presentati risultati come un problema, che in verità non c’è. Secondo il senso comune, lo 0,5% è quasi inesistente. Altri hanno perfino esagerato i risultati. Io non ho nominato nessuno perché non voglio dargli visibilità, ma ci sono professori di medicina negli Stati Uniti che dicono queste cose ridicole. Sfortunatamente stanno usando i siti internet delle Università per farlo, così stanno ridicolizzando anche il mondo accademico. E’ qualcosa che non si può capire, mi fa sentire male. Abbiamo bisogno di controllare i numeri per vedere che gli annunci pubblici che fanno dopo i loro studi non hanno senso.

(…) Ho fatto 2 studi sull’assunzione di nicotina da e-cig, includendo il solo studio che ha indagado la terza generazione di apparati a 9w con clearomizer. Sebbene sono stati utilizzati svapatori esperti, i livelli di assunzione furono intorno ad un 1/3 rispetto al tabacco – si ha bisogno di svapare per 35 minuti per ottenere livelli simili di nicotina nel sangue pari a fumare una sigaretta di tabacco in 5 minuti. Questo mostra che le e-cig sono inefficienti nel fornire nicotina nello stesso livello, specialmente alla stessa velocità, come nelle sigarette tradizionali.

(…) Gli ultimi studi mostrano che la nicotina ha bisogno di altri componenti chimici nel tabacco per dare realmente assuefazione. Non è come un additivo come noi pensiamo. Non sto dicendo che non è un additivo in generale naturalmente, ma sembra che altri alcaloidi potenziano di gran lunga le proprietà additive della nicotina. Queste sostanze non sono presenti nelle e-cig. Dubito che un non-fumatore potrebbe essere attirato dalle e-cig. Non sto dicendo che è impossibile, ma penso che sia molto difficile.

(Potete leggere l’intera intervista a questo link)

An interview with dr. Konstantinos Farsalinos

Extract of a long interview made by “E-Cigarette Forum” in which dr. Konstantinos Farsalinos talks about ecigs.

“If you’re expressing your opinion about e-cigarettes in public, you should know what you’re talking about…”

Dr Konstantinos Farsalinos is a Greek cardiovascular specialist who in recent years has become increasingly high-profile internationally on account of his groundbreaking clinical research into e-cigarettes and the effects of their use.

He spoke to ECF as he embarked on a study into the ingredients of e-liquids that was made possible through crowdfunding by vapers and e-cigarette companies.

We talked to him about his work, the future of vaping and how not all the reputed experts are telling the truth.

(…) A large number of people in the medical field seem to have taken an automatic stance against e-cigarettes. Does it feel like you and your team are treading a lonely path?

Last year, I felt quite lonely. There were just a handful of us conducting e-cigarette research and we were probably considered crazy by most of the others in our field. But we are growing; e-cigarettes get more backing every day. In the last few months we’ve had more and more people from the scientific and medical fields support us

Why are those people coming around now?

There’s still not enough data from research yet, but there is far more than what was available in previous years. During that time the public has really taken to e-cigarettes too, despite the negative publicity. I think these factors have convinced people to look closer.

I believe most of the people expressing negative opinion about e-cigarettes don’t really have any deep knowledge about the products. If you’re expressing your opinion about e-cigarettes in public you should know what you’re talking about, because the things we say as scientists influence a lot of people.

I know a lot of smokers who were put off right at the point of trying an e-cigarette. Even worse, I’ve seen a lot of vapers go back to smoking after hearing scientists discuss the potential hazards of e-cigarettes – the problem is that they often forget to mention the dangers of smoking.

(…) It’s important to be clear that we’re not saying e-cigarettes are a good thing overall. They’re a good thing for a smoker, they’re not a good thing for everyone else. I wouldn’t suggest non-smokers take up vaping. But for smokers, considering the devastating effects of tobacco, there is no comparison. It’s a complete revolution in tobacco harm reduction. Although the ideal thing would be for vaping to be just a bridge to quitting smoking, where at the end you stop vaping too. The biggest difference between smoking and vaping is that tobacco cigarettes were made to turn non-smokers into smokers. Since the beginning, e-cigarettes have been marketed for smokers to become vapers, not for non-smokers to become vapers. E-cigarette companies don’t need to target youngsters or non-smokers and that’s the big difference that Tobacco Control refuses to accept.

Yet the press often runs stories about children vaping, or how vaping is considered cool amongst their peers, just like smoking. Is there any truth in that?

We have data from the USA and the UK on this, but the headlines don’t match the results once you look at them properly – the best example being the latest CDC study. Some very vocal people at the CDC are making out that we are witnessing a new nicotine epidemic from e-cigarettes. But they weren’t asking these young people if they were regular users. The results were based on the question ‘have you tried an e-cigarette in the last 30 days?’ According to the CDC you’re a user if you’ve had even one puff in the last 30 days. Yet if you took the number of young people who were not smokers but had tried an e-cigarette over the last 30 days, the number was just 0.5%. They presented that result as a problem, which it is not. According to common sense, 0.5% is almost non-existent. Others have exaggerated the results even more. I won’t name anyone simply because I don’t want to give them the oxygen of publicity, but there are professors of medicine in the United States whose statements on this make them look ridiculous. Unfortunately they’re using the official websites of universities to do it, so they’re ridiculing the universities too. It’s something I just can’t understand, I would never disgrace myself in that way. You only need to check the numbers to see that the public statements they make after these studies are nonsense.

(…) I’ve done two studies on nicotine absorption from e-cigarettes, including the only study that used a third generation device at 9w with a clearomizer. Although we used experienced vapers, the levels of absorption were around one third of that from tobacco – you’d need to vape for 35 minutes to get plasma nicotine levels similar to smoking one tobacco cigarette in five minutes. This shows that e-cigarettes are inefficient at providing nicotine at the same level, especially at the same speed, as tobacco cigarettes.

(…) The latest studies show that nicotine needs some other chemicals present in tobacco to be really addictive. It’s not as addictive on its own as we thought. I’m not saying that it’s not addictive at all of course, but it seems that other alkaloids largely potentiate the addictive properties of nicotine. These are not present in e-cigarettes. I doubt that a non-smoker could be addicted to e-cigarettes. I’m not saying it’s impossible, but I think it’s very difficult.

(you can read the full interview here)

Governo Letta schiavo delle lobby. Più ammalati, più business?

Un Governo che pensa soltanto a come fare cassa, ignorando completamente la salute dei cittadini, è indegno di un Paese civile. Le notizie diffuse stamattina dalla stampa riguardo una possibile diminuzione delle accise sui tabacchi a fronte dell’introduzione del divieto di svapo e pubblicità per le sigarette elettroniche, se confermate, sarebbero soltanto il segno del servilismo del Governo Letta nei confronti della lobby dei tabacchi. Negli ultimi mesi si è assistito ad un continuo balletto normativo, con provvedimenti proposti, approvati, ritirati, cancellati, riproposti ancora. Tutto questo invece di regolamentare con senno il settore ed incoraggiare la ricerca. Non è possibile che si continuino ad ignorare gli appelli del mondo medico, che ha più volte sottolineato come con le sigarette elettroniche si andrebbero a risparmiare milioni di euro in spesa sanitaria.
Ci auguriamo di leggere nel provvedimento “Milleproroghe” la cancellazione della tassa al 58,5% sulle sigarette elettroniche che, per usare le parole dell’oncologo Umberto Veronesi ‘potrebbero salvare 30mila vite all’anno in Italia e 500 milioni nel mondo’. Un Governo che ha a cuore i suoi cittadini dovrebbe pensare esclusivamente alla loro salute e non a come aumentare gli introiti, incoraggiando la gente a fumare.

La schizofrenia legislativa che favorisce le lobby

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Si può distruggere un settore, rischiare di far perdere il lavoro a migliaia di persone, solo per miseri giochini politici?

Si, si può. E’ successo ieri in Senato, quando il senatore Stefano Candiani (Lega Nord) ha presentato un emendamento che di fatto equipara nuovamente le sigarette elettroniche a quelle tradizionali, ripristinando il divieto di pubblicizzazione e il divieto di svapo in luoghi chiusi, contro ogni logica e contro tutti i pareri scientifici che si sono succeduti in questi mesi.

In un lungo scambio di opinioni via twitter, il senatore Candiani ieri sera ha ammesso di aver presentato l’emendamento al dl Salva Roma soltanto per svelare “il doppio gioco di chi tutela la salute e chi invece sta con le lobby qualunque siano”. Per questo motivo, sempre lo stesso Candiani, ha spiegato di aver prima presentato l’emendamento e di non averlo poi votato.

Per quanto possa essere difficile dar credito a quello che dice Candiani, siamo di fronte a pura schizofrenia legislativa. Si gioca con la vita e il lavoro della gente esclusivamente per vedere chi vota contro e chi vota a favore? Si presenta un emendamento che mette in ginocchio un settore che da lavoro ad almeno 6mila persone, soltanto per poi votare contro e poter dire a parole di essere contro le lobby?

Vogliamo ricordare che la legge che prevedeva il divieto di pubblicità e di svapo nei luoghi pubblici era stata abolita poco più di un mese fa. L’unica spiegazione è che chi ci amministra sia del tutto ignorante (nel senso che ignora) sui provvedimenti che mette in campo. Proprio mentre scriviamo, il dl è in votazione al Senato. Può darsi che sia tardi per pretendere dal senatore leghista Candiani di ritirare l’emendamento e di studiare l’argomento, come avrebbe dovuto fare ben prima di decidere di giocare con la vita delle persone. Per questo l’unica arma che abbiamo è quella di continuare a fare i nomi e i cognomi.

Ricordatevi di queste persone quando finalmente potremo tornare alle urne e scegliere i nostri rappresentanti in Parlamento. Ricordatevi di chi lavora con onestà e chi invece si presta a giochi politici meschini e senza senso.

Perché la politica si accanisce contro le ecigs?

Possibile che in Italia si pensi solo a come distruggere il settore delle ecigs, uno dei pochissimi in crescita negli ultimi anni? Con tutti i problemi che l’Italia si trova a dover affrontare, possibile che il primo pensiero dei politici sia solo quello di distruggere il fumo elettronico? L’emendamento al dl Salva Roma che reintroduce nuovamente per le ecigs le stesse disposizioni dei tabacchi lavorati, a firma di Stefano Candiani (Lega Nord), approvato in commissione al Senato, non farà altro che dare un ulteriore colpo a tutto il settore, già duramente provato da provvedimenti iniqui e senza senso, come la tassazione sproporzionata che partirà il 1 gennaio e il relativo regolamento, poco chiaro e che non prende in considerazione alcuna fase transitoria.

Sono mesi ormai che siamo costretti a togliere tempo al lavoro per fronteggiare una guerra impari che si sta giocando senza esclusione di colpi sulle teste di tutte le persone che lavorano con aziende sane come la nostra e che portano benessere al Paese, anche pagando sempre le tasse. Come pensa il Governo di poter ricavare qualcosa da un settore che sta continuando consapevolmente a mettere in ginocchio? Perché il Governo non ascolta i tantissimi scienziati che, ricerche e studi alla mano, hanno dimostrato l’enorme potenziale delle sigarette elettroniche, infinitamente meno nocive di quelle tradizionali? I nostri amministratori dovrebbero rendere un buon servizio al Paese e non fare gli interessi di lobby e potentati economici.

C’era una volta… una storia ancora tutta da scrivere.

C’era una volta un signore di nazionalità cinese che in Spagna, in poche settimane e a partire solo da novembre, ha registrato centinaia di disegni di sigarette elettroniche all’ufficio spagnolo per brevetti e marchi presso il Ministero dell’Industria a Madrid, andando poi in giro ad intimidire i rivenditori di ecigs. L’ha fatto spendendo un patrimonio, pur sapendo di non poter vantare alcun diritto sul prodotto: infatti Ovale ha cominciato a commercializzare le ecigs in tutta Europa più di sette anni fa e in Spagna da quasi un paio di anni.

C’era una volta un tribunale francese che senza alcuna evidenza ha emesso una sentenza in cui la sigaretta elettronica viene equiparata al tabacco tradizionale.

C’era una volta un paese europeo, l’Italia, in cui si mette a punto una legge contro il buon senso, contro il parere di illustri scienziati, contro l’Unione Europea, contro i risparmiatori, contro chi ha trovato un’alternativa al tabagismo, contro gli imprenditori onesti, contro le finanze dello Stato. Un paese, l’Italia, che tassa ecigs e liquidi al 58,8% più iva, rendendo i costi improponibili per imprese e pubblico. Un paese in cui chi governa, stabilisce degli adempimenti fiscali che richiederebbero mesi di preparazione e che invece vengono fumosamente pubblicati soltanto venti giorni prima dell’entrata in vigore.

C’era una volta il libero mercato.

Purtroppo non è una favola amara, una di quelle storie tanto amate da Benni o Pennac per poter spiegare i paradossi del nostro tempo, ma è una storia che forse nasconde altre storie e che rischia di incidere sulla vita di qualche milione di persone. Non ci piace fare dietrologia, né costruire scenari complottisti, catastrofisti o degni del peggiore film di 007, ma sembra piuttosto evidente che sta succedendo qualcosa di strano.

Come si muove il “prodigioso signore cinese”, da solo? Ha tutti questi soldi da buttare? Come mai quel pronunciamento del tribunale francese, proprio ora che le ecigs spopolano in terra transalpina? E poi, possibile che in Italia facciano in fretta e così sfacciatamente la guerra ad un prodotto che secondo il prof. Veronesi ed altri studiosi potrebbe salvare migliaia di vite? Possibile che il tutto venga fatto spudoratamente, avvantaggiando chi gestisce il sistema dei tabacchi e del gioco d’azzardo? Possibile che si decida sulle teste di tanti che perderanno il posto di lavoro, di tanti che potrebbero tornare alla sigaretta tradizionale sicuramente nociva e soprattutto senza poterci ricavare nulla in termini di tasse?

Dateci un motivo per ricacciare via le nostre domande. Stupiteci. Dimostrate che i nostri sono solo sospetti ingiustificati. Vediamo se passa l’emendamento sulla rimodulazione della tassa sulle ecigs in discussione alla Camera.

(…to be continued)

Operazione memoria

Cominciamo a ricordarci i nomi e i cognomi.

Secondo quanto riporta il quotidiano online Il GiornaleDal maxi emendamento, poi, scompare l’attenuazione dell’aumento fiscale sulle sigarette elettroniche. La Commissione aveva approvato la riduzione dell’aumento dal 58,5% al 25%, contro il parere del governo. La norma era nel maxi emendamento. Ma prima di arrivare in Aula, con un colpo di penna, Dario Franceschini ha cancellato il beneficio fiscale dal testo del maxi emendamento della legge della Stabilità”.

Nello stesso provvedimento, secondo quanto segnalato dal M5S e riportato da Il Fatto Quotidiano, viene fissato “un bando per aprire 30 nuove concessioni per sale Bingo”.

Evidentemente per questo governo l’azzardo, che distrugge vite e famiglie, va bene. La sigaretta elettronica, il prodotto che fa male alle lobby, invece no.

In ogni caso, il primo gennaio non ci sarà comunque nessun aumento e nessuna tassa perché il Governo non ha emanato il previsto regolamento attuativo.

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